Tag: opinioni

Mala tempora currunt

Tee della 1 del mio circolo (I Ciliegi, Pecetto Torinese), questa mattina alle 9.30. Sto per partire in un match play, gara per la quale è regola – non sono sicuro che lo sia in tutti i circoli, anche se suppongo di sì; ma comunque lo è da noi – che gli altri giocatori cedano il passo su semplice richiesta.

Davanti a noi stanno per partire tre persone, che appartengono alla categoria dei pensionati golfistici (da un punto di vista anagrafico, è possibile; da un punto di vista mentale, è certo), ai quali chiediamo di farci passare per via del match play.

“Eh! Ma come?!?” Espressioni incredule e attonite. Evidentemente non parliamo la stessa lingua. Dopo una nostra breve spiegazione, ci lasciano passare, ma “fate veloci”. I mugugni si sprecano.

Una signora in quel momento si trova per caso vicino a noi. “Ma lo fate in tre il match play?”

Capisco che i circoli abbiano bisogno di tali personaggi, perché aggiustano i bilanci: però mi irrita dover pestare i piedi per ottenere quello che mi spetta di diritto, e ancora più mi irrita l’ignoranza delle persone che stanno su un campo da golf senza la minima idea delle regole che […] continua a leggere »

Agadir, lo psicologo e un uomo d’altri tempi


(Avvertenza: Andrea De Giorgio e Roberto Cadonati sono miei amici. Ciononostante, sono convinto al 100% di tutto quello che scrivo.)

Come molte delle cose che succedono nella vita, Andrea è diventato mio maestro in maniera del tutto casuale, grazie alla mia recensione al libro suo e di Roberto. Quando abbiamo cominciato a scriverci, e di più quando l’ho incontrato di persona, ho pensato a quanto sia vero il detto che “quando l’allievo è pronto, il maestro appare”.

Era la mia prima volta in una clinic, e comunque avevo molte aspettative – che non sono andate deluse. Oltre che con compagni di gioco piacevoli, ho avuto a che fare con professionisti veri, che intendono il golf nella stessa maniera con cui lo vedo io: ovvero come incontro di tecnica e di mente. Concetto che da noi è decisamente nuovo, e forse anche un poco fuori posto: quando dici agli amici che vai a fare una clinic dove oltre al maestro c’è anche lo psicologo, o ti guardano […] continua a leggere »

Modello americano vs. modello europeo

Ho avuto un’interessante conversazione con Diego Fiammengo, uno dei maestri al mio circolo, riguardo la differenza di concezione e di impostazione del golf negli Stati Uniti rispetto all’Italia.

Diego va tutti gli anni per un paio di settimane ad affinare il suo swing in Florida. Quest’anno è stato con David Leadbetter e Jim Mc Lean, due tra i mostri sacri a livello mondiale dell’insegnamento del golf. Ha dunque una conoscenza approfondita di come il golf quotidiano (non quello della televisione) viene giocato in America.

Diego dice che, anche da noi, il golf dovrebbe essere giocato secondo il modello americano: ovvero avendo come primo obiettivo la velocità di gioco. Questo si ottiene tramite l’uso obbligatorio del cart (attrezzato con GPS e tutte le diavolerie possibili), i generi di conforto ordinati alla cart girl, il rispetto assoluto dei tempi indicati e così via.

Risultato: le 18 buche prendono 3 ore, e le 9 buche possono occupare un paio di orette (esagerando), che si possono passare con l’amico dopo il lavoro, prenotando il tee time.

Esempio italiano: le Vigne del Barolo, pensato proprio secondo questa logica e gestito non a caso da una società americana, la continua a leggere »