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Storia di un par lordo

La gara ai Ciliegi, ieri, non era cominciata nel migliore dei modi: par – bogey – bogey, ma io ero comunque tranquillo. Un birdie alla 7 e il par alle altre buche mi fanno arrivare alla 9 con un risultato di +1 lordo (-3 netto). Sono tranquillo.

Alla 10 un legno 3 dal tee tirato male provoca un altro bogey, e alla 11 comincio ad avvertire netta la stanchezza. Una provvidenziale banana – le banane contengono potassio – mi porta del sollievo. Sono calmo, il campo mi sembra facilissimo, tutto mi riesce come voglio.

Seguono alcuni par e un birdie alla 14. Alla fine della 15 intuisco di essere già a 36 punti stableford, e che tutto quel che verrà in più sarà come manna dal cielo.

Alla 16 la scelta è se rischiare per il birdie o giocare per il par in sicurezza: opto per la seconda via. Par alla 17, arrivo alla 18 senza sentire stanchezza o pressione: è come se i colpi partissero da soli. Col ferro 4 dal tee sono in centro pista, a 110 metri dalla bandiera. La scelta è tra un 52° tirato al massimo o un pitch controllato: il pitch mi dà in […] continua a leggere »

“Ciao, io sono Marco”

Il golf è uno sport strano, nel senso che può metterti a contatto stretto – ancorché casuale – con personaggi famosi di questo mondo.

Case in point: questa sera, al mio circolo c’era la premiazione della Pro-Am – la prima dopo undici anni. Mi trovo casualmente faccia a faccia con Marco Soffietti (scusa Marco, qui un link sarebbe perfetto ma non mi risulta che tu abbia un sito tuo) e lui per primo si presenta, ci diamo la mano e iniziamo a parlare del campo e della gara.

Io sono onorato e imbarazzato di scambiare qualche parola con lui – lui che oggi ha stabilito il record del campo (69) tra l’altro, ma tant’è. A cena è un conversatore brillante, io lo guardo con ammirazione; è una specie di felicità fanciullesca la mia, un po’ come quando da piccolo chiedi l’autografo ai tuoi campioni preferiti.

La felicità è fatta di piccole cose, dopotutto.

Master Strokes

Un lettore scrisse su questo blog tempo fa, come commento a un post:

Ciao vorrei proporti la traduzione di un libro che migliorerà il tuo gioco e quello di tutti noi: Master Strokes by Nick Mastroni and Phil Franké. Edito da Running Press.
È un piccolo libretto che sta in una tasca, ma per me equivale ad un enciclopedia del Golf.
Davide Brusotti
Istruttore Golf UISP

Quando un mio lettore usa il suo tempo prezioso per fare un commento, io mi faccio scrupolo di prenderlo molto sul serio. Allora ho comprato il libro e l’ho letto.

È un libro di piccole dimensioni, ma di quasi 500 pagine. Ciascuna pagina è un veloce consiglio corredato da un disegno esplicativo. I vari suggerimenti sono ovviamente divisi per argomenti.

Gli aspetti negativi:
– formato poco maneggevole;
– il voler essere tutto per tutti è a mio avviso un limite di libri del genere, perché ciascun golfista ha delle caratteristiche e un livello di gioco specifici;
– i consigli dati in poche parole hanno efficacia limitata, […] continua a leggere »

Plagio

Grazie a Paola Parmendola e al suo blog scopro che, come è capitato a lei, anche a me è successo che un signore, tale Francesco Nicoletti, ha preso miei post da questo blog per metterli sul suo (Paper Tiger e Il golf come metafora della vita, che avevo pubblicato rispettivamente il 5 giugno e il 30 novembre 2009).

Gli ho scritto, chiedendogli di rimuoverli. Non mi ha risposto, né li ha rimossi.

Mi sembra un’operazione più ingenua che altro, ma comunque non nascondo un senso di fastidio perché per me lo scrivere è orgoglio e mestiere, atto pubblico e privato nello stesso tempo: comunque operazione che ha delle regole ben precise che vanno rispettate in ogni caso, come le regole del golf.

La mia conclusione è che non solo il golf è metafora della vita, ma anche la vita è – a volte – metafora del golf.

Golf clinic al Pelagone (30 aprile – 3 maggio)

Sarà il lungo lavoro invernale, sarà la clinic ad Agadir, saranno gli allenamenti di fatto quotidiani, sarà anche il caso ma il mio gioco ha preso un bel ritmo: sperimento sempre più spesso gare intere “in the flow”, e giocare sotto gli 80 colpi è diventata una piacevole abitudine.

Anche per questo, per limare quei due o trecento difetti che avverto nel mio swing, parteciperò alla clinic al Pelagone (30 aprile – 3 maggio) tenuta dagli amici/maestri Andrea De Giorgio e Roberto Cadonati.

Avendone sperimentato i benefici sul lungo periodo (disclaimer: non disgiunti da lunghe sessioni solitarie in campo pratica), mi sento di consigliarla ai golfisti desiderosi di migliorare il proprio gioco.

I Molinari e l’America

L’ultimo numero di “Golf Digest” dedica un articolo con foto di una pagina intera ai fratelli Molinari.

Lo trovo un accadimento significativo, soprattutto considerando il fatto che – vista dall’America – l’Europa appare molto piccola: figuriamoci l’Italia. Già, tra le altre cose l’autore, Dave Kindred, dice che ciò che è successo a Edoardo dopo il Masters di quattro anni fa non lo sa praticamente nessuno.

Eppure il mondo americano del golf, ora che il suo re ha, almeno temporaneamente, abdicato, è alla ricerca spasmodica di storie da raccontare, di miti, di novità e di sorprese. Ed Edoardo e Francesco sono un tipico esempio di “prodotto” che attira il pubblico americano.

Tutto ciò è positivo innanzitutto per loro, che lo strameritano, e poi per il golf italiano. Di certo è un’occasione per fare un salto in avanti, quantomeno in termini di tesserati.

Trofeo del Tigullio

Venerdì: prova campo a Rapallo in vista della patrocinata: tutto bene. Sabato: ne tiro 92 (no – van – ta – du – e). Domenica: mi sembra di essere andato meglio. Li conto: 92. Certo che per uno che vuole diventare pro nel 2012 c’è da lavorare…

Una sana iniezione di umiltà, quindi. Le patrocinate non sono comunque mai gare semplici, tant’è che io col mio risultato disastroso mi sono classificato cinquantesimo su un totale di 92 (aaargh! ancora quel numero!) partecipanti.

La presenza degli arbitri è stata molto discreta e appena avvertibile; ma sono stati comunque disponibili in caso di necessità. Il rough anche leggero era (giustamente) punitivo. A voler trovare un difetto, i green non erano al meglio; e non solo, o non soltanto, perché ho fatto complessivamente cinque volte 3-putt nei due giorni, che per me è un vero disastro.

In ogni caso, giocare in questo circolo storico ha sempre un fascino particolare, per l’atmosfera che lo circonda: e questa considerazione, dal mio punto di vista, supera qualunque frustrazione per un 3-putt o per un fuori limite.

I miei libri di golf

Per sfizio mi sono messo a contare in questi giorni i libri di golf presenti nella mia libreria. Al netto di quelli prestati (non pochi: potrei sbagliarmi, ma mi sembra fosse Mark Twain a consigliare di non prestare mai libri a nessuno per nessuna ragione – lui diceva che gli unici libri che possedeva erano libri che gli erano stati prestati), e al netto di riviste, DVD, CD e audiolibri in materia, sono in totale 83, di cui:
– 52 in inglese;
– 28 in italiano;
– 2 in francese;
– 1 in spagnolo.

Ho provato per gioco a fare una classifica dei cinque più significativi per me.

5. John Paul Newport, The Fine Green Line, che ho letto come un romanzo e molto apprezzato perché mi sono immedesimato nel personaggio, nei suoi racconti, nelle gioie e nei dolori che il percorso verso la Q School gli ha procurato.

4. Greg Norman, The Way of the Shark, per ciò che insegna sul golf ma soprattutto sullo stare al mondo.

3. T.J. Tomasi – Mike Adams, How To Break 90, che mi ha aiutato tanto quando incominciavo un pochino a prenderla e […] continua a leggere »

Ci.ti.elle Challenge Tour 2010

Ritorna anche quest’anno il circuito che Beppe Lazzarotto organizza per gli amici (presenti e futuri). Diciassette appuntamenti nei campi più belli dell’Italia nord-occidentale, più una finale su due giorni al Castellaro: niente da dire, l’organizzazione è impeccabile.

Birra e sautissa non mancheranno di certo: la goliardia e l’amicizia si mescoleranno senza soluzione di continuità all’amore per questo sport.

Prima tappa sabato 13 marzo a Garlenda. Qui il calendario completo.

Salone del golf


Apre domani presso la Fiera di Verona il quarto Salone italiano del Golf, appuntamento goloso per tutti noi appassionati del settore.

I 150 espositori daranno una panoramica completa dello stato attuale del mercato del golf, in un momento che non è certamente tra i più facili ma nello stesso tempo foriero di sviluppi: ieri sera il presidente del mio circolo ha detto all’assemblea che a suo parere i prossimi 3-4 anni saranno forieri di grandi sviluppi, e direi che lo si può prendere in parola.

Tra le iniziative segnalo domenica alle 15 il Trofeo Virtual Golf in memoria di Davide Bisagno (figlio tragicamente scomparso dell’avvocato Bisagno, che in sua memoria ha creato il più ampio museo di golf italiano e pubblicato uno splendido libro in tema), con la partecipazione di Matteo Manassero.

Ingresso 20 euro; 10 euro presentando la tessera federale e una carta d’imbarco Air Dolomiti; gratuito per i bambini fino a 12 anni.