Mar 26

Ci troviamo in una situazione inedita che ci accomuna, un luogo dove non siamo mai stati prima. Bene, dato che ne usciremo completamente diversi (rinovellati di novella fronda, potremmo dire riprendendo padre Dante), questa è un’ottima occasione per fare il punto e imparare cose nuove.

Cominciamo dalle basi. La lamentazione comune ai golfisti è l’astinenza forzata dallo sport preferito. Ebbene, il golf non si gioca solo in campo. E anche oltre alla pratica, di cui non smetterò mai di essere patrocinatore, ci sono almeno altri tre ingredienti fondamentali per lo sport più bello del mondo che vanno curati in parallelo: la forma fisica, la forma mentale e l’alimentazione. Il primo tra questi, la forma fisica, può essere allenato in casa, non richiede nulla che non si abbia già o che non ci si possa procurare con facilità e ci farà tornare in campo, quando sarà, al meglio delle nostre possibilità.

Qui mi occupo quindi di questo aspetto.

Una parola di avvertenza, anzi due. Non sono un professionista del settore, solo un dilettante preparato. Quel che scrivo qui deriva dalla pratica prolungata e dalle letture; ma sono ben consapevole che un esperto del settore avrebbe molto da ridire su questa esposizione. Invito il lettore a usare sempre il suo miglior giudizio, a non fare cose sciocche e a rimanere – soprattutto all’inizio – ben al di qua del confine delle sue possibilità fisiche. Perché la forma fisica è una metafora del campo pratica: non serve fare uno sforzo eroico da impreparati, che è anzi potenzialmente dannoso. Ma nulla dies sine linea, questo serve: poco per giorno e si fa tutto. Tanto il tempo ce l’abbiamo.

Ho messo qui un paio di schede possibili. Ho immaginato la situazione di una persona abituata a giocare a golf ma non troppo abituata a fare esercizio fisico, e dunque ho pensato un programma molto semplice, che parte dalle basi e che potrà poi essere implementato nel tempo, arricchito, variato e così via. Si tratta di sedute che possono durare nell’intorno dell’ora (tanto anche tu il tempo ce l’hai, no?) e che andrebbero svolte almeno un paio di volte la settimana, idealmente aumentando la frequenza nel tempo.

Materiali occorrenti:
– un tappetino (va benissimo il tappeto di casa);
– un bastone da golf (non dirmi che non ce l’hai in casa, non ti credo!);
– due pesi (da 1 o 2 kg, presupponendo una persona la cui forma è ancora da costruire);
– una palla medica (eventuale).

Sono schede simili nella struttura: c’è il riscaldamento iniziale (che non va sottovalutato, proprio come il riscaldamento va fatto sempre prima di giocare o praticare), la parte centrale (addominali e braccia nel primo caso, gambe e spalle nel secondo), esercizi di sganciamento per lo swing (comuni alle due schede, perché è un movimento fondamentale nel golf) e il raffreddamento finale (come il riscaldamento, comune a entrambe).

Un paio di note:
– nelle schede ho messo un link a un video che illustra alcuni tipi possibili di esercizi di stretching, e ho sparso qua e là delle immagini volte a chiarire per quanto possibile gli esercizi; ma per il resto mi pareva inutile inserire altri link o immagini: basta cercare le parole chiave;
– i numeri dopo l’esercizio indicano il numero di ripetizioni (se “x 2” suggerisco di ripetere l’esercizio dopo una pausa di qualche secondo).

Riassumendo: ci sono due ingredienti fondamentali: la cautela e la costanza. Date queste basi tutto si può fare. Il benessere psicofisico che deriva dall’esercizio fisico è garantito.

Io personalmente, dato che la corsa, le camminate e la palestra sono escluse sine die, faccio un’ora e mezza di esercizio fisico tutti i giorni. Perché dopo sarà tutto diverso, questo è lampante; ma più saremo preparati – agili, come si dice ora – e meglio sarà per noi.


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