Categoria: Uncategorized

"Non sei sempre alle Olimpiadi"


Roberto Cadonati, che è un illustre docente di psicologia e autore di numerosi libri in tema di psicologia sportiva e non (ma per me rimane soprattutto un amico), mi ha fatto questa osservazione durante una sessione in campo pratica nei giorni scorsi.

Coincidentalmente, la stessa cosa mi è stata fatta notare dopo tre buche da un caddie che non mi aveva mai visto prima. Relax! Quel mio atteggiamento teso e competitivo si nota parecchio, quindi. Evidentemente Roberto ha ragione.

Questo lungo preambolo per introdurre la mia seconda clinic ad Agadir, tenuta dal maestro e amico Andrea De Giorgio, che è stata un’esperienza funestata dalla pioggia (cinque giorni su sette) ma non per questo meno appassionante.

Non che gli scrosci continui abbiano fermato il mio desiderio di praticare a oltranza; anzi alcuni compagni si chiedevano come facessi a passare tante ore sotto la pioggia in campo pratica. (La risposta è una sola e molto semplice: la passione. Anche se confesso che l’ultimo giorno, col prossimo pullman ben di là da venire e nient’altro che pioggia […] continua a leggere »

Mister Precisino, o della magia del golf

MAJ
Può capitare che non sia il più forte a vincere una gara testa a testa. A volte può bastare un rimbalzo traditore; anche se non credo al concetto di fortuna nel golf, e penso piuttosto che sei tu medesimo che prepari le condizioni affinché un rimbalzo traditore ti sia di aiuto. E ieri, nella luce declinante di Dubai, è successo qualcosa di magico.

Miguel Ángel Jiménez detto el mecánico (per la sua nota passione per la automobili, ma anche per la precisione nel gioco corto – da cui l’affettuoso nome di “Mister Precisino” affibbiatogli da Mario Camicia), 46 anni compiuti da poco, ha sconfitto alla terza buca di spareggio all’Omega Dubai Desert Classic il ben più quotato Lee Westwood. Ecco come io ho vissuto quelle tre buche.

Alla prima (la 18, par 5 di 516 metri), il drive di Westwood era kilometrico, anni luce più avanti di quello del suo avversario, che ha “fatto lay up col drive”, per usare le parole di Camicia. Col secondo Westwood è arrivato nel rough a bordo green, mentre Jiménez non […] continua a leggere »

La casa di Casera


Ci sono sport che trascendono la vita, e certamente il golf è tra questi: sentimenti e fatti quali l’onore, la storia, la tradizione, l’amicizia, il senso di lealtà e così via ne formano una parte integrante e non prescindibile.

E il Circolo Golf degli Ulivi di Sanremo, che rappresenta una fetta grande della storia italiana del golf, è il luogo giusto per apprezzare a pieno determinate sensazioni. Appena metti piede in club house ti rendi conto di trovarti in un posto speciale, quasi magico; un luogo dove chiunque dovrebbe avvicinarsi solo con la massima deferenza e col massimo rispetto, sia per coloro che hanno fatto la storia di questo circolo, sia per le persone che si danno da fare per rendere l’esperienza sanremese memorabile per qualunque golfista.

Nemmeno nei giorni scorsi, i giorni del Trofeo Sanremo, sono potuto rimanere deluso. L’accoglienza di tutti coloro che appartengono al circolo è stata magnifica, l’ospitalità squisita. E il campo, così tecnico, è stato una continua avventura.

Ho passato tre giorni splendidi, immerso in un’atmosfera magica. E […] continua a leggere »

Cleveland HiBORE XLS Monster Driver 2009


È il sesto driver che compro, sebbene – curiosamente – sia solo il secondo nuovo. Il primo fu un Callaway Big Bertha del 1995, la cui testa mi partì il giorno prima di una gara: la conservo ancora nella libreria, e la guardo ogni tanto come si guardano le foto di come eravamo. Sei driver in sei anni e poco più: sarà perché, come dice il mio amico Stefan, dopo una gara in cui hai giocato male il putt vai a comprare un driver nuovo? 🙂

La prima cosa che mi ha colpito in questo Cleveland è l’aspetto: ma questo era accaduto già molto prima che lo comprassi. Per mesi l’ho visto nelle vetrine virtuali, e mi piaceva quella forma allungata e sinuosa. (L’indirizzo di questo blog contiene il sintagma “legno3” perché quando gli cercavo un nome, e tutti quelli a cui potevo pensare erano già stati presi, avevo da poco comprato un legno della stessa serie e anche se non riuscivo a dominarlo ero affascinato dalla sua forma allungata.)

La seconda […] continua a leggere »

Il Golf a test

Audisio
Silvia Audisio è stata per dodici anni la direttrice de Il Mondo del Golf, rivista di riferimento insieme a Golf & turismo per il golf italiano, e ora prosegue la sua attività di comunicazione giornalistica con il suo Golfstudio e tramite “Style Golf”, il nuovo magazine del Corriere della Sera.

Ha dunque le credenziali per raccontarci di questo sport. E da pochissimo ha dato alle stampe Il Golf a test, un libretto agevole che – strutturato con 150 veloci domande e risposte – mette alla prova la conoscenza del golfista nei vari aspetti di questo sport, antichi e moderni, curiosi e particolari, a volte di dominio pubblico e a volte per veri intenditori.

E questa sorta di interrogazione serrata diviene in realtà un pretesto per raccontare il golf, per cercare di coglierne l’essenza: il tutto compiuto da parte di una giornalista e scrittrice che certamente sa di che cosa sta parlando, e racconta con grazia e leggerezza le vicende golfistiche che tanto ci appassionano.

Il libro è completato dalle vignette di Giovanni Vannini, che danno un tocco di levità all’insieme […] continua a leggere »

Un compleanno mostruoso


Campo pratica compie un anno! Già, esattamente dodici mesi fa lo inauguravo con un breve post sulla patrocinata di Sanremo che era imminente. E, come l’anno scorso, alla stessa maniera quest’anno si scaldano i motori per la prima patrocinata dell’anno, il medesimo Trofeo Sanremo che attendo con tanta ansia e gioia, perché quel circolo è probabilmente in assoluto il mio preferito, per l’atmosfera di storia mista a sport che si respira.

Ed è un compleanno Monster, perché ieri mi è arrivato il nuovo drive: Cleveland Hibore XLS Monster 2009, 9,5° di loft, canna stiff Fujikura Gold. È qui, ancora incellofanato sul mio tavolo di lavoro, pronto per essere provato nel pomeriggio in campo pratica. Dirò a breve le mie impressioni.

Mitico Edoardo!

Be’, finire con birdie – birdie per passare il taglio con il numero di colpi strettamente necessario (stiamo parlando dello Joburg Open) è una bella prova di carattere.

Facile previsione: sarà una lotta appassionante tra i due fratelli, quest’anno, per vedere chi è davvero il più forte…

Se non imbuchi, non vinci

Se non imbuchi, non vinci
Non è un libro vero e proprio, ma un divertissement (peraltro gradevole) sul golf questo agile volume di Giancarlo Mastriforti, medico perugino e golfista dilettante che ha voluto misurarsi con la parola scritta nel campo del golf.

È una sorta di “riassunto” della storia, della tecnica e della psicologia del golf. Ovviamente in un libro non potrebbe starci tutto quanto, e quindi i vari argomenti non vengono trattati in maniera dettagliata. Ma è comunque un’opera divertente e che si legge in fretta, una descrizione della “malattia” che accomuna molte persone.

Una guida “senza pretese tecniche assolute ma che risulta di grande immediatezza e utilità”, come recita la controcopertina.

Consigliabile soprattutto per chi è alle prime armi e vuole farsi un’idea del golf senza timore di essere spaventato dai testi sacri o da volumi troppo ponderosi e tecnici.

Giancarlo Mastriforti, Se non imbuchi, non vinci, Roberto Calzetti Editore, Ferriera di Torgiano (PG), 2008, pp. 151, EUR 18,00

The Fine Green Line


Ho appena terminato di leggere questo bel libro di John Paul Newport, giornalista di golf per il “Wall Street Journal”. È la storia di “the Year”, l’anno che l’autore ha dedicato all’obiettivo di diventare professionista di golf e partecipare alla famigerata Q School.

È chiaramente un’opera che colpisce un target abbastanza selezionato: soprattutto da noi, faccio fatica a pensare, tra i golfisti che conosco, a più di quattro o cinque persone che potrebbero essere potenzialmente interessate. Tuttavia, dal mio punto di vista assolutamente personale, è un racconto affascinante, perché mi sono immedesimato nelle vicende dell’autore.

È molto simile a Paper Tiger, di cui avevo parlato qui. Anche il risultato finale è, ahimè, il medesimo: Newport riesce sì ad arrivare alla Q School, ma con risultati assolutamente disastrosi: 56 colpi sopra il par nelle quattro giornate di gara, al punto che la PGA gli manda una lettera in cui lo prega di non ritentare più l’avventura, a meno che la sua abilità golfistica non migliori in maniera molto significativa.

Ma nonostante la debacle, […] continua a leggere »

Dave Pelz’s Damage Control


Ho appena terminato la lettura di questo libro, ultima “fatica” di Dave Pelz, uno dei guru dell’insegnamento del golf per quanto riguarda il gioco corto.

L’ultimo mio articolo per “Green” riguardava i due libri precedenti dell’autore, dedicati al gioco corto e al putting. Anzi, all’epoca col compianto Pat Nesi avevamo cercato di ottenere i diritti per la traduzione in italiano di quei libri: progetto che non si concretizzò ovviamente perché l’investimento – ahimè – ben difficilmente avrebbe potuto ripagarsi.

Ora Pelz ha prodotto un libro forse meno completo, ma molto pratico e che credo possa essere di beneficio per qualunque golfista, proprio perché esamina i dettagli del gioco corto e ci insegna (o cerca di insegnarci) dei trucchi per superare l’impasse che deriva dallo spedire la palla nei cespugli, nel bosco, nella sabbia o comunque in un posto del campo dove uscire diviene un affare complicato.

In una parola, il suggerimento di Pelz è di non fare gli eroi, e di considerare piuttosto le opportunità che si hanno per uscire dall’ostacolo (inteso […] continua a leggere »