Mag 01

Non ho passato il taglio al Mattone d’oro.

Non è un dramma, ma era una gara cui tenevo e dopo il primo giro avevo tutte le carte in regola per passare. Sarebbe stato un fatto normale, perché avevo un cuscino di colpi notevole. Ma forse ho anticipato mentalmente le sensazioni che avrei provato nel sapermi a giocare il terzo e quarto giro, o forse – più semplicemente – ciascun giro di golf fa storia a sé. In sostanza sono partito con un doppio bogey rocambolesco alla 1, dove ho fatto tutti gli errori possibili e ho finito per imbucare da fuori green; in seguito mi sono ripreso, ma lasciando troppi colpi gratuiti al campo.

Il risultato finale è stato un inguardabile 84 (dopo il 79 del giorno prima), che mi ha lasciato fuori di un colpo. Un colpo è poco, è pochissimo, ma ad un certo punto il taglio cade – ed è caduto lì.

Non dico di essere contento di non aver giocato l’ultimo giorno, ma per il gioco espresso sabato è certamente meglio e più giusto così: non sarebbe stato corretto che qualcuno che ha giocato come me passasse alla fase successiva.

Ho totalizzato cinque doppi bogey [sic], un numero che mi lascia molto più attonito e sorpreso che dispiaciuto. La causa è comunque certamente mentale: non ero allineato con me stesso e col mio gioco, gli errori tecnici sono stata semplice conseguenza di una mente che non ha funzionato come dovrebbe e come sa fare in questi casi.

Pensando al singolo colpo che avrei potuto risparmiare, e che mi avrebbe portato alla fase successiva (lo so che la dietrologia non serve a nulla, ma dovrò pur elaborare in qualche modo!), mi viene in mente il green della 17. Avevo un putt in salita di 5-6 metri, e guardando la linea ho dimenticato la forza. Ho fatto tre putt!

Ci sono anche gli aspetti positivi, però – perché come dice il mio amico Stefano, “qualcosa si porta via sempre”. Ho ritoccato l’handicap verso il basso, sia pure lievemente (3,2 quello attuale), in virtù del bel primo giro dove il CBA è stato di +4. E poi l’esperienza acquisita ha un valore notevole, è stata una bella lezione di umiltà di cui farò tesoro per il futuro.

E al di là di questo è una gara bellissima in un campo splendido: avervi partecipato è dunque un onore e un piacere. Altre gare attendono già dietro l’angolo: faccio tesoro delle lezioni apprese, e si prosegue.


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