Mar 02


Isabella Data, che esattamente tre mesi fa aveva pubblicato qui il suo grazioso Decalogo del campo pratica, ha scritto ora un altro pezzo che reputo interessante e che pubblico volentieri. Parla di regole, la cui conoscenza – è importante che sia chiaro – è un aiuto e non un deterrente per il giocatore. Da qui si possono scaricare le Regole del Golf 2012-2015 (e, mentre si è lì, si potrebbe dare un occhio anche alle Decisioni sulle Regole del Golf 2012-2013 e alla Normativa tecnica).

La parola a Isabella.

Quando ho iniziato a giocare a golf e sono venuta in contatto con le “regole”, il mio spirito libero le ha subito classificate come una raccolta di “tigne” (regole complicate e passabilmente astruse) sedimentata da almeno 200 anni. Poi ho scoperto il fascino etico, non solo tecnico di questo gioco; sono cresciuti, man mano, dentro di me l’apprezzamento e il rispetto per un gioco dove, sostanzialmente, si è arbitri di se stessi.

Giocando ho compreso che la bellezza del golf, il fatto che appassioni ogni giorno sempre di più, nasce dal fatto che è “un gioco che non si può vincere, si può solo giocare”: non annoia mai, giacché presenta sempre nuove e svariatissime situazioni di gioco, su cui influiscono morfologia dei campi, situazioni ambientali, vantaggi assegnati ai giocatori (i cosiddetti “handicap”), materiali a disposizione, tipi di competizione.

L’importanza del conoscere le regole per un giocatore di golf è massima: si tratta probabilmente dell’unico sport in cui ognuno è arbitro di se stesso, e quindi onestà e rispetto devono far parte del bagaglio di ogni golfista. Barare non ha nessun senso, anche perché si finisce non solo per ingannare se stessi, ma per togliere a se stessi l’essenza pura del vero divertimento.

In questo tempo così malinconico, teniamoci stretti lo spirit of the game e le regole.

Ultima riflessione: se un “servitore” dello Stato, un Consigliere di Stato, non coglie la gravità di azioni così disoneste come quella di farsi pagare ripetutamente le vacanze, allora valorizziamo di più un gioco che insegna ad adulti e a ragazzi ad apprezzare valori come onestà e correttezza. Un gioco, più serio della vita vera.


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