Dic 20

VLUU L110  / Samsung L110
Domenica ho portato a termine la mia prima mezza maratona.

Che cosa c’azzecca col golf? Eh, tanto, per i motivi detti qui e qui.

Oggi desidero analizzare quella prestazione sportiva, per come l’ho vissuta io, cercando il parallelismo con il golf.

La prima corrispondenza è nel sogno [sic]. Ovvero, come dice Bob Rotella, per fare una cosa devi prima sognarla, la devi immaginare nella tua mente – nel sogno, appunto – con vividezza di dettagli. Devi sapere che è così, perché sono incredibili le cose che ti capitano dopo che le hai sognate. (Io mi sono sognato a lungo, negli anni passati, con un handicap inferiore a 4, così come adesso il sogno si fa più ardito, scende ancora più in basso nella scala numerica…)

L’altro parallelismo che mi riguarda direttamente è nel carattere: ovvero, ripensando adesso a quella corsa mi rendo conto di essere andato troppo piano. Avrei potuto fare meglio e di più. (Lo farò la prossima volta, certamente; e farò lo stesso nel golf. Keep grinding.)

Poi ci sono i giochi mentali, ovvero quegli stupidissimi (ma efficaci) trucchetti che ho messo in pista nella seconda parte di gara per andare avanti senza perdere il ritmo. E qui il paragone è con quando ti trovi sotto di parecchi colpi rispetto al tuo score teorico a qualche buca dalla fine, e la cosa migliore – e nello stesso più difficile – che tu possa fare è lasciar andare, ovvero pensare a giocare colpo per colpo, fiducioso che il risultato si prendere cura di se stesso da sé.
Un Po di Corsa
Infine – infine – c’è il senso di appagamento che hai quando termini una prestazione sportiva fatta come si deve: le endorfine vengono rilasciate a poco a poco, tu stai bene con te stesso, mente e corpo respirano e sentono all’unisono, l’armonia è dentro di te.


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