Mar 27

Il mio golf
Massimo Scarpa è un fine conoscitore del golf in tutte le sue sfaccettature, come testimoniano la sua carriera sullo European Tour (con una vittoria), il suo lavoro di commentatore per Sky e soprattutto di team manager e direttore tecnico della squadra nazionale professionisti (e di maestro, ovviamente).

Ha da poco dato alle stampe questo interessante libro, manuale di immediata utilità che si inserisce bene nell’asfittico panorama della letteratura golfistica scritta da autori italiani.

Il volume parte, per così dire, dal fondo: ovvero dalla nuova conoscenza che la tecnologia ha portato al golf (Trackman, Flighscope, SAM PuttLab e quant’altro), per esaminare come tutto ciò influisce sul nostro apprendimento. A partire dal punto fondamentale, che fino a pochi anni fa immaginavamo soltanto e che invece oggi conosciamo con certezza: lo swing non è uno soltanto, ma sono almeno due. Detto con le sue parole:

In pratica per ottenere un volo di palla dritto servono due movimenti diversi: uno per i ferri e l’altro per il driver.

Questo dipende dall’angolo d’attacco, che essendo negativo con i ferri e positivo con i legni richiede un movimento verso l’interno nel primo caso e a uscire nel secondo per garantire un volo di palla diritto e allineato all’obiettivo. Tale concetto viene già presentato nell’Introduzione:

Un grande aiuto è arrivato negli ultimi anni dalla tecnologia che grazie ai radar e alle telecamere ad alta definizione ci ha fatto capire esattamente ciò che avviene all’impatto.
Più che rivelazione la definirei una vera e propria rivoluzione: ora che la diagnosi è certa, se si è dei buoni medici non sono più così difficili da trovare la cura adatta e la medicina appropriata.

I vari capitoli esaminano poi tutti i principali aspetti del gioco, tenendo sempre in considerazione il punto di vista dell’allievo. Gran pregio del libro è infatti quello di essere molto diretto e di veloce applicabilità. Si parte dunque dai fondamentali – quel che si può etichettare tramite l’acronimo GASP (Grip Aim [o Address] Stance Posture) –, per seguitare con lo swing, il gioco corto e il putt. Un capitolo breve ma denso è dedicato ai tre modi di usare l’ibrido.

Il libro è corredato da un numero impressionante di fotografie, parecchio utili in un testo del genere per un’applicazione immediata di quanto vogliono significare le parole.

La teoria del golf sta cambiando, e questo volume ne è un chiaro segno. Chapeau, caro Massimo!


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