Ott 17

Margherita
Ieri, gara alla Margherita.

Poiché nel golf you are your numbers, inizio dal numero: 74 (+2: 2 birdie e 4 bogey).

Ma il punto fondamentale non è tanto il numero (rispettabile), quanto che in the heat of the action i par mi sembravano cosa assolutamente normale, anzi a volte un poco stretta: come alla 2, alle 7 e alla 15 dove la differenza tra il par e il birdie è stata questione di un paio di centimetri, non di più.

E anche i quattro bogey sono stati sostanzialmente sciocchi e, tranne un caso, evitabili. Alla 3 ero in fairway a 95 metri dall’asta e non sono riuscito a prendere il green (cosa che forse è più difficile del suo contrario). Alla 9 ero in green col primo a cinque metri, in discesa non drammatica, e intimorito dalla discesa ho fatto tre putt. Alla 11 dal fairway col ferro 7 non ho preso il green. Alla 16 mi è venuto un po’ di braccino e il bogey era quasi scritto (sebbene il putt per il par sia sbordato di un centimetro forse).

Il punto quindi non è la sbordata (che fa parte del gioco) o il bel colpo, ma l’idea che sta alla base del mio gioco attuale: che fare un bel colpo dopo l’altro è normale, è qualcosa che mi aspetto; e se faccio un errore ebbene, anche quello fa parte del gioco.

I dati:

– fairway: 86% (12 su 14)
– GIR: 50% (9)
– up and down: 67% (6 su 9)
– putt: 29
– putt per GIR: 1,89

Una nota sul putt: la media per l’anno è ancora altina (30,9), ma per gli ultimi dieci giri registrati è di 29,9 – in linea dunque col mio obiettivo di stare sotto i 30.

E una conferma: anche solo guardando questi dati è chiaro che devo lavorare soprattutto sui ferri medi e lunghi (per me, ciò significa 5, 6, e 7), ovvero quella parte di gioco non all’altezza del resto.

Ma ripeto, la consapevolezza di giocare bene e di trovarlo normale (ovvero la forza mentale, al di là della capacità tecnica) è un punto di forza non da poco. Sempre più trovo conferme della teoria delle 10mila ore: il che mi spinge a continuare (“Keep grinding”), a investire energie nella deliberate practice. Il tutto per la soddisfazione insita nel farlo, e per nessun altro motivo.


Taggato:
preload preload preload
© 2026 Gianni Davico  Licenza Creative Commons