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Trofeo Sanremo 2012

Questo non è un post che racconta dei fatti, recensisce dei libri eccetera. È un “semplice” post di impressioni, quasi una pagina di diario.

Oggi è stato il giorno della prova campo per la gara federale di domani e domenica, quel Trofeo Sanremo che io considero la gara più entusiasmante per un dilettante italiano.

Come ho avuto occasione più volte di dire qui, Sanremo è per me l’epitome del golf italiano per la storia che rappresenta, per il golf che ha espresso, per tutto un insieme di ragioni forse poco tangibili ma per me molto reali. Di impressioni, appunto.

Ed essere qui dentro, ora, nella club house a raccontare queste impressioni, il giorno prima della gara e dopo la prova fatta con dei nazionali ha già – si parva licet – del mito, per me.

Pretending to play Sanremo


Accennavo la settimana scorsa ad un principio fondamentale per un golfista: l’idea che la pratica sia il più difficile possibile, in maniera che il campo diventi il meno complicato possibile.

Ecco, è un’idea semplice ma gravida di corollari e conseguenze. Ci sto riflettendo molto. L’acceleratore è stato questo libro, che prosegue – dal mio punto di vista – il discorso che ho iniziato con quest’altro. Ne scriverò più estesamente in futuro, qui, su “Golf Today” e nell’ebook che sto preparando.

Ad ogni modo, più che un singolo concetto si tratta di un’insieme di concetti che si intrecciano tra di loro. Innanzitutto il golf è divertente e in questo modo va inteso (questa è tra l’altro la singola lezione più significativa che Davis Love III ha appreso da quel grande maestro che era suo padre).

E poi, però, deve […] continua a leggere »

Castellaro bis

Inizia domani la mia clinic numero sette, la seconda a Castellaro: quattro giorni di full immersion golfistica col maestro, allenatore e amico Andrea De Giorgio.

Certamente la considero una gran fortuna, e certamente sarà molto divertente.

Il campo in sé non è il massimo, perché pare incastrato nel poco spazio disponibile (la buca 2, ad esempio, appare poco sensata e comunque ben difficile da decifrare). Ma il campo pratica – cosa che soprattutto conta, in una clinic – è decisamente all’altezza: piazzole spaziose, putting green creato intorno ad un ulivo, manutenzione e cura ottime.

Il tempo si annuncia molto gradevole. Insomma ci sono tutte le condizioni per imparare.

I miei obiettivi per questi giorni sono due:
– dal punto di vista tecnico, devo perfezionare drive e legno 3;
– dal punto di vista psicologico, devo superare la credenza di essere arrivato ai miei limiti.

Rivedere vecchi amici è un’altra sana abitudine di questi appuntamenti.

Bando alle scuse, si va.

Consuntivo 2011 e obiettivi 2012

L’ho fatto per il 2009, l’ho ripetuto per il 2010: a stagione di fatto conclusa, questo è il momento di tirare le somme e impostare il lavoro e gli obiettivi per il 2012.

I dati

L’handicap è sceso da 4,8 a 4,2, con un massimo di 5,0 e un minimo di 3,9 che ho raggiunto un paio di volte a giugno (e mantenuto per pochissimo tempo, a dimostrazione del fatto che già solo conservare un handicap nella prima categoria reale – ovvero sotto i 4,5 – è complicato; scendere, poi, è un’altra storia ancora).

Ho registrato 43 giri completi, di cui 15 sotto gli 80 in 6 campi diversi. Più in dettaglio (tra parentesi i dati per il 2010 e, a seguire, per il 2009):
– colpi: 82,2 (82,8 – 87)
– fairway: 54% (53% – 48%)
– green: 37% (38% – 32%)
– putt: 31,1, di cui 3-putt: 1,3 (30,9, di cui 3-putt: 1,1 – 32, di cui 3-putt: 1,9)
– birdie: 1,4 (1 – 1)
– par: 7,7 (8,5 – 7)
– bogey: 6,4 […] continua a leggere »

Dopo Roma


Forse è strano, o forse no.

Il fatto di non aver passato il taglio alla preselezione, anzi di essere stato certo già dopo il primo giro che non l’avrei passato, non mi ha irritato o deluso. Sì, ho avuto un po’ di frustrazione il primo giorno alla decima e undicesima buca (partivo dalla 10, quindi erano la 1 e la 2) in cui un triplo e un quadruplo mi hanno di fatto tagliato fuori dalla gara; ma io non faccio fatica a dimenticare gli errori, ho lasciato andare tutto con leggerezza.

Insomma ho giocato male e non ci sono scuse. Non il vento, che pure era forte; non il campo, che pure era difficile; non i green, che pure erano velocissimi. Se vuoi diventare pro devi passare da lì, non ci sono scorciatoie. Le condizioni sono chiaramente difficili ma la situazione è equa. Passano i migliori, com’è giusto che sia.

Dopo il secondo giorno, dei 131 partiti ne sono rimasti in gara 52, e di quei 52 solo 26 sono “sopravvissuti”, e oggi si […] continua a leggere »

Le Querce e io


Io il mio programma l’avevo fatto: arrivare alle Querce il venerdì precedente la gara (che inizia martedì 20 settembre), provare il campo per tre giorni e – nella mia ingenuità – sarei stato a posto.

Poi però Andrea, il mio maestro, mi ha gentilmente “ordinato” di andare a provare il campo prima, perché – è stato il suo ragionamento – “quando arriverai là per la gara dovrai già essere preparato e conoscere il campo”.

La prima volta che sono finito in rough, questa mattina alla buca uno, ho capito che aveva ragione. E come! Insomma ho ascoltato il suo suggerimento e sono qui per un paio di giri, oggi e domani. Prendo appunti, faccio foto. Non penso al fatto che tra 39 giorni me la farò sotto e sarà bellissimo. È bellissimo già così.

Sono arrivato ieri sera, con la famiglia, l’aria tranquilla e limpida verso il tramonto, ho incontrato persone gentili, avevo e ho sensazioni molto positive dentro di me.

Questa mattina andavo lentissimo, provavo e riprovavo tutti i colpi e soprattutto dal rough. Perché ho capito […] continua a leggere »

Di nuovo in pista!


Dopo tre settimane intere in cui non ho toccato un singolo bastone, questo lunedì ho ripreso la preparazione in vista della gara di Roma.

Qualche settimana fa avevo fatto il clubfitting, la cui utilità è difficile da comprendere per il golfista medio; occorrerebbe della promozione a livello generale, in maniera che chi vuole informarsi possa farlo con facilità e senza avere l’idea di stare facendo qualcosa da iniziati, sulla scia per esempio della serie di articoli dedicati al tema da “Golf Digest” di questo mese.

Questa settimana mi sono anche arrivati i bastoni nuovi: ferri Mizuno MP-58, gli “eredi” degli MP-57 che ho usato con estrema soddisfazione per tre anni interi (e che avevo comprato su Internet senza mai averli toccati né provati, solo perché rapito dall’aspetto e convinto da questa recensione), canna stiff ma un po’ più leggera rispetto alla precedente e driver Titleist 910D2, 10,5 di loft e canna stiff. (Sui 10,5 gradi ho i miei dubbi, ma il tempo dirà.)
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Golfista, nosce te ipsum


È cominciato tutto tanto tempo fa. Intorno a ottobre dello scorso anno mi è stato chiaro che avrei voluto farlo, così, per me soltanto. Insomma ero (e sono) io che mi motivavo. Null’altro. Nessun’altro.

Sto parlando dell’idea – balzana e peregrina, forse (ma se anche fosse, che importa?) – di diventare pro. A quasi 44 anni, avendo preso in mano un bastone poco più di sette anni fa, con un lavoro, una famiglia da mantenere, dei genitori anziani? Ma stiamo scherzando?

Beh, la vida es sueño y los sueños sueños son, potrei dire calderondelabarchianamente.

E comunque l’idea è diventata reale nel momento in cui, all’ufficiale di Villa d’Este della settimana scorsa (una gara in cui sono stato irriconoscibile e ne ho tirati mille per giorno) un amico mi ha detto che il bando era uscito.

Già, il bando è uscito. E io mi sono iscritto. Alea iacta est. Il programma ora è di una semplicità disarmante:

– da qui a fine mese niente golf, solo preparazione atletica (questo perché la Corsica è l’unico luogo al mondo […] continua a leggere »

Il più ballesterosiano dei birdie


Castelconturbia, domenica scorsa, secondo giorno della patrocinata. Il primo giorno era stato discreto, mentre il secondo inizia alla grande con birdie – par – birdie. Le prime nove buche scorrono in the flow, col risultato lordo di -1 (ho aggiunto uno stupido bogey – ma quando mai i bogey sono intelligenti? – alla 5, un par 5 senza particolari difficoltà).

Inizio le seconde nove, più difficili (il percorso rosso), con un paio di bogey e proseguo non bene. Con errori di diverso tipo (uno paio di strategia, un paio di tecnica, uno di misclubbing, uno di semplice stanchezza) cerco di portare avanti il giro al meglio che posso, e sono sul tee delle 18 con 35 punti stableford e +7 sul giro.

A quel punto il mio obiettivo è l’handicap: con un par scenderei di 0,1, con un birdie di 0,2. Ma il birdie è un pensiero azzardato, penso ad assicurarmi il par senza fare errori. (E penso anche a tutta la fatica per un misero 0,1 – but that’s golf! :-))

La 18 è un par 5 facile: un tee shot che richiede un carry di […] continua a leggere »

La mia prima buca in uno


Domenica 19 giugno, secondo giorno di gara della patrocinata al Golf Club Cuneo. Il bilancio del giorno prima era stato positivo (a parte un drive che non voleva saperne di andare dritto) ed ero sesto in classifica generale. Il secondo giorno parto in maniera disastrosa: bogey – doppio – bogey, così che sul tee della 4 sono già a +4; gli obiettivi a quel punto cambiano per forza.

Vado avanti con qualche par, un birdie e un bogey. Arrivo sul tee della 9, un par 3 di 206 metri che ho sempre trovato ostico, questa volta anche con vento contro. Prendo il mio fedele legno 3: la palla parte assolutamente dritta verso l’asta, batte a inizio green e poi rotola, rotola, rotola… fino a scomparire dentro la buca. La mia prima buca in uno.

Sono contento, naturalmente. È una sensazione strana – del resto si tratta di qualcosa che potrebbe anche non capitarti mai nella vita – ma decisamente positiva.

Una […] continua a leggere »