Lug 07

Prima di lasciare i miei bastoni a riposare qualche settimana e rinnovare lo spirito nella mia seconda patria, la Corsica, ho preso parte lo scorso fine settimana alla patrocinata di Castelconturbia, i cui risultati – quantomeno per me – si sono rivelati ancora una volta (casomai ce ne fosse bisogno) una metafora della vita.

Primo giorno: arrivo tutto caricato, faccio tutta la mia routine di preparazione tecnica e mentale (e il giorno prima avevo fatto la prova campo): col risultato che ne tiro 91, con un quadruplo bogey alla 17 dove tra il caldo e la mia incapacità di tirarmi fuori dai pasticci mi scappava persino la voglia di finire la gara.

Sono quindi in bassa classifica e senza nessuna speranza per il giorno dopo. Però la sfida con me medesimo è avvincente, non posso tirarmi indietro. La differenza è che la prendo mooolto più alla leggera: arrivo al circolo mezz’ora prima della partenza, non passo nemmeno dal campo pratica ma faccio solo qualche minuto di stretching, dieci minuti di putt e un po’ di preparazione mentale. Ed ecco i risultati:

colpi: 79 (1 birdie, 9 par, 8 bogey)
fairway: 62% (8/13)
GIR: 61% (11/18)
putt: 36 (di cui 3-putt: 3) [per me sono tantissimi – 5 sopra la media –, ma i green di Castelconturbia non sono una passeggiata di salute per nessuno]
punti Stableford: 38
nuovo handicap: 5,3

Quel che mi rimane di questa giornata è, in una parola, la sensazione di calma olimpica che mi ha accompagnato da appena sveglio al termine della competizione, quell’oggetto fantomatico, evanescente e meraviglioso che si chiama flow e che tutti i golfisti, consapevolmente o meno, ricercano sempre nelle loro prestazioni. Una metafora della vita, appunto.

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Mar 22

Venerdì: prova campo a Rapallo in vista della patrocinata: tutto bene. Sabato: ne tiro 92 (no – van – ta – du – e). Domenica: mi sembra di essere andato meglio. Li conto: 92. Certo che per uno che vuole diventare pro nel 2012 c’è da lavorare…

Una sana iniezione di umiltà, quindi. Le patrocinate non sono comunque mai gare semplici, tant’è che io col mio risultato disastroso mi sono classificato cinquantesimo su un totale di 92 (aaargh! ancora quel numero!) partecipanti.

La presenza degli arbitri è stata molto discreta e appena avvertibile; ma sono stati comunque disponibili in caso di necessità. Il rough anche leggero era (giustamente) punitivo. A voler trovare un difetto, i green non erano al meglio; e non solo, o non soltanto, perché ho fatto complessivamente cinque volte 3-putt nei due giorni, che per me è un vero disastro.

In ogni caso, giocare in questo circolo storico ha sempre un fascino particolare, per l’atmosfera che lo circonda: e questa considerazione, dal mio punto di vista, supera qualunque frustrazione per un 3-putt o per un fuori limite.

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Mar 02

Ritorna anche quest’anno il circuito che Beppe Lazzarotto organizza per gli amici (presenti e futuri). Diciassette appuntamenti nei campi più belli dell’Italia nord-occidentale, più una finale su due giorni al Castellaro: niente da dire, l’organizzazione è impeccabile.

Birra e sautissa non mancheranno di certo: la goliardia e l’amicizia si mescoleranno senza soluzione di continuità all’amore per questo sport.

Prima tappa sabato 13 marzo a Garlenda. Qui il calendario completo.

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Gen 20


Campo pratica compie un anno! Già, esattamente dodici mesi fa lo inauguravo con un breve post sulla patrocinata di Sanremo che era imminente. E, come l’anno scorso, alla stessa maniera quest’anno si scaldano i motori per la prima patrocinata dell’anno, il medesimo Trofeo Sanremo che attendo con tanta ansia e gioia, perché quel circolo è probabilmente in assoluto il mio preferito, per l’atmosfera di storia mista a sport che si respira.

Ed è un compleanno Monster, perché ieri mi è arrivato il nuovo drive: Cleveland Hibore XLS Monster 2009, 9,5° di loft, canna stiff Fujikura Gold. È qui, ancora incellofanato sul mio tavolo di lavoro, pronto per essere provato nel pomeriggio in campo pratica. Dirò a breve le mie impressioni.

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Set 14

Le patrocinate sono un tipo di gara differente rispetto a tutte le altre. Lo capisci subito, arrivando al circolo la mattina del primo giorno, per il silenzio che avvolge l’intero circolo. Sono una gara in cui gli handicap a due cifre sono di fatto estromessi.

E se noi, della montaliana razza di coloro che rimangono a terra, fossimo dei poeti (be’, un po’ ci sentiamo di esserlo, in realtà), saremmo i minori.

Ho partecipato lo scorso fine settimana al I Trofeo Lauretana, alle Betulle di Biella. Ero curioso di conoscere un circolo dove non ero mai stato, ma che è a solo un’ora da casa mia; un circolo che tutte le riviste dipingono non solo tra i più belli d’Italia, ma anche d’Europa e nel mondo.

Ebbene, il campo è splendido: chilometri e chilometri senza mai imbattersi in una casa, praticamente un giorno intero dove gli unici artefatti che incontri sono relativi al campo stesso.

E tutti i contatti che ho avuto col circolo – segreteria, bar, starter – sono stati assai cordiali e pieni di quello che per me è “semplice” bel deuit piemontese. Magari loro non saranno d’accordo sul punto; in ogni caso complimenti!

Il secondo giorno ho sperimentato un paio d’ore di assoluto flow: le prime sette buche in par lordo (un birdie, un bogey e cinque par), un’esperienza avvolgente in cui mi sentivo completamente sicuro dei miei mezzi, in cui ogni colpo era eseguito come si doveva, e dove anche le sbavature si dimenticavano in fretta. Esaltante. (Nota per me: il prossimo passo consiste nel portare quell’esperienza da 7 a 18 buche – un bell’obiettivo da raggiungere entro i miei 45 anni.)

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Mar 11

È cominciato tutto lunedì della scorsa settimana.

La mattina avevo dimenticato a casa la maglia pesante, e al pomeriggio – diretto al campo da golf dopo il lavoro – ho pensato che non fosse il caso ripassare dal via per ritirare le ventimila, che in fondo sono giovane, che resisto bene al freddo… E sì che la giornata era piovosa e umida anzichenò.

Quindi vado e mi alleno, sento freddo ma resisto. Alla sera ho i brividi, il giorno dopo non migliora. Mercoledì, sempre in campo pratica, storia simile (questa volta col maglione). Insomma arriva venerdì e io parto per Frassanelle con la mia bella scorta di Tachipirina. E la prova campo va bene, gioco bene in un campo che vedo per la prima volta e mi diverto.

La sera però è una tragedia. E sabato, giorno della gara – finale Golfimpresa, mica pizza e fichi… 🙂 – ho un’influenza regolare e piena. Alcuni giocatori hanno magliette leggere, io faccio un po’ ridere con le mie 3 maglie e col mio cappello di lana da vecchietto. Faccio comunque quello che posso. Alla fine, i miei 27 punti diventano 30 col CSA +3, e io sono febbricitante ma soddisfatto. O soddisfatto ma febbricitante?

Seguono premiazione e cena gradevoli. Anche l’accoglienza e le prime impressioni sono state molto positive. Unica pecca: se solo il sito di Golfimpresa fosse più aggiornato…

E il campo? Certo non poteva essere al massimo, ma l’ho trovato piacevole, mosso e stimolante. Impegnativo ma che lascia giocare. Green abbastanza veloci. Il mio voto è un 7 convinto.

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Feb 02

Alla fine ce l’ha fatta. Il ragazzino è riuscito a vincere la sua prima prova dell’European Tour.

L’up and down alla 18 è stato un misto di abilità, freddezza, benedizione degli dei, fortuna, liberazione, audacia. E poi, occhi al cielo, ti sei aggiustato il cappello alla tua maniera. Sei un grande.

Un futuro brillantissimo ti aspetta, ragazzo…

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Gen 22

Sabato e domenica si svolge la prima patrocinata FIG dell’anno, il Trofeo Sanremo.

Adoro questo tipo di gare, per l’atmosfera concentrata che si respira. Le trovo vero golf, un’ottima occasione per i dilettanti di avvicinarsi dall’interno al clima di un torneo professionistico.

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