La settimana scorsa ho fatto ammenda. Ho mantenuto una promessa fatta dieci anni fa. Credo che abbia a che fare col fatto che quando l’allievo è pronto il maestro, magicamente, compare. E raccontare questa storia magnifica è impegnativo, per me, perché tanti pensieri mi si accavallano alla mente nello stesso tempo, tutti desiderosi di venir fuori. Proverò ad andare con ordine.
Parto da qui, dove giusto dieci anni fa raccontai di questo splendido museo. Lo feci con passione, ma concentrandomi sull’incantevole libro che il deus ex machina del museo, l’avvocato Marco Bisagno, col supporto della moglie Iole (perché sarà scontato dirlo, ma come può esistere un grande uomo senza una grande donna al suo fianco?), pubblicò per raccontare della sua “creatura”: opera già in sé sublime, oggetto non venale e fuori commercio (e del resto le stesse considerazioni valgono per il museo: il museo non ha biglietti e orari, è una creazione privata con nulla di commerciale che lo riguardi). Mi concentrai sul libro dunque, e non – come forse sarebbe stato naturale – su una visita al […] continua a leggere »








