
Due mesi fa mi ero dato degli obiettivi (mooolto ambiziosi) a breve termine: arrivare a 4,4 di handicap entro il 30 settembre per andare da 12 al 15 ottobre a Roma per la gara che è di fatto il primo passo per diventare professionista (passo che fa tremar le vene e i polsi, visto che ieri – primo giorno di gara – ci sono stati un paio di 96).
Non ce l’ho fatta per una differenza di 0,6 (5,0 era l’handicap alla data), che potrebbe apparire poco ma è in realtà tantissimo – forse 10mila swing di differenza, qualcosa del genere.
Allora sto articolando meglio il progetto, che ha un nome (Eagle! – e il segno di punteggiatura è parte integrante del nome) e una durata (due anni da ora).
Innanzitutto, perché? Perché non limitarsi a figurare come un brillante giocatore dilettante, fare le patrocinate e le ufficiali, essere il numero uno al tuo circolo anziché un oscuro professionista (e tutt’altro che giovinotto)? La risposta è, chiara e limpida, dentro di me; ma la dirò meglio prendendo […] continua a leggere »




