Tag: Giannipro

Vincere (quasi) una patrocinata


Domenica scorsa, Valcurone. Sono in ultima partenza alla patrocinata, primo in classifica e con cinque colpi di vantaggio sul secondo.

Il giorno prima avevo fatto una gran gara, una di quelle in cui ti entra tutto (un paio di putt imbucati da otto-dieci metri e un approccio da cinquanta metri che nemmeno se lo riprovo altre cento volte), per un 76 finale e l’handicap sceso a 4.0.

La domenica però ho commesso un grosso errore, ovvero fare la gara su quello che presupponevo essere il mio avversario (colui che alla fine ha vinto). Anziché pensare al mio gioco mi sono messo in difesa, col risultato di tirarne 82 e perdere per un colpo.

(Ricordo un particolare con molta vividezza: sul green della 10 avevo un putt da 6 metri, e anziché concentrarmi sulla buca ho guardato un paio di volte di troppo il marchino dell’avversario. Risultato: tre putt.)

Secondo classificato a una patrocinata non è un cattivo risultato, tutt’altro. Però soprattutto mi resta la lezione imparata, ovvero che bisogna sempre giocare all’attacco e – in una gara a colpi […] continua a leggere »

Clinic al Pelagone, o dell’incanto dei sensi


Sì, sono stati tre giorni intensi di golf. (E allegria con amici vecchi e nuovi: io penso sempre di essere alle Olimpiadi, per dirla alla Cadonati, ma i momenti di relax sono importanti quanto le mille palline tirate.) Campo pratica a gogò, qualche lieve correzione allo swing (piccolezze, anche se i difetti rimangono sempre due o trecento), una maggior sicurezza nel gioco.

Ma soprattutto, quest’anno, la clinic è stata – al di là degli ovvi benefici per lo swing – una gioia per i sensi.

Un paesaggio incantevole: un’immagine per tutte, il panorama che si gode dal tee della 18, con la mia seconda patria (la Corsica) sullo sfondo, talmente vicina che ti pare di toccarla allungando una mano.

I suoni: il canto degli uccelli, una melodia che mette pace; e il soffio leggero del vento, di quando in quando.

I profumi della macchia mediterranea, in particolare all’imbrunire: una gioia per il naso.

Insomma un senso di completezza e di quiete: il golf e non solo.

A volte penso…


A volte penso alle brutte gare che ho fatto: domenica al mio circolo, per dire, ne ho tirati 89 – di cui 49 nelle seconde, con un quadruplo alla 18. Non è stato piacevole.

A volte penso ai miei anni: 43 non sono pochi, per qualcuno che vuole diventare professionista e si dovrà confrontare con colleghi che potrebbero essere suoi figli e che probabilmente hanno cominciato a giocare a golf all’età della sua figlia più piccola (che è alla scuola materna).

A volte penso che nessuno mi ha obbligato o mi obbliga a incaponirmi su questo percorso, al fatto che quando sarò professionista mi mancheranno le gare di circolo eccetera.

A volte penso anche che chiacchiero troppo, mentre non servono (tante) parole per far vedere che sei un professionista; e che alla fine nel golf you are your numbers.

Ma questi pensieri, lo confesso, mi durano poco. Così come vengono, altrettanto leggermente se ne vanno. Io voglio diventare pro, voglio continuare ad apprendere i segreti di questo sport e poi trasmetterli a chi avrà la pazienza di […] continua a leggere »

Agadir blues


Le sensazioni… sono le sensazioni, soprattutto, che i miei maestri Andrea De Giorgio e Roberto Cadonati mi hanno insegnato a ricercare, in questi due anni e più di lavoro con loro. E allora questa settimana agadiriana la racconto tramite le sensazioni provate.

1. Il senso di appagamento, nella solitudine silenziosa dell’ora del meriggio, dato dal tirare ferri in libertà, nel sole pieno del Soleil.

2. Il senso di controllo del colpo in fade, con un ferro 8 oppure un 5. Allinearsi col corpo a sinistra, piazzare il ferro in direzione dell’obiettivo, fare lo swing tagliando leggermente la palla e vederla partire a sinistra e poi, come per magia, curvare verso destra e atterrare proprio là dove avevi immaginato. Sì, c’è qualcosa di magico in questo. (Sarà perché ho imparato il fade al mio ottavo anno di golf.)

3. Il senso di stanchezza che mi ha preso al risveglio del secondo giorno, dopo un martedì furioso passato a tirare palline in campo pratica. Le mani mi facevano male, e la cosa mi piaceva. (Ho […] continua a leggere »

[chiuso per clinic]


Agadir, Golf Du Soleil e Golf Les Dunes, 7-14/02/2011

Trofeo Sanremo – e tre


Domenica sera sono arrivato a casa con un risultato che gonfiava d’orgoglio il mio petto di golfista in erba: 13° nel lordo e 10° nel netto al Trofeo Sanremo; 79 e 75 i colpi tirati nei due giorni e handicap ritoccato verso il basso (4,7).

Della seconda giornata, soprattutto, conservo due sensazioni dominanti che descrivo a seguire.

La prima è relativa al tempo, che mi pareva non trascorrere: l’impressione è che la gara sia durata non più di mezz’ora. E qui probabilmente Einstein e la sua teoria della relatività avrebbero molto da insegnarmi.

La seconda è stata la mia calma olimpica dopo i colpi sbagliati. Non ho mai perso l’autocontrollo, e mi sono sempre messo di santa pazienza sul colpo dopo. In particolare il par 5 della 15 (la mia terza buca di giornata) – dove ho fatto doppio bogey con un paio di errori di troppo – avrebbe potuto essere fatale. Invece non mi sono innervosito, ma ho anzi proseguito con determinazione (nonostante un bogey alla buca dopo) con un birdie e una bella striscia di par. E a tale proposito mi […] continua a leggere »

2010: un bilancio (e per il 2011…)

A stagione finita (analogamente a quanto fatto l’anno scorso), tiro le somme di quanto ho realizzato quest’anno e penso al prossimo. Prima i dati, poi le sensazioni e infine gli obiettivi.

I dati

L’handicap è sceso da 7,6 a 4,8 (mi ero dato un obiettivo di 5,5).

Ho registrato 41 giri completi, di cui 12 sotto gli 80 in 4 campi diversi; uno tra questi è stato in par lordo nel mio campo. Ecco le medie (tra parentesi i dati per il 2009):
– colpi: 82,8 (87)
– fairway: 53% (48%)
– green: 38% (32%)
– putt: 30,9, di cui 3-putt: 1,1 (32, di cui 3-putt: 1,9)
– birdie: 1 (1)
– par: 8,5 (7)
– bogey: 5,7 (7)
– doppi o peggio: 2,8 (3)

Le sensazioni

L’anno scorso ero cresciuto moltissimo quanto a sicurezza mentale. Questo è stato invece l’anno della tecnica: per esempio, ho imparato a usare con sicurezza e precisione il legno 3 – per anni, uno dei miei tanti talloni d’Achille.

Nel contempo, questi miglioramenti mi danno una misura più precisa di quelle due o trecento cose che ancora mi mancano per diventare un “vero” giocatore: […] continua a leggere »

Eagle!


Due mesi fa mi ero dato degli obiettivi (mooolto ambiziosi) a breve termine: arrivare a 4,4 di handicap entro il 30 settembre per andare da 12 al 15 ottobre a Roma per la gara che è di fatto il primo passo per diventare professionista (passo che fa tremar le vene e i polsi, visto che ieri – primo giorno di gara – ci sono stati un paio di 96).

Non ce l’ho fatta per una differenza di 0,6 (5,0 era l’handicap alla data), che potrebbe apparire poco ma è in realtà tantissimo – forse 10mila swing di differenza, qualcosa del genere.

Allora sto articolando meglio il progetto, che ha un nome (Eagle! – e il segno di punteggiatura è parte integrante del nome) e una durata (due anni da ora).

Innanzitutto, perché? Perché non limitarsi a figurare come un brillante giocatore dilettante, fare le patrocinate e le ufficiali, essere il numero uno al tuo circolo anziché un oscuro professionista (e tutt’altro che giovinotto)? La risposta è, chiara e limpida, dentro di me; ma la dirò meglio […] continua a leggere »

La mia prima ad una gara ufficiale FIG

In questi giorni ho preso parte per la prima volta ad una gara ufficiale della Federazione, il Trofeo Glauco Lolli Ghetti a Margara.

Cornice (ovviamente) splendida, organizzazione impeccabile. Ci sono entrato come “wild card” – che di solito si danno ai ragazzi di belle speranze… – e di fatto il mio handicap (5,5 al momento dell’iscrizione) era il più alto o comunque tra i più alti del field. E già mi dava gioia e mi faceva onore la possibilità di competere con giocatori davvero bravi (c’erano dieci partecipanti con handicap inferiore a 1 e complessivamente 47 con handicap inferiore a 3).

Il primo giorno sono stato completamente immerso “in the flow”: 78 è stato il risultato finale (12 par, 6 bogey e handicap sceso per la prima volta sotto i 5). Mi sono goduto l’intera giornata, dove tutto mi veniva semplice e naturale. Il colpo che ricordo con maggior soddisfazione (drive for show, putt for dough) è un putt per il bogey alla 8 (la mia penultima buca), che seguiva un drive spedito in acqua a 50 metri dal tee [sic – quandocumque bonus dormitat Homerus], un ibrido e un ferro 4 per arrivare in green col quarto, […] continua a leggere »

Onestamente…

… in questo momento, anche se ne avessi la possibilità, non renderei un bel servizio al golf se tentassi la strada del professionismo: non sono ancora sufficientemente preparato, non sarei un bravo professionista.

E il golf è per me innanzitutto sportsmanship: quindi per ora non se ne parla.

La prova è nel campo: gli ultimi risultati sono stati compresi tra i 78 e gli 85 colpi anziché tra i 75 e gli 80 come mi aspetterei.

Dunque, continuo a lavorare duro e mi do altri 12 mesi, quelli del “progetto Eagle!” E a settembre 2011 si tirano le somme.