Modello americano vs. modello europeo

Ho avuto un’interessante conversazione con Diego Fiammengo, uno dei maestri al mio circolo, riguardo la differenza di concezione e di impostazione del golf negli Stati Uniti rispetto all’Italia.

Diego va tutti gli anni per un paio di settimane ad affinare il suo swing in Florida. Quest’anno è stato con David Leadbetter e Jim Mc Lean, due tra i mostri sacri a livello mondiale dell’insegnamento del golf. Ha dunque una conoscenza approfondita di come il golf quotidiano (non quello della televisione) viene giocato in America.

Diego dice che, anche da noi, il golf dovrebbe essere giocato secondo il modello americano: ovvero avendo come primo obiettivo la velocità di gioco. Questo si ottiene tramite l’uso obbligatorio del cart (attrezzato con GPS e tutte le diavolerie possibili), i generi di conforto ordinati alla cart girl, il rispetto assoluto dei tempi indicati e così via.

Risultato: le 18 buche prendono 3 ore, e le 9 buche possono occupare un paio di orette (esagerando), che si possono passare con l’amico dopo il lavoro, prenotando il tee time.

Esempio italiano: le Vigne del Barolo, pensato proprio secondo questa logica e gestito non a caso da una società americana, la continua a leggere »

La prima di Rory McIlroy

Alla fine ce l’ha fatta. Il ragazzino è riuscito a vincere la sua prima prova dell’European Tour.

L’up and down alla 18 è stato un misto di abilità, freddezza, benedizione degli dei, fortuna, liberazione, audacia. E poi, occhi al cielo, ti sei aggiustato il cappello alla tua maniera. Sei un grande.

Un futuro brillantissimo ti aspetta, ragazzo…

John Updike, in memoriam

Sogni di golf
A 76 anni (era da tempo malato di cancro) è morto lo scrittore americano John Updike, vincitore di due Pulitzer.

Non troppo noto è il fatto che Updike fosse un fanatico del golf. Il golf fa capolino in vari suoi romanzi, ma soprattutto a questo sport aveva dedicato un bel libro, Sogni di golf.

Sono trenta racconti, scritti in un arco temporale lunghissimo (tra il 1958 e il 1995), divisi in tre sezioni che si intitolano “Imparare il gioco”, “Giocare il gioco” e “Amare il gioco”, che potrebbero essere intese come le tre fasi dell’approccio di un golfista a questa disciplina. Il libro è la testimonianza di una dedizione appassionata, testarda e lunga una vita dell’autore al gioco del golf.

La brevità dei racconti ne facilita la lettura. La narrazione unisce la leggerezza della scrittura alla conoscenza di questo sport: questo è il vero punto di forza del libro. Si ritrovano tutte le gioie, ma soprattutto le ansie e le frustrazioni tipiche di un golfista, sensazioni che qualunque golfista ha provato almeno una volta nella sua vita. Updike illustra infatti un concetto che per un golfista […] continua a leggere »

Sanremo, una notte limpida

Domenica notte, ore 5. Sono in un villaggio, tra un’ora suonerà la sveglia: mi aspetta la seconda giornata della patrocinata. (Parto alle 7.50: è la prima partenza, il che vuol dire che il giorno prima è stato un disastro.)

Mi sveglio all’improvviso: la macchina si trova all’interno del villaggio, il cui cancello non aprirà fino alle 8 (cosa che sapevo benissimo, ma me ne ero scordato). Come faccio a essere alle 7.50 al tee della 4 se il cancello apre alle 8?

Dopo essermi dato dello stupido, decido di non darla vinta al destino. Google Maps mi dice che la distanza a piedi è di “5,4 km – circa 1 ora 6 min”. Prendo qualche nota, mi preparo ed esco. Ce la posso fare. Ce la voglio fare.

Non provo nemmeno a fare l’autostop, a quest’ora chi si fermerebbe? In un’oretta di cammino veloce arrivo in centro Sanremo; mi rendo conto che la strada è ancora lunga. Capisco che la provvidenza – nel senso goethiano del termine – potrebbe venirmi incontro.

Così accade, sotto forma di un operaio del comune – di lì a poco sarebbe cominciato il Festival dei fiori – che, gentilissimo […] continua a leggere »

Patrocinata Sanremo

Sabato e domenica si svolge la prima patrocinata FIG dell’anno, il Trofeo Sanremo.

Adoro questo tipo di gare, per l’atmosfera concentrata che si respira. Le trovo vero golf, un’ottima occasione per i dilettanti di avvicinarsi dall’interno al clima di un torneo professionistico.