
La notizia mi è arrivata all’improvviso, potente e devastante come una fucilata, tramite la pagina FB di Golf Today. Subito non capivo che cosa significavano quelle due date, 1955 e 2014, messe lì accanto alla sua foto. Poi mi sono reso conto.
Ebbene, io non posso dire di aver conosciuto Maria Pia Gennaro a fondo – l’ho incontrata in due occasioni all’Open –, ma ci siamo scritti tante volte e dunque nel tempo un poco di confidenza si era creata. Ora vorrei – soprattutto per il mio bisogno di dover razionalizzare eventi che di razionale hanno ben poco – dire qualche parola sul rapporto che mi ha legato (e mi lega) a lei.
La conobbi all’Open di tre anni fa, dopo uno scambio di mail. Lei mi diede fiducia e da lì iniziò la mia collaborazione con “Golf Today”. Di lei conservo le mail che, invariabilmente finivano con “un abbraccio”, a testimonianza di un rapporto cordiale e non solo formale. In un mondo di squali, una parola sincera di apprezzamento per un tuo collaboratore ha un valore inestimabile, perché racconta tanto della persona che sei e non solo di carriera, denaro, fama e così via.
La incontrai poi all’ultimo Open, e ricordo il suo sguardo pensieroso quando mi vide; ma fu una sorta di simpatico siparietto, perché parve non riconoscermi e quando le dissi chi ero rispose “Sì, lo so chi sei, ma stavo pensando a quel vaso laggiù” (i vasi dell’amico Pat che decoravano lo stand della rivista). Ne ridemmo.
(Poi a volte penso alle nostre miserie umane, io che domenica scorsa le ho mandato gli articoli per il prossimo numero chiedendole il PDF del precedente da mettere qui. Se c’è un fatto che questo episodio minimo deve insegnarmi è quello di lasciar perdere le piccolezze e guardare il quadro generale, gli obiettivi che ci siamo dati, le cose che davvero sono importanti nella vita.)
Insomma è stata una conoscenza non approfondita ma che mi rimarrà sempre dentro. Mi considero molto fortunato per averla avuta come direttore in questi anni; e sì, le ho scritto più volte che la stimavo moltissimo, però porto dentro di me il rammarico di non averle detto mai quanto era davvero brava. Ma, col dottor Seuss, dirò:
Don’t cry because it’s over. Smile because it happened.
E che il sonno, mia cara Maria Pia, ti sia leggero.
Commenti
Ciao Gianni, l’ho saputo stasera e sono rimasta sconvolta. Tutto quello che tu hai scritto, le mail, l’accoglienza, i saluti, l’abbraccio, la disponibilità, l’apprezzamento, tutto eguale. Una persona fantastica! Mentre scrivo non riesco a trattenere le lacrime , che farci? non riesco nemmeno a pensare una frase “bella”, non ha importanza, mi importa dire che Maria Pia mi è sembrata una persona splendida, rara, che faceva la più bella rivista di golf italiana.Un abbraccio
“Un abbraccio” è comunque un bel saluto, uno dei tanti insegnamenti che ci rimangono di lei.