Dopo un 88

Ottantotto colpi.

Mi è successo ieri.

Nel mio campo preferito, in questa gara.

Con condizioni di campo molto buone e compagni di gioco piacevoli.

Ottantotto colpi sono tanti da qualunque punto di vista li si guardi. Ho ripercorso la gara colpo per colpo, per cercare una chiave, un’interpretazione, una spiegazione. Sono stato stranito per tutto il giorno, ma più per incredulità che per altro.

Alla fine ho concluso che il punto è questo: se tiri qualche colpo di troppo puoi andare a cercare le cause, magari il drive, magari i ferri lunghi, il putt o quel che sia, ma se ne tiri così tanti – la differenza, diciamo, tra una virgola e un virgolone – non solo non serve analizzare, ma è pure controproducente: perché un ottantotto non si spiega, se ne prende atto e si passa al punto successivo.

Perché il golf ha, tra tante altre cose, questo di bello: che il giorno dopo – nella fattispecie oggi, se il meteo lo permetterà; o domani, o quando sarà – è un’occasione nuova per mettersi alla prova.

Ho sbagliato una gara cui tenevo. È fatta, passo oltre.

Commenti

[…] di +6 (quattro bogey e un doppio), un giro molto regolare – un giro dei miei, diciamo (gli 88 sono un’anomalia, per fortuna) – in cui tutto, sostanzialmente, quadrava. E anche gli […]

Lascia un commento