Lug 20


Iniziamo da una considerazione generale, che poco o nulla ha a che vedere con il golf: dare avvio ad una attività d’impresa in tempi come questi, dove il “si salvi chi può” è la parola d’ordine e nulla puoi pretendere o sperare dalle istituzioni, è lodevole di per sé. A prescindere da qualunque altra considerazione.

Io da un anno circa ho un campo pratica praticamente attaccato a casa mia, tant’è che potrei andarci a piedi – e oggi ne parlo.

Il Golf Club Chieri, fondato da Beppe Marrone, golfista di belle speranze che poi è passato alle cose serie (a differenza di quelli come me che sono ancora lì ad inseguire le proprio leopardiane fole), è una bella maniera per avvicinare i neofiti al golf. (La prima volta che ci sono stato mi colpirono un padre con suo figlio: non sapevano colpire una pallina ma si stavano divertendo un mondo, e il golf è anche questo: padre e figlio che passano del tempo insieme divertendosi ed essendo felici di essere in reciproca compagnia.)

La politica molto liberale del circolo aiuta i curiosi di questo sport ad avvicinarsi al golf, e questa è una gran cosa.

Il campo è lineare, completo e ben fatto. Nella categoria dei campi pratica non sfigura di certo.

Mi ha detto Beppe (e condivido in pieno):

Se vogliamo portarlo avanti come sport bisogna partire con le nuove leve ed insegnar loro anche dei valori che ancora oggi nel golf esistono. Quando chiacchiero con loro ricordo sempre che è l’unico sport dove è il giocatore stesso che può e deve darsi una penalità. Non voglio fare il moralista, ma se questo può servire a educare meglio sono in prima linea. Già solo il fatto di salutare quando si arriva e quando si va via anche persone che non si conoscono è segno di educazione e buone maniere, che oggi “scricchiolano” un po’.

Insomma di campi pratica ce ne sono tanti, e a me sono tutti simpatici; non fosse altro per via del fatto che fanno da volano per chi vorrebbe cominciare ma non vuole spendere un capitale e magari è intimidito dall’atmosfera “altolocata” che si respira in alcuni circoli (che ciò non sia vero in tantissimi casi è secondario, se è vero nell’immaginario collettivo).

E chi è nei dintorni venga a farci un giro!


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