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Is Molas, o storia di una virgola

Ieri, gara a Is Molas, i putt non volevano saperne di entrare. Terminata la 14 faccio un po’ di conti – lo so, lo so che non bisognerebbe contare i punti durante la gara, ma a quel punto mi pareva di avere poco da perdere – e mi rendo conto che ho bisogno di quattro par nelle buche rimanenti per evitare la virgola. Obiettivo ambizioso, ma fattibile.

La 15 è un par 5 di lunghezza media (458 metri), secondo me non particolarmente difficile nonostante sia handicap 2. Sbaglio il drive, corto a sinistra, ma con un bel ferro 5 di secondo arrivo a 100 metri. Sbaglio anche il pitch: mi parte un flyer che supera, sia pure di poco, il green. Ma con un bell’approccio con il lob e un putt di un metro il par è salvo.

La 16 è un altro par 5, di lunghezza quasi uguale alla precedente ma con l’arrivo in salita. Drive perfetto in centro pista, legno 3 perfetto (vabbé, tutto è relativo) e sono a 20 metri dal green. Lob leggermente lungo, mi resta un putt di 4 metri in leggera discesa. Appena lo tocco mi rendo conto che è corto. […] continua a leggere »

Sorpresa!

Ieri era una giornata tranquilla, in studio da me: business as usual. A metà mattina mi chiama il mio maestro: “Ciao Gianni! Perché non ti sei fatto più sentire? Cosa stai facendo?” E, soprattutto: “Perché non andiamo a giocare a Margara adesso?”

Breve momento di confusione interna. Però quando il maestro chiama l’allievo risponde, no? E quando mi ricapita un’occasione così?

Detto fatto, a mezzogiorno e rotti ci troviamo al circolo, e da lì partiamo per quello che per me è stato uno splendido pomeriggio di golf. Era la prima volta che giocavo con un professionista, e al di là dell’amicizia – sentimento da non sottovalutare, peraltro – ho trovato utilissimo il vedere come un professionista agisce di fronte alle difficoltà e alle opportunità, come pensa, come segue una routine sempre identica.

Quanto a me, è bastato un piccolo suo suggerimento iniziale (gira di più, mooolto di più, i fianchi nella discesa) per darmi delle sensazioni positive rispetto a un movimento che sta diventando via via più pieno e completo.

Grazie Andrea!

Finale Golfimpresa a Frassanelle

È cominciato tutto lunedì della scorsa settimana.

La mattina avevo dimenticato a casa la maglia pesante, e al pomeriggio – diretto al campo da golf dopo il lavoro – ho pensato che non fosse il caso ripassare dal via per ritirare le ventimila, che in fondo sono giovane, che resisto bene al freddo… E sì che la giornata era piovosa e umida anzichenò.

Quindi vado e mi alleno, sento freddo ma resisto. Alla sera ho i brividi, il giorno dopo non migliora. Mercoledì, sempre in campo pratica, storia simile (questa volta col maglione). Insomma arriva venerdì e io parto per Frassanelle con la mia bella scorta di Tachipirina. E la prova campo va bene, gioco bene in un campo che vedo per la prima volta e mi diverto.

La sera però è una tragedia. E sabato, giorno della gara – finale Golfimpresa, mica pizza e fichi… 🙂 – ho un’influenza regolare e piena. Alcuni giocatori hanno magliette leggere, io faccio un po’ ridere con le mie 3 maglie e col mio cappello di lana da vecchietto. Faccio comunque quello che posso. Alla fine, i miei 27 punti diventano 30 col CSA +3, e io sono febbricitante ma soddisfatto. O soddisfatto ma […] continua a leggere »

Vendetta!

Ieri è andata così:

colpi: 85
fairway presi: 50%
GIR: 39%
putt: 33
(di cui 3-putt: 2)
punti stableford: 33
punteggio lordo: 23 (1 birdie, 6 par e 8 bogey)

Considerando che i green in questo periodo non fanno testo (mollicci e ondulatissimi per i segni delle scarpe a metà giornata, ghiacciati alla fine con la palla che non rotola ma rimbalza), direi che sono pronto per Agadir e – più in generale per l’anno in corso – a rimanere in maniera sostanzialmente stabile sotto gli 80.

La prima ai Ciliegi 2009

Oggi primo giro al mio circolo. Cominciamo dai numeri, freddi e crudeli ma sinceri:

colpi: 95
fairway presi: 29%
GIR: 28%
putt: 37 [disastro]
(di cui 3-putt: 3) [disastrissimo]
punti stableford: 22
punteggio lordo: 15 (4 par e 7 bogey)

Che debba rileggere How to Break 90? 🙂

Forse più interessanti sono le sensazioni: aria fredda e asciutta, sole, luce stupenda, giro completato in solitudine in 3 ore e 10 minuti, senso di soddisfazione, certezza di essere tra le persone più fortunate della terra.

Il Delta di Vadis

“Nel 1841 la Lanterna Vecchia segnava il punto estremo del Delta”, dice con la sua voce calma e ferma, “mentre oggi arriva quattro chilometri più in là, al Faro di Gorino. E questo ti dà la misura di quanto avanzi il Po, e di come il paesaggio intorno a noi cambi di continuo”.

Chi parla è Vadis Paesanti – si chiama così in onore dello zio, morto in guerra –, pescatore di vongole a Gorino Ferrarese, paesino nella Sacca di Goro, nell’estremo Delta, sindacalista per le cooperative di pescatori della zona, già guida turistica. Quando Linea Blu, la trasmissione di Rai Uno dedicata al mare, passa di qui, è lui che viene intervistato, che accompagna la conduttrice a conoscere questi luoghi magici.

L’ho conosciuto un giorno, amico dei miei ospiti a Bosco Mesola, in un piccolo agriturismo dove il tempo ha una dimensione del tutto diversa da quella cittadina a cui siamo ormai assuefatti. Qui si discorre senza fretta. In un campo da golf della zona (parentesi: un circolo che costa 430 euro l’anno tutto compreso, meno di una palestra – e poi dice che il golf è uno sport da ricchi) abbiamo incrociato i […] continua a leggere »

Sanremo, una notte limpida

Domenica notte, ore 5. Sono in un villaggio, tra un’ora suonerà la sveglia: mi aspetta la seconda giornata della patrocinata. (Parto alle 7.50: è la prima partenza, il che vuol dire che il giorno prima è stato un disastro.)

Mi sveglio all’improvviso: la macchina si trova all’interno del villaggio, il cui cancello non aprirà fino alle 8 (cosa che sapevo benissimo, ma me ne ero scordato). Come faccio a essere alle 7.50 al tee della 4 se il cancello apre alle 8?

Dopo essermi dato dello stupido, decido di non darla vinta al destino. Google Maps mi dice che la distanza a piedi è di “5,4 km – circa 1 ora 6 min”. Prendo qualche nota, mi preparo ed esco. Ce la posso fare. Ce la voglio fare.

Non provo nemmeno a fare l’autostop, a quest’ora chi si fermerebbe? In un’oretta di cammino veloce arrivo in centro Sanremo; mi rendo conto che la strada è ancora lunga. Capisco che la provvidenza – nel senso goethiano del termine – potrebbe venirmi incontro.

Così accade, sotto forma di un operaio del comune – di lì a poco sarebbe cominciato il Festival dei fiori – che, gentilissimo […] continua a leggere »