Lug 12

VLUU L110  / Samsung L110
Domenica sera, al termine dei campionati piemontesi individuali, ho sentito un senso di appagamento e di calma. Mi è sembrato di aver raggiunto un obiettivo, di aver messo come un punto fermo nel mio rapporto d’amore col golf, e di essere pronto quindi a prendermi una pausa dal continuo logorio – piacevole, per carità – dato dal pensare sempre a come migliorare quel dato colpo, alle linee dei putt, alle gare e tutti i sacrifici che comportano, insomma dal drenare tutte quelle energie mentali nel gioco.

Il risultato (settimo assoluto) è stato buono, ma soprattutto il primo giro è stato fantastico: ho giocato tutto il giorno con leggerezza, e anche quando mi è scappato un doppio bogey ero assolutamente calmo. Il risultato di giornata è stato un +1 (5 birdie, 4 bogey e un doppio) decisamente apprezzabile; ma al di là dei numeri, quel che mi ha dato vera soddisfazione è stato il constatare che tutti i settori di gioco hanno funzionato alla perfezione:

– 10 fairway presi su 11;
– 10 GIR (con 1,6 putt per GIR);
– 29 putt.

È stato bellissimo. E ho pensato che, per ora, può bastare. Oltre a qualche eventuale gara al Golf Club Boves (ex Golf Club Cuneo), che però è questione di affezione più che di agonismo, fino a metà settembre non ci saranno più competizioni per me. L’handicap attuale è 4,3, di un punto quasi più basso rispetto ad inizio anno (quel 5 decisamente non mi piaceva e non lo sentivo mio, cozzava proprio con l’immagine che ho di me come golfista). Ora l’obiettivo sarà togliere ancora mezzo punto entro la fine dell’anno – anche grazie all’ausilio del BreakMaster, di cui dirò prossimamente.

Insomma in questi mesi ho fatto pace col mio gioco, con cui troppo a lungo avevo litigato l’anno scorso. Adesso i tempi chiamano pensieri più leggeri: continuerò a pubblicare qui un articolo tutte le settimane, si capisce, ma in questi mesi estivi in maniera più leggera e meno ossessiva.


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