Pensandoci dopo

bounce
Desidero raccontare di un momento di perfetto, ancorché breve, flow che ho avuto ieri mattina in campo pratica alla Margherita.

Ieri è stato un giorno di pioggia battente e continua, ma questo naturalmente non ferma la pratica di chi è veramente intenzionato a diventare il golfista migliore che può diventare. Ebbene, ieri mattina verso le 10:30 sono arrivato alla Marghe, e – cosa che non mi stupisce punto – ero da solo in campo pratica. (Era magnifico.) Ho tirato un gettone (32 palline), poi sono andato agli approcci con il fido 60° per un’oretta sotto una pioggia super-battente, a inventarmi colpi e immaginarmi situazioni. (L’immaginazione era regina, là in quel pantano. E oggi ho mal di schiena da umido ma non importa – vivere non necesse, navigare necesse.)

Infine sono tornato in campo pratica (va detto che mi ero messo nell’ultima postazione, quella riservata a Stefano Soffietti: cosa che da un certo punto di vista può far sorridere, ma da un altro rientra nel concetto di dare slancio alla pratica), e ho cominciato il […] continua a leggere »

L’autunno del golf

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L’autunno è, in questo momento, la stagione che meglio si adatta al mio golf di questo periodo.

In primo luogo c’è il gioco che pare scivolarmi dalle mani: a parte qualche colpo d’orgoglio (o di fortuna, o del caso), mediamente non è quello che mi aspetterei, quello che vorrei che fosse.

C’è un movimento che non mi soddisfa: avambracci che ruotano troppo poco nell backswing, faccia chiusissima all’apice (stesso, identico difetto di tanti anni fa), impatto decisamente dall’esterno. Prova e riprova, prova e riprova mi sembra che “conquistare” il mio proprio swing sia una montagna troppo difficile da scalare, qualcosa di improbo, di assolutamente inadatto alle mie forze. (A meno di fare lezione, chessò, una volta ogni quindici giorni in maniera regolare come facevo un tempo: ma in questo momento non so quale potrebbe essere la persona adatta a guidarmi in questa strada stretta, in salita e piena di dirupi laterali.)

Ci sono poi – è il nodo centrale – le motivazioni, che vanno a giorni alterni, ma in generale sono difficili da tenere alte.

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Bilancio 2016

gp
Terminata la stagione, terminate le gare, posso rilassarmi un momento per quanto riguarda il golf. Ne approfitto per qualche considerazione sull’anno appena trascorso. (Qui il riassunto delle puntate precedenti.)

L’handicap è rimasto sostanzialmente stabile (3,9 a inizio anno, 4,1 il dato attuale), con piccole variazioni (handicap minimo di 3,3 ad aprile, massimo di 4,6 ad ottobre). Continua a mancare la zampata!

Ecco il dettaglio dei 45 giri completi registrati (tra parentesi i dati per il 2015 e, a seguire, per gli anni precedenti):
– colpi: 79,9 (79,8 – 80,4 – 81,2 – 81,9 – 82,2 – 82,8 – 87)
[ho mantenuto la media complessiva sotto gli 80, che comunque la si guardi non è male]

– fairway: 69% (67% – 63% – 64% – 61% – 54% – 53% – 48%)
[tenendo conto del fatto che arrivo un chilometro dall’esterno, direi molto bene]

– green: 40% (41% – 39% – 40% – 40% – 37% – 38% – 32%)
[ancora troppa poca precisione]

– up and down: 43% (41% nel 2015)
[decisamente migliorabile, soprattutto […] continua a leggere »

Sensazioni autunnali

gavi
Dopo giovedì, anche sabato scorso è stata una fantastica giornata di golf: 74 colpi, ottenuti con un gioco molto diverso (diversi birdie ma molti più bogey e 27 putt: insomma il contrario rispetto a due giorni prima. Strano il golf).

Soprattutto mi hanno colpito le sensazioni positive che ho provato lungo il giro, mi sembrava da un lato di essere tornato a qualche anno fa e dall’altro di andare oltre – perché lo swing è una cosa viva, che evolve coi tuoi pensieri e col tuo corpo che continuamente si trasforma.

Poi domenica ho fatto un giro orribile in 82 colpi senza pathos, ma non è un dramma. Il risultato finale delle tre gare – nel golf you are your numbers, si sa – è un handicap pari a 4.0, che non è nulla di speciale ma insomma è accettabile e soprattutto sostanzialmente rispecchiante il mio gioco attuale.

Ora quindi svanisce la tensione, l’autunno inoltrato porta giocoforza a sotterrare l’ascia di guerra e cambiano gli obiettivi: l’handicap è messo via (sperabilmente per il Trofeo Sanremo), da […] continua a leggere »

Una magnifica giornata di golf

coccinelle
Era da qualche settimana che sentivo di giocare discretamente, e ieri finalmente i fattori si sono allineati e io ho portato a casa un bel giro. Una garetta del giovedì alla Margherita, quindi nulla di eclatante; comunque questi sono i dati:

– colpi: 75
– fairway: 86% (12 su 14)
– GIR: 61% (11)
– up and down: 71% (5 su 7)
– putt: 31
– putt per GIR: 2,00

È stato un giro molto regolare, con una quantità spropositata di par (16), “sporcata” da un bogey (comprensibile) e da un doppio sciocco (d’altra parte se possono esistere bogey intelligenti, lo stesso non può dirsi per i doppi).

Le statistiche sono molto chiare: il gioco lungo, i ferri e il gioco corto sono stati ottimi, mentre – forse stranamente, ma è questione da approfondire – il putt è stato al di sotto di livelli accettabili: prendere 11 green e fare 11 volte due putt non è certo quella che può considerarsi una prestazione spettacolare. E anche andando ad analizzare i singoli casi mi […] continua a leggere »

La pratica per il gioco lungo

practice
Il post della settimana scorsa mi era stato “dettato”, a mo’ di “sfida”, da un amico che desidera perdere qualche colpo. Allora ho cercato di identificarmi in lui e ho scritto un programma dedicato al gioco corto e al putt per cominciare ad andare in quella direzione. Se poi l’amico si impegnerà in quel senso, o se qualcun altro lo chiederà, passeremo alla “fase 2”.

Nello stesso giorno Fabio dice:

Ti chiederei di fare un programmino simile anche sulla pratica del gioco lungo.

Allora, per non farlo aspettare ad kalendas (perché mesi fa ho fatto un’altra promessa non ancora mantenuta), ecco qui una lista imperfetta e parziale quanto si vuole ma comunque reale per la pratica del gioco lungo.

Con due premesse: innanzitutto, ovviamente non sono un pro, ma – diciamo – un dilettante curioso, e dunque i miei suggerimenti vanno presi come parole di un amico e poco più; secondariamente, se il gioco corto e il putt sono territori per me molto familiari, di cui conosco asperità e sotterfugi, segreti e promesse, lo swing completo è […] continua a leggere »

Da 14,9 a 9,9 entro il 30/06/2017

putt
Allora, le cose stanno così: un golfista che conosco, e anche lettore di questo blog, ha il problema tipico di tanti golfisti: che gira a destra anziché a sinistra. Ovvero: se andiamo con la mente alla struttura dei Ciliegi (luogo dove per me è naturale immaginare la pratica), arrivando in fondo alla discesa anziché proseguire diritto, cosa che lo porterebbe al campo pratica, gira a destra per il tee della uno.

È una situazione assolutamente tipica, propria di tantissimi golfisti. E, intendiamoci: non c’è nulla di male in questo. Non sei sempre alle Olimpiadi, puoi scegliere benissimo di giocare solo per divertirti, stare con gli amici in un bel luogo eccetera senza voler arrivare a diventare il golfista migliore che tu possa diventare.

Ma lui vuole andare oltre. Mi ha chiesto di dargli una mano, di preparargli una scheda.

Allora, mio caro Beppe, facciamo un patto: tu ti impegni a fare quello che è scritto qui sotto e quel che ti dirò nelle settimane a venire, senza riserve e senza scuse, e io ti […] continua a leggere »

Isabella Data, Riflessioni di una madamina golfista

A distanza di due anni dal suo ultimo articolo, ecco a seguire un altro bel pezzo di Isabella Data sul recente Open d’Italia: che è sia un resoconto da persona esperta del settore sia un’analisi valida per il futuro del movimento golfistico italiano.

Il tempo
Il Comitato di Gara ombra (quello Celeste) si deve essere riunito lassù e ha stabilito: “Quest’anno, l’Italian Open, famolo strano”. Fino al giorno prima, abbiamo avuto giorni estivi di monocorde continuità: caldosecco-caldosecco-caldosecco. Il primo giorno di Open si è affacciato l’autunno. Due interruzioni con pioggia abbondante e pericolo lampi, nel primo pomeriggio dovevano ancora finire di giocare quelli del turno mattutino. Così è stata, sin da subito, una rincorsa contro il tempo. Venerdì siamo andati tranquilli per poco: alle 14 in allarme, poco dopo inizia una pioggia violenta, tropicale. Sospensione, due tentativi di ripresa, abbandono. Orario partenze nuovamente sballato, round due insegue round uno. Meno male che l’European Tour ha un uomo meteo come quelli della Formula Uno. Sarà perché siamo a Monza, a un passo dall’autodromo, qui c’è un canale diretto con l’Onnipotente. Uomo-meteo e Comitato di Gara Celeste vengono a patti. Si riusciranno a giocare tutti i quattro giri programmati, […] continua a leggere »

Arnold Palmer, in memoriam

Domenica notte vai a dormire con gli occhi pieni delle immagini dell’atto finale della FedEx Cup, e lunedì ti svegli con una notizia che era di certo attesa e scontata, ma che a sentirla ti colpisce.

Ha detto Tim Finchem:

There would be no modern day PGA TOUR without Arnold Palmer. There would be no PGA TOUR Champions without Arnold Palmer. There would be no Golf Channel without Arnold Palmer. No one has had a greater impact on those who play our great sport or who are touched by it. It has been said many times over in so many ways, but beyond his immense talent, Arnold transcended our sport with an extraordinarily appealing personality and genuineness that connected with millions, truly making him a champion of the people.

E non c’è molto aggiungere. La sua vita golfistica è stata straordinaria, e allo stesso tempo la persona Arnold Palmer è stata – è – assolutamente eccezionale, lui così umile e gentile e riconoscente e nello stesso tempo intelligente e pratico.

A me colpisce tantissimo, quando penso a lui, lo scorrere del tempo: a guardare le immagini degli anni Cinquanta e Sessanta sembrava invincibile, immortale, e aver visto la […] continua a leggere »

Sensazioni nuove

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Allora, la settimana scorsa sono stato un paio di volte all’Open (non ci volevo nemmeno andare, ma poi quando sei lì ti rendi conto di quanto è bello quello spettacolo, e di quanto ti serva stare in campo pratica a guardare e sentire gli swing).

E il mio pensiero relativo allo swing della settimana è stato questo: ho capito il mio errore nel grip della mano destra. Ovvero, ho capito che per il mio swing (a proposito: ieri mi sono fatto un paio di video e lascia stare, lavora sui difetti uno per volta nella consapevolezza che tanto non sarà mai uno swing elegante – efficace però, questo penso di sì, e alla fine è questo che conta) la V deve puntare alla spalla destra, o anche un po’ più a destra. In questa maniera le due mani sono in sintonia e lavorano insieme in sincronia e accordo. (Ho già messo sul comodino la mia bibbia del golf, proprio per rileggere il capitolo sul grip.) Io pensavo di doverla chiudere verso il centro, chissà perché. In ogni caso […] continua a leggere »