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Campionato nazionale senior – I just screwed up


76 – 76 – 83 | T-20 | ODM 405

Questi sono i freddi numeri, i miei numeri del Campionato nazionale senior della settimana scorsa. (E nel golf you are your numbers, si sa.)

Ma raccontare le cose – anche questo si sa – può essere fatto in tante maniere. In sostanza devo scegliere se ricordarmi dei primi due giorni splendidi, del mio quasi flawless golf, o dell’ultimo giro in cui la palla andava in tutte le direzioni (ma principalmente a destra, memore di movimenti che pensavo di essermi lasciato alle spalle e invece no, quando non te lo aspetti proprio eccoli lì a fare capolino). E non so decidere, quindi vado con ordine.

Giovedì, prova campo. L’Ambrosiano è un campo che non conoscevo. Dal sito e dai racconti di amici l’aspetto prioriatario pareva essere l’acqua, che in effetti domina in una quantità iompressionante di buche. E che è qualcosa che mi piace, perché rende interessante un terreno di gioco che altrimenti rischierebbe la monotonia nel suo essere quasi totalmente piatto. Le due note stonate sono i […] continua a leggere »

Quattro giri

76 – 76 – 76 – 72. Sono i miei ultimi quattro score (18-30 marzo); i primi due in gara, gli ultimi due in friendly match.

Sento di stare giocando bene in questo periodo, e ieri ne ho avuto la prova: 12 fairway, 10 green, 6 up & down su 8, 28 putt, due birdie e due bogey per un par del campo che mi è parso, a viverlo, assolutamente semplicissimo. (Poi è vero che la gara è tutta un’altra storia, perché lo score pesa, e come! Ma intanto il par del campo è cosa fatta.)

Ho curato molto il gioco quest’inverno, da inizio dicembre ho fatto almeno una lezione al mese, cosa che non mi capitava da anni. Ora mi sembra di aver trovato le chiavi del gioco; è certamente possibile che domani le smarrisca, ma intanto le ho in tasca.

Ora, per settori.

Il drive non mi dà più ansia (le statistiche di quest’anno sono quasi al 78%), la codina parente stretta dello slice compare ancora, ogni tanto, ma sempre più raramente. Mi sono allungato di qualche metro, anche – credo – grazie al nuovo drive (ho scelto il penultimo modello perché 500 euro per un […] continua a leggere »

Pratica decembrina, spunti per il 2017

Un breve post, oggi, solo per dire che sto lavorando tranquillo ai cambiamenti di swing per essere pronto per il Trofeo Sanremo (per me, come ben sa chi legge questo blog, senza dubbio per atmosfera la gara più bella dell’anno) e poi per la stagione. Ho quindi davanti a me tre mesi di golf rilassato e concentrato nello stesso tempo, ovvero senza lo stress da risultato ma con obiettivi chiari in mente.

Nel dettaglio:

– piedi larghezza spalle (io tendo a tenerli più larghi), sensazione di solidità nelle gambe;

– punte dei piedi aperte. Io ho sempre pensato, anche sulla scia di Ben Hogan, che il piede destro dovesse guardare in avanti; invece ora so che deve essere aperto di 10-20°, qualcosa del genere, per favorire il backswing. E su questo punto ho avuto anche la conferma, sostanzialmente casuale, non richiesta e graditissima, da parte di Baldovino Dassù (grazie Roberto!);

– fianco sinistro in alto;

– linea delle spalle diritta, comunque non aperta (mio vecchio difetto; e se parti in posizione chiusa è fisicamente impossibile fare draw);

– testa sempre dietro rispetto all’asse centrale dello swing;

– mantenere le gambe stabili lungo tutto il movimento.

Insomma due […] continua a leggere »

Si può fare

Sono stanchissimo.

Oggi ho provato sensazioni sopite da anni (non dico da qui, ma forse da qui o da qui, qualcosa del genere). Ho fatto lezione con Stefano Soffietti. Lezione programmata da un paio di settimane ma desiderata da tempo (sono stato abbastanza confuso, dal punto di vista dello swing, negli ultimi tempi). E per la lezione mi sono preparato per bene, e oggi mi sentivo bene.

Iniziamo, e i miei macrodifetti sono lì, evidentissimi: un maestro li sgama subito (mentre un dilettante può pensarci sei mesi e non arrivare a conclusioni valide). E poi il FlightScope a misurare le mie prestazioni, io che nei primi colpi arrivavo un chilometro dall’esterno (ma questo lo sapevo già, da tempo immemore voglio imparare a fare draw riuscendoci solo a volte per caso) e poi, quasi per magia, con un aggiustamento nel set up i numeri che cambiano immediatamente, la palla che vola più lunga, lo slice quasi un ricordo del passato.

Non è così semplice naturalmente, c’è tanto lavoro da fare; ma son soddisfazioni. Perché il golf è per me innanzitutto lavoro e sudore e impegno e risultati che arrivano col tempo. Questo è, è questo il succo […] continua a leggere »

Pensandoci dopo

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Desidero raccontare di un momento di perfetto, ancorché breve, flow che ho avuto ieri mattina in campo pratica alla Margherita.

Ieri è stato un giorno di pioggia battente e continua, ma questo naturalmente non ferma la pratica di chi è veramente intenzionato a diventare il golfista migliore che può diventare. Ebbene, ieri mattina verso le 10:30 sono arrivato alla Marghe, e – cosa che non mi stupisce punto – ero da solo in campo pratica. (Era magnifico.) Ho tirato un gettone (32 palline), poi sono andato agli approcci con il fido 60° per un’oretta sotto una pioggia super-battente, a inventarmi colpi e immaginarmi situazioni. (L’immaginazione era regina, là in quel pantano. E oggi ho mal di schiena da umido ma non importa – vivere non necesse, navigare necesse.)

Infine sono tornato in campo pratica (va detto che mi ero messo nell’ultima postazione, quella riservata a Stefano Soffietti: cosa che da un certo punto di vista può far sorridere, ma da un altro rientra nel concetto di dare slancio alla pratica), e ho cominciato […] continua a leggere »

L’autunno del golf

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L’autunno è, in questo momento, la stagione che meglio si adatta al mio golf di questo periodo.

In primo luogo c’è il gioco che pare scivolarmi dalle mani: a parte qualche colpo d’orgoglio (o di fortuna, o del caso), mediamente non è quello che mi aspetterei, quello che vorrei che fosse.

C’è un movimento che non mi soddisfa: avambracci che ruotano troppo poco nell backswing, faccia chiusissima all’apice (stesso, identico difetto di tanti anni fa), impatto decisamente dall’esterno. Prova e riprova, prova e riprova mi sembra che “conquistare” il mio proprio swing sia una montagna troppo difficile da scalare, qualcosa di improbo, di assolutamente inadatto alle mie forze. (A meno di fare lezione, chessò, una volta ogni quindici giorni in maniera regolare come facevo un tempo: ma in questo momento non so quale potrebbe essere la persona adatta a guidarmi in questa strada stretta, in salita e piena di dirupi laterali.)

Ci sono poi – è il nodo centrale – le motivazioni, che vanno a giorni alterni, ma in generale sono difficili da tenere alte.

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Bilancio 2016

gp
Terminata la stagione, terminate le gare, posso rilassarmi un momento per quanto riguarda il golf. Ne approfitto per qualche considerazione sull’anno appena trascorso. (Qui il riassunto delle puntate precedenti.)

L’handicap è rimasto sostanzialmente stabile (3,9 a inizio anno, 4,1 il dato attuale), con piccole variazioni (handicap minimo di 3,3 ad aprile, massimo di 4,6 ad ottobre). Continua a mancare la zampata!

Ecco il dettaglio dei 45 giri completi registrati (tra parentesi i dati per il 2015 e, a seguire, per gli anni precedenti):
– colpi: 79,9 (79,8 – 80,4 – 81,2 – 81,9 – 82,2 – 82,8 – 87)
[ho mantenuto la media complessiva sotto gli 80, che comunque la si guardi non è male]

– fairway: 69% (67% – 63% – 64% – 61% – 54% – 53% – 48%)
[tenendo conto del fatto che arrivo un chilometro dall’esterno, direi molto bene]

– green: 40% (41% – 39% – 40% – 40% – 37% – 38% – 32%)
[ancora troppa poca precisione]

– up and down: 43% (41% nel 2015)
[decisamente migliorabile, soprattutto […] continua a leggere »

Sensazioni autunnali

gavi
Dopo giovedì, anche sabato scorso è stata una fantastica giornata di golf: 74 colpi, ottenuti con un gioco molto diverso (diversi birdie ma molti più bogey e 27 putt: insomma il contrario rispetto a due giorni prima. Strano il golf).

Soprattutto mi hanno colpito le sensazioni positive che ho provato lungo il giro, mi sembrava da un lato di essere tornato a qualche anno fa e dall’altro di andare oltre – perché lo swing è una cosa viva, che evolve coi tuoi pensieri e col tuo corpo che continuamente si trasforma.

Poi domenica ho fatto un giro orribile in 82 colpi senza pathos, ma non è un dramma. Il risultato finale delle tre gare – nel golf you are your numbers, si sa – è un handicap pari a 4.0, che non è nulla di speciale ma insomma è accettabile e soprattutto sostanzialmente rispecchiante il mio gioco attuale.

Ora quindi svanisce la tensione, l’autunno inoltrato porta giocoforza a sotterrare l’ascia di guerra e cambiano gli obiettivi: l’handicap è messo via (sperabilmente per il Trofeo Sanremo), da […] continua a leggere »

Una magnifica giornata di golf

coccinelle
Era da qualche settimana che sentivo di giocare discretamente, e ieri finalmente i fattori si sono allineati e io ho portato a casa un bel giro. Una garetta del giovedì alla Margherita, quindi nulla di eclatante; comunque questi sono i dati:

– colpi: 75
– fairway: 86% (12 su 14)
– GIR: 61% (11)
– up and down: 71% (5 su 7)
– putt: 31
– putt per GIR: 2,00

È stato un giro molto regolare, con una quantità spropositata di par (16), “sporcata” da un bogey (comprensibile) e da un doppio sciocco (d’altra parte se possono esistere bogey intelligenti, lo stesso non può dirsi per i doppi).

Le statistiche sono molto chiare: il gioco lungo, i ferri e il gioco corto sono stati ottimi, mentre – forse stranamente, ma è questione da approfondire – il putt è stato al di sotto di livelli accettabili: prendere 11 green e fare 11 volte due putt non è certo quella che può considerarsi una prestazione spettacolare. E anche andando ad analizzare i singoli casi mi […] continua a leggere »

Sensazioni nuove

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Allora, la settimana scorsa sono stato un paio di volte all’Open (non ci volevo nemmeno andare, ma poi quando sei lì ti rendi conto di quanto è bello quello spettacolo, e di quanto ti serva stare in campo pratica a guardare e sentire gli swing).

E il mio pensiero relativo allo swing della settimana è stato questo: ho capito il mio errore nel grip della mano destra. Ovvero, ho capito che per il mio swing (a proposito: ieri mi sono fatto un paio di video e lascia stare, lavora sui difetti uno per volta nella consapevolezza che tanto non sarà mai uno swing elegante – efficace però, questo penso di sì, e alla fine è questo che conta) la V deve puntare alla spalla destra, o anche un po’ più a destra. In questa maniera le due mani sono in sintonia e lavorano insieme in sincronia e accordo. (Ho già messo sul comodino la mia bibbia del golf, proprio per rileggere il capitolo sul grip.) Io pensavo di doverla chiudere verso il centro, chissà perché. In ogni caso […] continua a leggere »