Set 06

Parlavo due settimane fa dell’importanza della routine nel putt.

In due settimane succedono tante cose, e io sono andato avanti nello studio della routine; le idee che desidero condividere oggi sono due.

La prima è l’aggiornamento della routine che avevo indicato allora. Al momento, quella che considero più efficace (per me, poi va da sé che va adattata a ciascun caso specifico; come ça va sans dire che è un work in progress) è questa:

1. visualizzare la linea da dietro, “vedendo” anche la pallina coprire la distanza fino alla buca e rotolarvi dentro;

2. eseguire un waggle o due mentre ci si mette di fianco alla palla piegando leggermente le ginocchia e con i piedi paralleli tra di loro e perpendicolari alla linea di tiro;

3. alzare leggermente il sedere, in maniera da avere gli occhi sulla linea di tiro;

4. alzare leggermente le mani, in maniera da avere la faccia del putter perfettamente allineata al terreno (questo funziona per me, ma il punto va preso con cautela perché dipende da come la faccia del bastone tocca terra);

5. fare due prove guardando la palla, per essere sicuri di forza e direzione;

6. mettersi sulla palla avendo la sensazione che la parte del braccio destro dal gomito in su sia attaccata al corpo;

7. colpire, attraverso un percorso square del putter e lasciando che il braccio destro prenda il controllo del colpo (in questa maniera il suono cambia, il colpo è pieno e rotondo; attenzione però a non eccedere o si rischierebbe di tagliare la palla).

Ripeto: questa routine è adatta a me (funzionerà? Lo diranno le statistiche sul putt dei prossimi mesi), ma è importante che ciascuno ne sviluppi una assolutamente su misura. E svilupparla vuol dire renderla una seconda natura, automatica al punto da farla senza rendersene conto (anche perché sette punti sono tanti e non bisogna nemmeno pensare di elencarseli mentalmente sul campo).

La seconda idea è questa: ora mi è chiaro che i putt lunghi richiedono un movimento in parte diverso rispetto ai putt di corta e media distanza. Anche se non sono ancora conscio delle differenze (ma continuo a studiare!), so per certo che è così.

Insomma è uno studio affascinante e senza fine. Gli aggiornamenti, come sempre, su questo canale.


Taggato:
preload preload preload
© 2026 Gianni Davico  Licenza Creative Commons