Tag: recensioni

Golf Fitness Training

Golf Fitness Training
Segnalo volentieri questo blog del pro Giorgio De Pieri. Lo conobbi qualche anno fa ad una patrocinata che ebbi l’occasione di fare con lui – una delle sue ultime gare da dilettante, suppongo –, e ricordo distintamente la sua attitudine già da professionista che aveva allora: che le cose andassero bene o male, il suo atteggiamento non mutava. Era un chiaro segno che, dentro di lui, anche da dilettante era già professionista.

Ora in questo suo diario racconta due cose soprattutto: la preparazione atletica e l’alimentazione per il golf (settori che sono troppo spesso trascurati dai golfisti) e la sua esperienza come caddie di Matteo Del Podio.

Si può essere d’accordo o meno con alcune sue opinioni (una per tutte: lui sostiene che il caffè a colazione prima di una gara vada assolutamente eliminato, cosa che trovo quantomeno discutibile), ma i suoi pareri sono certamente documentati e argomentati, dunque val la pena seguirlo.

Del resto la preparazione atletica (e alimentare) per il golf è un argomento troppo importante per essere lasciato da […] continua a leggere »

Fabio Gariffo, Golf & Meditazione

Fabio Gariffo, Golf & Meditazione
Segnalo volentieri questo ebook che parla degli aspetti mentali del golf, perché ha almeno quattro pregi intrinseci: si legge in fretta (applicare i concetti è un’altra storia, e ovviamente richiede molto tempo), è gratuito, è in italiano e in italiano contiene una buona bibliografia di base.

Prende avvio dalle ricerche di Mihaly Csikszentmihalyi (questo è un buon punto di partenza per esplorazioni successive – e trovo quasi scandaloso che il suo Flow non esista in traduzione italiana – se ne veda qui una mia presentazione).

Parla poi delle tre tecniche che l’autore considera le più conosciute ed efficaci a proposito dell’allenamento della concentrazione: la visualizzazione, la routine e il centering.

Dedica ampio spazio alla meditazione e al respiro (temi che sono fondamentali per cogliere un’idea che a me pare centrale nello sport come nella vita: il fatto che mente e corpo non sono due entità distinte, ma due aspetti […] continua a leggere »

Alla ricerca del Santo Graal

The NEW Search for the Perfect Golf Club
Questa non è propriamente una recensione. Sì, qui parlo (anche) di un libro che mi ha interessato e appassionato molto, ma soprattutto perché apre un mondo immenso. C’è un mondo grandissimo dietro al fitting, un mondo che potrebbe/dovrebbe essere grande quanto le lezioni. Ma è solo una specie di scusa, un pretesto, un punto di partenza.

Ne avevo già accennato qui, conto di recensirlo su “Golf Today” di aprile; ma in sostanza quel che è importante è la stessa ragione per la quale la maggior parte dei golfisti non scenderà mai (per definizione) sotto un handicap medio. (Lamentazioni in questo senso si trovano per esempio nei libri di Bob Rotella, ma mi sembrano un po’ le Predichi inutili di einaudiana memoria.) L’handicap medio dei golfisti è sempre lo stesso, è oggi lo stesso di trent’anni fa – e non sarebbe scommessa difficile quella di credere che tra trent’anni sarà lo stesso di oggi e di sempre.

E dunque? E dunque il marketing del golf ci […] continua a leggere »

Philip Moore, The Mad Science of Golf

The Mad Science of Golf
Questo è un bel libro, uno di quelli che fanno pensare.

Certamente noi golfisti siamo vittime del marketing, vorremmo sempre avere l’ultimo modello di driver e così via. La realtà, però, è che l’ultimo modello di driver non curerà il nostro slice più di quanto possa fare il penultimo. E sarebbe interessante prendere una rivista, una qualsiasi, e analizzare quante pagine pubblicitarie sono dedicate al fare più distanza; mentre il golf è uno sport di precisione, e la distanza non è certamente tra i fattori più importanti, nell’ottica dell’abbassamento del proprio score.

In ogni caso questo libro, scritto da un professionista del clubfitting, è strutturato a domande e risposte, e per questo è molto chiaro e molto efficace. È diviso in tre capitoli: il primo dedicato all’attrezzatura, il secondo al proprio swing e il terzo – forse il più importante – a come migliorare il proprio gioco (non necessariamente lo swing, e non è una differenza da poco).

L’argomento centrale del volume è che il golf è, e rimarrà […] continua a leggere »

Come sarebbe bello se…


… le nostre giornate golfistiche di questo tardo autunno non finissero alle cinque del pomeriggio?

Be’, questo articolo di David Owen, apparso su “Golf Digest” di dicembre, accende una luce nuova – appunto… – sull’argomento.

Un’azienda americana, la Night Flyer Golf, produce infatti delle palline che hanno medesimi dimensione e peso rispetto alle normali palle da golf, ma si illuminano quando vengono colpite, e rimangono illuminate per 8-10 minuti. Il che dà la possibilità di andare sulla palla ed effettuare il colpo successivo anche nel caso essa sia finita in rough o comunque fuori dal percorso canonico.

— joke mode —
Mi sovviene quella barzelletta in cui Stevie Wonder sfida Tiger Woods. Tiger è incredulo, ma il cantante gli spiega che per lo swing fa mettere il suo caddie nel mezzo del fairway e si fa chiamare, quindi ascolta il suono della sua voce e tira in quella direzione; in maniera simile, sul putting green fa mettere il caddie nei pressi […] continua a leggere »

Costantino Rocca, il sito


E infine anche il golfista che più ha dato al golf italiano ha il suo sito. Ci sono le immagini e i video più appassionanti, la biografia e i successi.

È apprezzabile lo sforzo, l’aver cominciato. Ma ora bisogna seguitare: perché quello che dovrebbe trasparire di più dal sito è la persona Costantino Rocca, ovvero il fatto che lui – per storia personale, età anagrafica, risultati sportivi, personalità e gran cuore – può fare davvero moltissimo per lo sviluppo sano del nostro sport in Italia.

Un appunto al sito va fatto (e lo dico con cognizione di causa): le traduzioni fatte con Google Translate! Certamente non rendono onore all’immagine del campione; sarebbe stato meglio lasciare solo la versione italiana, allora.

Ma insomma s’è cominciato, e da qui non si può che migliorare.

David Owen, My Usual Game


David Owen non ha bisogno di grandi presentazioni: è un giornalista e scrittore di chiara fama, e scrive tra le altre cose da anni per “Golf Digest”.

Segnalo il suo blog di golf, che contiene i racconti di una storia d’amore senza fine per lo sport più bello del mondo.

Una citazione:

Teeing off by yourself as the sun is coming up is an intoxicating experience and a good way to settle your mind for whatever lies ahead. Nine holes alone on an uncrowded course in the early evening is as good as a martini at expunging the day’s accumulation of disappointment and regret.

Keep up the good work, David.

Golf Valcurone


Ecco, questo voleva essere un post in cui magnificavo le doti del Golf Valcurone. E lo è, anche, perché il campo è splendido, i green perfetti, i fairway magnifici (anche se a tratti troppo innaffiati), i panorami spettacolari.

Ma è anche l’occasione – e ti pareva! – per parlare del mio golf. Sabato, al primo giorno della gara federale, io non ho giocato a golf: ho vagato per il campo con nonchalance. Il problema era che non mi importava se un colpo fosse ben fatto oppure no, se un putt andasse dentro oppure no. E il risultato – 92 colpi, di gran lunga il peggiore dell’anno – riflette questa sensazione.

Eppure io, anche se il mio golf non è in questo momento – per usare un eufemismo – ai massimi livelli, non mi sento ancora pronto per essere “solo” un ottimo giocatore di circolo. (E mi sovviene, si parva licet, un episodio: Matteo Delpodio che un paio di anni fa, nel campionato della PGAI a Margara, in una pausa su un […] continua a leggere »

Una nuova dimensione: Scotty Cameron California Monterey 1.5


Com’è come non è, le mie statistiche sul putt sono peggiorate: 32,7 putt a giro quest’anno (e mai sotto i 30) contro i 31,4 del 2011 e i 31,0 del 2010. (Non medie da tour, sia chiaro, ma insomma si può – si deve, necesse est – fare meglio.)

Col tempo mi era venuto il sospetto che stessi ciurlando nel manico, insomma che parte del problema fosse nel putter stesso (un Odissey White Hot #3 comprato almeno cinque anni fa). Non che l’anzianità di un putt debba dimostrare qualcosa, ma certo in cinque anni il mio gioco è cambiato.

Allora io lo scorso autunno avevo adocchiato questo bell’oggetto e, provatolo, me ne ero invaghito; ma le finanze del momento erano tutt’altro che floride e ho preferito rimandare.

Il momento era poi giunto un paio di mesi fa, ma nel frattempo il California Coronado è uscito di produzione. (Questo aprirebbe una filippica sulle esigenze del marketing, che cambia nome alle cose senza cambiarne la sostanza per spingere le vendite ma […] continua a leggere »

Citielle Challenge Tour 2012


Ritorna uno dei più divertenti circuiti che conosca, il Citielle Challenge Tour.

Venti tappe + finale nazionale a Croara a ottobre + finale internazionale a Dubai nel marzo del prossimo anno. E bellissimi premi ad ogni tappa (ne sono testimone diretto e recente), tra cui quattro sacche di Mickelson grazie a KPMG.

Senza dimenticare l’impegno per il sociale – costante, tenace e mai esibito.

Insomma Giuseppe Lazzarotto ha creato diversi bellissimi progetti, e anno per anno li conferma. Non mi stancherò mai di far notare quanto è bravo, e lo direi anche se non lo conoscessi di pirsona pirsonalmente.