Ieri ho fatto 18 buche in solitaria. A me piace giocare da solo: piace tanto la compagnia degli amici, ma altrettanto stare da solo, sia da un punto di vista sportivo che personale.
Sportivo, perché posso andare al mio ritmo (più d’uno mi dice che sono lento e credo ci sia almeno un fondo di verità in questo; ma perlomeno se sono da solo e non c’è nessuno dietro di me, come ieri, non disturbo nessuno), riprovare i colpi che non sono venuti bene fino a che sono soddisfatto, prendere delle note (sull’importanza del tenere un diario vedi qui) e così via.
Personale, perché posso riflettere in tranquillità, godermi la bellezza della natura e la passeggiata, stare in pace in uno dei luoghi che adoro; e poi a stare quietamente da solo mi vengono sempre delle idee.
Esattamente tre anni fa, a partire da una situazione simile, avevo scritto altre considerazioni. A voler fare un paragone trovo due differenze:
– l’aspetto agonistico è ora in me, se possibile, ancora più pressante;
– nello stesso tempo mi rendo conto che il tempo passa e il fisico invecchia, dunque ora devo fare il doppio […] continua a leggere »






