Pecunia non olet

Golf Digest gennaio 2013
Golf Digest è una rivista che adoro, cui sono abbonato da anni e che leggo in genere cover to cover. L’ultimo numero però (gennaio), è – in una parola – brutto.

Insapore è la copertina, una marchetta gigantesca della Audemars Piguet, dove si vedono quattro eroi della Ryder in una posa del tutto forzata e innaturale.

Poveri sono i contenuti: articoli come Virtual Golf (che parla dei giochi, o delle app come si dice ora) appaiono assolutamente inutili.

Fuorvianti sono alcuni articoli tecnici, come ad esempio Sand Play 2.0 di David Leadbetter (e viene da chiedersi: ma veramente quest’uomo ha ricostruito da zero lo swing di sir Nick Faldo quand’era all’apice della sua carriera?).

Qualcosa da salvare però c’è, anche in questo brutto numero: un case study sul Parkland Golf & Country Club (spunti interessanti per molti circoli italiani), un appassionato ricordo di Jim Flick a cura di Jack Nicklaus (He called me simply “Mr. Jack”) e un’intervista a tutto campo a Rocco Mediate, che ha da poco passato la boa dei cinquant’anni.

Giudizio sospeso per questo numero. E si va alla prossima.

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