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Isabella Data, Il decalogo del campo pratica

Isabella Data è una golfista che si è chiesta come si potrebbe migliorare quel luogo ameno che è il campo pratica. Dice:

Nella mia decennale esperienza di golfista ho avuto modo di elaborare un “decalogo” per trasformare il campo pratica da purgatorio (quale spesso si presenta) a paradiso del golfista praticante. Sì, perché, nonostante il campo pratica sia una fonte di entrate assai interessante sotto diversi aspetti, mi è parso sovente che i circoli non facciano poi tutta questa gran gara per attirarvi assidui frequentatori.

Nei mesi scorsi Il Mondo del Golf lo ha pubblicato a puntate. A me è piaciuto parecchio, mi sono sembrati tutti ottimi spunti di riflessione per i circoli. Allora le ho chiesto il permesso di inserirlo in questo blog: lei ha acconsentito di buon grado. Ora il decalogo è scaricabile qui.

Chi lo leggerà troverà le riflessioni pacate di Isabella, cui spetta anche l’ultimo commento:

Voglio sottolineare come la situazione attuale non sia assolutamente negativa. È anzi doveroso, da parte mia, segnalare come già oggi ci sia molto impegno per rendere i campi pratica sempre agibili, in […] continua a leggere »

Come migliorare il proprio gioco – free ebook (prossimamente su questo schermo)


Oggi sono qui per chiedere. Mettendo insieme articoli scritti in questi anni per questo blog e altrove, letture fatte, pensieri eccetera sto preparando un ebook, che sarà disponibile gratuitamente su questo sito entro un paio di mesi, destinato ai golfisti italiani che desiderano seriamente togliere 5 – 10 – 15 – 20 colpi (a seconda del loro livello di partenza) dal proprio handicap.

Titolo e sottotitolo: Come migliorare il proprio gioco. Diventare il golfista migliore che tu possa diventare. Sarà grossomodo un’estensione di questo articolo.

Io non sono un maestro e quindi non posso dare suggerimenti di tecnica; ma il golf lo conosco bene, conosco le mille sfaccettature del campo pratica. Conosco a memoria le pendenze del nostro putting green millimetro per millimetro, per dire; e probabilmente faccio ridere quando mi si vede lì con la bolla da carpentiere e tutti i miei strumenti di misurazione. (Ma what gets measured gets done, come si dice.) So insomma di poter scrivere un volumetto utile a chi è interessato.

Ho già […] continua a leggere »

Ai Ciliegi son fioriti i bambini


Lentamente. A fatica. Ma sta succedendo.

Da quest’anno il mio circolo pare aver puntato con decisione sui bambini, ragazzini e ragazzi. Lo si vede da segni piccoli, ma inequivocabili.

Per esempio, all’ultima premiazione (sabato scorso) uno scricciolino di sette anni ha vinto una sorta di coccodrillo copribastone come primo premio junior (e già il fatto che la categoria junior esista è un segno). E la sua felicità e il suo orgoglio nel ritirarlo, e nel mostrarlo il giorno dopo in campo pratica, erano tangibili. E contagiosi!

Molti pomeriggi di quest’anno sono stati segnati dal corso ragazzi. E un po’ di fastidio ai soci l’avranno dato, col loro vociare allegro e le movenze magari non compostissime, ma mi pare un prezzo basso da pagare in cambio di potenziali soci che arriveranno (e sono già arrivati).

E poi le scuole: quante classi hanno frequentato il circolo al mattino e si sono avvicinate, sia pure timidamente e tangenzialmente, al golf! Merito di professoresse e professori illuminati, della disponibilità del circolo, della politica della federazione.
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Marco Soffietti, un ritratto


La prima volta che ho visto Marco Soffietti di persona è stato all’Open d’Italia del 2008, dove arrivò decimo (e primo tra gli italiani). Lo ricordo vicino al tabellone dei risultati, da solo. Avrei voluto avvicinarmi e dirgli bravo, ma non lo feci.

Poi lo vidi l’anno scorso al PGAI Championship di Margara, l’ultimo giorno, senza caddie, terminata la buca 10 dove lui aveva appena fatto bogey. Era un momento di difficoltà ed era da solo, soffrivo con lui ma non dissi nulla.

La terza volta è stato alla Pro-Am del mio circolo, un ragazzo gentile che si presenta e inizia a parlare con me, che ero un perfetto sconosciuto.

In questi giorni ho avuto l’onore di avere con lui una lunga conversazione di golf. Ha detto cose molto interessanti. Io gli ho fatto alcune domande, ma senza avere con me un registratore: di certo mi sono sfuggite tante cose, ma si sarebbe persa la spontaneità dei suoi discorsi.

Soprattutto, mi è stato chiaro che un campione ragiona diversamente da noi comuni […] continua a leggere »

Come diventare un forte dilettante


Mi scrive Renato, un lettore di questo blog:

ho 46 anni e ad aprile 2011 ho preso l’handicap. Per essere arrivato dove sei con l’handicap quanto e come ti alleni? Perché vorrei anche io arrivare dove sei tu.
In attesa di un tuo prezioso consiglio…

La mia esperienza è certamente d’aiuto a coloro che, come Renato – e sono molti più di quanti possiamo immaginare – desiderano davvero migliorare il proprio gioco. Ecco dunque la mia “ricetta”, che non ha pretese di esaustività ma vale come percorso abbastanza tipico, avendo io cominciato a giocare a golf da adulto. La prima volta che ho preso in mano un bastone era infatti il 7 febbraio 2004 (il primo giorno di apertura del mio circolo – ero tendenzialmente monomaniaco già allora, mi sa…): avevo 36 anni e mezzo.

Ci sono state delle circostanze casuali che mi hanno fatto amare la pratica. Ne segnalo un paio:

mi scocciava (o, più esattamente, mi vergognavo) farmi vedere in campo a tirare colpi di qua e di là (quello che gli americani chiamano […] continua a leggere »

Castellaro bis

Inizia domani la mia clinic numero sette, la seconda a Castellaro: quattro giorni di full immersion golfistica col maestro, allenatore e amico Andrea De Giorgio.

Certamente la considero una gran fortuna, e certamente sarà molto divertente.

Il campo in sé non è il massimo, perché pare incastrato nel poco spazio disponibile (la buca 2, ad esempio, appare poco sensata e comunque ben difficile da decifrare). Ma il campo pratica – cosa che soprattutto conta, in una clinic – è decisamente all’altezza: piazzole spaziose, putting green creato intorno ad un ulivo, manutenzione e cura ottime.

Il tempo si annuncia molto gradevole. Insomma ci sono tutte le condizioni per imparare.

I miei obiettivi per questi giorni sono due:
– dal punto di vista tecnico, devo perfezionare drive e legno 3;
– dal punto di vista psicologico, devo superare la credenza di essere arrivato ai miei limiti.

Rivedere vecchi amici è un’altra sana abitudine di questi appuntamenti.

Bando alle scuse, si va.

Consuntivo 2011 e obiettivi 2012

L’ho fatto per il 2009, l’ho ripetuto per il 2010: a stagione di fatto conclusa, questo è il momento di tirare le somme e impostare il lavoro e gli obiettivi per il 2012.

I dati

L’handicap è sceso da 4,8 a 4,2, con un massimo di 5,0 e un minimo di 3,9 che ho raggiunto un paio di volte a giugno (e mantenuto per pochissimo tempo, a dimostrazione del fatto che già solo conservare un handicap nella prima categoria reale – ovvero sotto i 4,5 – è complicato; scendere, poi, è un’altra storia ancora).

Ho registrato 43 giri completi, di cui 15 sotto gli 80 in 6 campi diversi. Più in dettaglio (tra parentesi i dati per il 2010 e, a seguire, per il 2009):
– colpi: 82,2 (82,8 – 87)
– fairway: 54% (53% – 48%)
– green: 37% (38% – 32%)
– putt: 31,1, di cui 3-putt: 1,3 (30,9, di cui 3-putt: 1,1 – 32, di cui 3-putt: 1,9)
– birdie: 1,4 (1 – 1)
– par: 7,7 (8,5 – 7)
– bogey: 6,4 […] continua a leggere »

Golf & matite: concorso a premi


Che cosa: un concorso a premi, a partecipazione gratuita.

Come: inviando un articolo, un post, un racconto, un saggio, una riflessione di argomento golfistico. Lunghezza fino a 700 parole.

Quando: entro il 31 dicembre 2011.

Dove: i pezzi migliori saranno pubblicati su questo blog a gennaio 2012.

I premi:
1° premio: kit Open Elite, che comprende la tessera Open Elite, un abbonamento a Golf TEE-V Italia e un guanto Antivibrazione Noene (valore complessivo: EUR 394,50)
2° premio: tessera Open Elite (valore: EUR 330)
3° premio: un abbonamento annuale a “Golf Today” (valore: EUR 50)

Chi: i pezzi saranno giudicati da me e da Maria Pia Gennaro, direttrice di “Golf Today”. (Giudizio non sindacabile, sorry!) Devo inoltre un grazie enorme a Bernard Lombard, presidente del Golf Club Cuneo, sia per l’idea che per i premi.

Intervista a Gabriele Heinrich


Gabriele Heinrich, handicap (ancora per poco) +2 o giù di lì, giovane promessa del golf italiano, era a Sutri il mese scorso ed è stato tra i “felici pochi” di morantiana memoria. (Un altro pianeta, per me.) Non mi sono lasciato sfuggire l’occasione per fargli qualche domanda.

Hai passato la preselezione alle Querce. Questo cambia qualcosa per te?
La preselezione alle Querce è stato il primo obbiettivo raggiunto tra quelli che mi sono prefissato. È stato molto importante per me passarla perché mi darà la possibilità in futuro di lavorare al fianco di grandi insegnanti e chissà, magari di crescere qualche futuro campione.

Che ricordi hai di quella settimana? Episodi, aneddoti, curiosità?
È stata una settimana piena di emozioni: la tensione del primo giorno (andato male, 79), la rimonta del secondo e del terzo in condizioni davvero difficili, e l’ultimo giro dove sapevo che se fossi stato attento (salvo impossibili rimonte degli avversari) sarei passato.

Che cosa rappresenta per te, il golf?
È un’ancora di salvezza da tutte le cose brutte che ci sono fuori: quando […] continua a leggere »

L’eccellenza nel golf – di Alessandra Donati


No, non è perché contiene una intervista che Alessandra mi ha fatto (sebbene questo faccia assai bene al mio ego).

E nemmeno perché lei ha avuto la bontà – ma dovrei dire l’ardire – di paragonarmi a tanti altri pro che raccontano nell’ebook le loro esperienze (anche se anche ciò non mi dispiace affatto!).

No, è perché questo è un bel libro. Di valore. Un testo che aiuta a capire come i pro ragionano quando sono in difficoltà, come prendono le decisioni, come non si lasciano intimidire dal campo ma al contrario lo attaccano, ricercano la sfida e la vittoria. E nello stesso tempo sono umili, a volte.

L’ho letto nei giorni di Roma, tutto preso dal mio sogno e obiettivo di diventare pro per davvero, e ho apprezzato molte tra le storie qui incluse. Alcune mi sono piaciute più di altre, anche se non farò ora una classifica, perché trovo molto interessante il concetto in sé.

E un grande, grandissimo plauso va ad Alessandra, che ha avuto l’idea di radunare queste […] continua a leggere »