Tag: opinioni

Pecunia non olet

Golf Digest gennaio 2013
Golf Digest è una rivista che adoro, cui sono abbonato da anni e che leggo in genere cover to cover. L’ultimo numero però (gennaio), è – in una parola – brutto.

Insapore è la copertina, una marchetta gigantesca della Audemars Piguet, dove si vedono quattro eroi della Ryder in una posa del tutto forzata e innaturale.

Poveri sono i contenuti: articoli come Virtual Golf (che parla dei giochi, o delle app come si dice ora) appaiono assolutamente inutili.

Fuorvianti sono alcuni articoli tecnici, come ad esempio Sand Play 2.0 di David Leadbetter (e viene da chiedersi: ma veramente quest’uomo ha ricostruito da zero lo swing di sir Nick Faldo quand’era all’apice della sua carriera?).

Qualcosa da salvare però c’è, anche in questo brutto numero: un case study sul Parkland Golf & Country Club (spunti interessanti per molti circoli italiani), un appassionato ricordo di Jim Flick a cura di Jack Nicklaus (He called me simply “Mr. Jack”) […] continua a leggere »

I vecchi e i giovani

Dice Manassero, citato da Maria Pia Gennaro nell’editoriale dell’ultimo Golf Today:

Questo non è uno sport da vecchi, non è uno sport da ricchi e non è uno sport da pigri.

E Antonella Manuli, nella rubrica che cura per Golf & Turismo, nel numero di dicembre sostiene:

O ci convinciamo che i ragazzini vanno agganciati e appassionati molto precocemente, o la gerontocrazia, che è la cifra in questo paese, continuerà a essere la regola nel golf ancora per molti decenni…

Per me questo sport è l’attività ideale per tutti: perché c’è – ci può essere, almeno, ci dovrebbe essere – lo spazio per i più piccoli ma nello stesso tempo il settantenne può trascorrere giornate piacevolissime calcando i campi da golf. Ci sono precauzioni da prendere ma non controindicazioni, è il perfetto sport per chiunque.

Ma come lo si presenta al grande pubblico, come viene percepito, ecco, queste sono cose importanti, che possono fare la differenza. “È solo quella maledetta questione della percezione”, come dicevano gli ingegneri Fiat a fine anni Ottanta, straniti dal fatto che il pubblico non gradisse la Tipo.

Ecco, su questo bisogna insistere. E ciò significa […] continua a leggere »

Tessere e virgole: un po’ di confusione

Dunque, iniziamo dai fatti.

Le principali novità per il prossimo anno a riguardo del golf italiano dilettantistico sono due: l’aumento del costo della tessera federale da 75 a 95 euro e la possibilità di eliminare la virgola per i giocatori con handicap superiore a 11,4 (juniores esclusi).

Costo della tessera federale

Sul primo punto si potrebbe anche essere d’accordo (sono tempi difficili per tutti), sebbene la comunicazione andrebbe curata meglio: il 17 ottobre infatti, un comunicato della Federgolf spiegava che:

Per quanto riguarda le quote di affiliazione, aggregazione e tesseramento 2013, sono state confermate quelle già in vigore quest’anno.

E tuttavia, qualche giorno dopo Franco Chimenti, presidente della nostra Federazione, invia una lettera ai presidenti di circolo (si può leggere qui), dove dice che, per via del fatto che il title sponsor del nostro open non ha rinnovato la sponsorizzazione per l’edizione 2013, ritiene

indispensabile chiedere ai nostri iscritti adulti un contributo straordinario di 20 euro a testa, espressamente destinato al finanziamento dell’Open, da versare insieme al tesseramento 2013.

Questa mossa può essere letta come quasi obbligata, quasi a dire […] continua a leggere »

Il golf e la paternità


Dicevo in questi giorni, scherzando (ma solo fino ad un certo punto), che sto facendo il passaggio da golfista a taxista.

(Forse il passaggio è aiutato dal fatto che in questo periodo la sto prendendo poco – insomma io ci sto mettendo del mio… -, ma tant’è.)

Taxista perché le mie figlie sono ormai entrate nello spirito e nell’aria del circolo. Ovviamente hanno le loro esigenze, e il golf è un’attività come un’altra. A loro piace e questo mi rende contento (sebbene non le abbia mai, nemmeno per un momento, spinte verso il golf). E vuol dire anche, chiaramente, tempo dedicato a loro, per esempio nel portarle al circolo.

È un bel percorso. Sono bei momenti. Si impara. Un tempo invidiavo i genitori che vedevo giocare a golf con i propri figli. Oggi anch’io sono uno di quei genitori, e sono felice.

Case study Callaway: investire in comunicazione pubblicitaria per il golf


L’ultimo numero di “Golf & Turismo” contiene quattro pagine pubblicitarie Callaway il cui testo dà da pensare.

Ecco una parte di che cosa si legge nella prima delle quattro (ho normalizzato il testo che per ragioni pubblicitarie è tutto maiuscolo nell’originale):

Un drive di Álvaro Quirós percorre 310 iarde tra le Bellagio Fountains a Las Vegasa.

Questo testo è la traduzione della medesima pagina, che si vede ad esempio su “Golf Digest” di questo mese (il video è qui):

Álvaro Quirós and J.B. Holmes drive 310 yards across the Fountains of Bellagio in Las Vegas.

Ora io, da fornitore di un servizio del genere, mi rendo perfettamente conto che la traduzione è sovente una sorta di pensiero laterale dell’ultimo minuto, in casi come questo: l’agenzia pubblicitaria ha mille cose cui badare e fa il possibile. (Qui un ottimo articolo sul tema, scritto da uno dei guru dell’industria della traduzione.)

Tuttavia vedo un problema non da poco, perché una grande azienda investe parecchie […] continua a leggere »

Salone italiano del golf


Il post d’oggi è quasi “chiamato”: inizia infatti oggi a Verona la sesta edizione del Salone italiano del golf, dove fino a lunedì cento espositori presenteranno prodotti e servizi legati al nostro sport.

In un momento in cui il golf è in crisi, in cui ci si chiede dove sta andando questo sport, come fare per attirare nuovi giocatori e – soprattutto – conservare quelli esistenti (ne parla ad esempio Antonio Burzio qui e qui), il fatto che si investa in comunicazione e promozione è significativo ed importante.

Le potenzialità che ha questo sport, in particolare in Italia, sono immense. Solo per guardare ai fatti di casa nostra: pensiamo allo sviluppo che regioni come la Calabria, la Puglia e la Sicilia potrebbero avere quando il golf fosse inserito in un programma organico di crescita, basato innanzitutto sul turismo. Ci sono in quelle terre ricchezze che il mondo intero ci invidia.

E non sono solo pie […] continua a leggere »

Il golf decembrino

Il golf decembrino è molto particolare. Le gare sono terminate da tempo, le sacche in sala sacche cominciano a sparire – giorno per giorno le vedi calare, come una marea che refluisce –, l’atmosfera si fa più ovattata. Particolare.

Mi sovviene un racconto di John Updike, di cui ho riportato qui alcuni brani.

Per me personalmente vuol dire però anche altre cose interessanti: per esempio la possibilità di servirmi del campo come un campo pratica per provare colpi che mi danno ansia o mi mettono difficoltà, o anche per semplice soddisfazione.

L’altro ieri, per dire: per la serie ansia ho tirato 17 palline come secondo colpo alla 7 (un par 5 da noi), non riuscendo a prendere un singolo green (e anzi perdendo due ProV1 – le undici palle da lago naturalmente le ho ritrovate tutte, è la legge di Murphy applicata al secondo colpo del par 5). Poi mi sono assolto pensando che ero troppo lontano, data la stagione.

Per la serie soddisfazione ho provato due volte il secondo colpo alla 2, un par 4 corto (per me è un pitch da 105 metri in salita), e il suono all’impatto del ferro con la […] continua a leggere »

Ai Ciliegi son fioriti i bambini


Lentamente. A fatica. Ma sta succedendo.

Da quest’anno il mio circolo pare aver puntato con decisione sui bambini, ragazzini e ragazzi. Lo si vede da segni piccoli, ma inequivocabili.

Per esempio, all’ultima premiazione (sabato scorso) uno scricciolino di sette anni ha vinto una sorta di coccodrillo copribastone come primo premio junior (e già il fatto che la categoria junior esista è un segno). E la sua felicità e il suo orgoglio nel ritirarlo, e nel mostrarlo il giorno dopo in campo pratica, erano tangibili. E contagiosi!

Molti pomeriggi di quest’anno sono stati segnati dal corso ragazzi. E un po’ di fastidio ai soci l’avranno dato, col loro vociare allegro e le movenze magari non compostissime, ma mi pare un prezzo basso da pagare in cambio di potenziali soci che arriveranno (e sono già arrivati).

E poi le scuole: quante classi hanno frequentato il circolo al mattino e si sono avvicinate, sia pure timidamente e tangenzialmente, al golf! Merito di professoresse e professori illuminati, della disponibilità del circolo, della politica della federazione.
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Identità pericolose


Questo post non è scritto per i golfisti.

Non è scritto nemmeno per chi non è interessato al tema.

È pensato per tutti coloro – molti più di quanti possiamo immaginare – che si trovano in qualche parte tra l’uno e l’altro estremo, persone che magari sì, potrebbero essere interessate a provare questo gioco/sport ma i costi sono elevati, ma ci vuole tanto tempo, ma e se poi mi prende? e così via.

Bene, per costoro c’è un punto importante da chiarire.

Il golf può significare cose diverse per persone diverse. Uno degli aspetti magici di questo sport è proprio il fatto che può essere fruito a livelli molto diversi di abilità, età, impegno. È uno sport per tutte le età.

È un fatto che il golf non può – non potrà mai – essere uno sport economico, perché la manutenzione dei campi costa parecchio e perché richiede spazi ampi. Tuttavia si può iniziare a praticare con cifre relativamente contenute, nell’ordine dei 3-400 euro, il che permette di capire se è uno sport che può interessare e quindi poi, […] continua a leggere »

Uno scorcio di Open

Adoro l’atmosfera silenziosa e concentrata dei tornei professionistici di golf! Venerdì scorso ero all’Open, ecco qualche impressione.

Se chiudo gli occhi il ricordo primo che ho dentro di me è sonoro: il suono delle palline scagliate con perizia e precisione a rompere il silenzio. Già, perché una palla presa nello sweet spot fa una bella differenza: il suono è pieno e definito, dà soddisfazione anche solo a sentirlo.

Non ho voluto seguire i grandi nomi perché mi pare scontato: ho scelto una terna – Joel Sjöholm, Mikko Korhonen e Mark Haastrup – di sconosciuti al grande pubblico, e li ho seguiti per le seconde nove.

Nessuno di loro ha passato il taglio, sia pure di poco. La cosa che più mi piaceva era che per la maggior parte delle buche sono stato l’unico spettatore.

Alla 15 Sjöholm spedisce il suo drive un chilometro sulla destra, di fatto sul tee della 4, tant’è che ha dovuto aspettare che si liberasse per poter fare il secondo colpo; e ricordo distintamente il caddie che correva verso la zona dove la palla era atterrata, sulle spalle la sacca da tremila chili, per evitare che qualche spettatore la prendesse con sé come souvenir. Ottimo recupero […] continua a leggere »