Un putt sbordato


Ben Hogan raccontò un giorno, ad una riunione dei venditori della Ben Hogan Company, di un sogno che lo tormentava: in un giro perfetto ad Augusta aveva fatto birdie a tutte le buche dalla 1 alla 17, e alla 18 aveva il putt per il birdie. Che però era sbordato, cosa che lo disturbava tremendamente.

Perfetto stile Hogan; anche se non sono convinto che il racconto non sia apocrifo. (Tra parentesi: proprio in questi giorni ricorreva il ventennale della dipartita del mio dolce mito. Ho pensato tanto a lui, lui che per me è l’essenza distillata della purezza del golf.)

Ieri, alla Margherita, c’era una tranquilla gara d’estate, e per iniziare dalla fine alla 18 mi è sbordato il putt che mi avrebbe dato il par del campo, risultato che non ho mai fatto in gara alla Marghe (solo ai Ciliegi, tanti anni fa). Mi è sembrato immediato il parallelismo tra il perfetto giro di Hogan, un teorico 54, e il mio perfetto giro nel par del campo. Ma vado con ordine.

Inizio lentamente, salvando il par alla […] continua a leggere »

Mi hanno dato una medaglia

Ieri ho vinto il mio primo premio come senior. Sono passaggi della vita.

La gara era questa. Un campionato regionale, quindi con un’importanza media.

Non sono molto contento, ma dirò.

Mi ero preparato bene, e sono in un periodo di buona consapevolezza di gioco. Venerdì avevo fatto la prova campo (di un campo che comunque conosco), quindi non c’erano scuse.

Il primo giorno ho giocato bene (o forse molto bene): nessun birdie ma solo due bogey e uno stupidissimo doppio bogey alla buca 15, un par 5 lungo ma senza difficoltà alcuna. Giro in 76 colpi, ottava posizione e pure una limata ad un handicap che è troppo alto. Insomma ero soddisfatto.

Domenica non parto bene, uno snap col mio fido legno 3 che porta a un bogey. Alla 2 faccio un altro bogey, senza aver ancora toccato il fairway. Alla 3 mi “sveglio” con un bel birdie, replicato alla 4 in modo fortunoso. Da lì proseguo bene fino […] continua a leggere »

Ho imparato tanto


Ho passato un bel pomeriggio in campo pratica, ieri, uno di quelli che piacciono a me, concentrati e lunghi. La prima ora, in particolare, è stata fruttuosa perché la mente era fresca, l’impegno tanto perché tanta era la motivazione che mi spingeva, tanta la riflessione prima e dopo ciascun colpo.

Sono stati solo ferri dispari, e in particolare il ferro 9 con un tee. Un colpo che non ha difficoltà tecnica alcuna, ma che mi ha fatto penare non una ma due volte domenica, a questa bella gara al Feudo d’Asti. Il risultato dei due giorni è stato discreto ma non ottimo (73 – 75; è un par 70 semplice); e però alla fine, facendo i conti, ho capito che mi è mancato almeno uno di quei due colpi per prendere punti per l’ordine di merito, che è uno dei motivi principali per cui partecipo a gare del genere.

(Tra parentesi dirò che è cambiato molto il mio approccio al tipo di gare, ultimamente tendo a concentrarmi quasi esclusivamente su quelle del calendario […] continua a leggere »

Campionato nazionale senior – I just screwed up


76 – 76 – 83 | T-20 | ODM 405

Questi sono i freddi numeri, i miei numeri del Campionato nazionale senior della settimana scorsa. (E nel golf you are your numbers, si sa.)

Ma raccontare le cose – anche questo si sa – può essere fatto in tante maniere. In sostanza devo scegliere se ricordarmi dei primi due giorni splendidi, del mio quasi flawless golf, o dell’ultimo giro in cui la palla andava in tutte le direzioni (ma principalmente a destra, memore di movimenti che pensavo di essermi lasciato alle spalle e invece no, quando non te lo aspetti proprio eccoli lì a fare capolino). E non so decidere, quindi vado con ordine.

Giovedì, prova campo. L’Ambrosiano è un campo che non conoscevo. Dal sito e dai racconti di amici l’aspetto prioriatario pareva essere l’acqua, che in effetti domina in una quantità iompressionante di buche. E che è qualcosa che mi piace, perché rende interessante un terreno di gioco che altrimenti rischierebbe la monotonia nel suo essere quasi totalmente piatto. Le due note stonate sono […] continua a leggere »

Quattro giri

76 – 76 – 76 – 72. Sono i miei ultimi quattro score (18-30 marzo); i primi due in gara, gli ultimi due in friendly match.

Sento di stare giocando bene in questo periodo, e ieri ne ho avuto la prova: 12 fairway, 10 green, 6 up & down su 8, 28 putt, due birdie e due bogey per un par del campo che mi è parso, a viverlo, assolutamente semplicissimo. (Poi è vero che la gara è tutta un’altra storia, perché lo score pesa, e come! Ma intanto il par del campo è cosa fatta.)

Ho curato molto il gioco quest’inverno, da inizio dicembre ho fatto almeno una lezione al mese, cosa che non mi capitava da anni. Ora mi sembra di aver trovato le chiavi del gioco; è certamente possibile che domani le smarrisca, ma intanto le ho in tasca.

Ora, per settori.

Il drive non mi dà più ansia (le statistiche di quest’anno sono quasi al 78%), la codina parente stretta dello slice compare ancora, ogni tanto, ma sempre più raramente. Mi sono allungato di qualche metro, anche – credo – grazie al nuovo drive (ho scelto il penultimo modello perché 500 euro per un […] continua a leggere »

Riprendo i contatti

Sono passati tre mesi dal mio ultimo post su questo blog, che era un confuso arrivederci. Avevo bisogno di silenzio, di pensare senza scrivere nulla per un po’.

Ringrazio le persone che si sono fatte sentire in questo periodo. Non è che io non abbia pensato al golf, è solo che dovevo ripartire da zero per via della perdita dell’amico mio più caro. “Perché lui e perché non, per esempio, io?”, mi sono chiesto tante volte – lui mio coetaneo, lui nel fiore dell’età; ma non c’è risposta a questa domanda, e del resto non è che importi parlarne qui.

Qui dirò semplicemente che con oggi riprendo le mie elucubrazioni golfistiche; i temi saranno sempre gli stessi, anche se mancherà quella puntualità cartesiana del venerdì. Insomma scriverò qui quando avrò qualcosa da dire, senza scadenze precise.

Io quindi ci sono. E i commenti, come sempre, sono i benvenuti.

Una pausa

Una persona a me molto cara, un fratello di spirito, è mancata in questi giorni. Ho accusato il colpo, e ho bisogno di tempo. Scrivere ora sarebbe un esercizio frivolo e inutile, forse anche irrispettoso ma comunque senza senso. Allora prendo congedo temporaneo dai miei venticinque lettori con le parole di Elio Vittorini: “Ci vorrebbe silenzio, silenzio per parecchie generazioni”.

Un mattino di dicembre

Questa mattina c’erano tre gradi, e io ero alla Marghe a fare lezione. Temperatura al limite, ma notavo dentro di me come sia interessante lavorare sullo swing, perché tratti qualcosa di assolutamente vivo e cangiante nel tempo, sia per i pensieri che per la pratica che per il tempo che passa, oltre che per altri aspetti minori come il tempo atmosferico, ad esempio; e altri ancora meno visibili ma fondamentali come le sensazioni.

Oggi, comunque, non voglio parlare di me: questo è un breve racconto di sensazioni. Ho trovato che il luogo fosse discretamente popolato, per essere una fredda e grigia mattina di dicembre. Ed è così che un campo pratica dovrebbe essere sempre: popolato di persone seriamente interessate a migliorarsi.

È questo, comunque, un bel periodo per il golf. Dicembre e gennaio, che apparentemente sono mesi in netto contrasto con il golf, sono di fatto il periodo in cui si possono sperimentare cambiamenti che daranno i loro frutti nell’estate a venire; la pratica procede tranquilla perché non necessita di risultati immediati ma è sostenuta da una visione di respiro ampio.

Magari poi non si concluderà nulla, o magari sì; ma questo, in fondo, non è importante. Perché anche il […] continua a leggere »

Pratica decembrina, spunti per il 2017

Un breve post, oggi, solo per dire che sto lavorando tranquillo ai cambiamenti di swing per essere pronto per il Trofeo Sanremo (per me, come ben sa chi legge questo blog, senza dubbio per atmosfera la gara più bella dell’anno) e poi per la stagione. Ho quindi davanti a me tre mesi di golf rilassato e concentrato nello stesso tempo, ovvero senza lo stress da risultato ma con obiettivi chiari in mente.

Nel dettaglio:

– piedi larghezza spalle (io tendo a tenerli più larghi), sensazione di solidità nelle gambe;

– punte dei piedi aperte. Io ho sempre pensato, anche sulla scia di Ben Hogan, che il piede destro dovesse guardare in avanti; invece ora so che deve essere aperto di 10-20°, qualcosa del genere, per favorire il backswing. E su questo punto ho avuto anche la conferma, sostanzialmente casuale, non richiesta e graditissima, da parte di Baldovino Dassù (grazie Roberto!);

– fianco sinistro in alto;

– linea delle spalle diritta, comunque non aperta (mio vecchio difetto; e se parti in posizione chiusa è fisicamente impossibile fare draw);

– testa sempre dietro rispetto all’asse centrale dello swing;

– mantenere le gambe stabili lungo tutto il movimento.

Insomma due […] continua a leggere »

Si può fare

Sono stanchissimo.

Oggi ho provato sensazioni sopite da anni (non dico da qui, ma forse da qui o da qui, qualcosa del genere). Ho fatto lezione con Stefano Soffietti. Lezione programmata da un paio di settimane ma desiderata da tempo (sono stato abbastanza confuso, dal punto di vista dello swing, negli ultimi tempi). E per la lezione mi sono preparato per bene, e oggi mi sentivo bene.

Iniziamo, e i miei macrodifetti sono lì, evidentissimi: un maestro li sgama subito (mentre un dilettante può pensarci sei mesi e non arrivare a conclusioni valide). E poi il FlightScope a misurare le mie prestazioni, io che nei primi colpi arrivavo un chilometro dall’esterno (ma questo lo sapevo già, da tempo immemore voglio imparare a fare draw riuscendoci solo a volte per caso) e poi, quasi per magia, con un aggiustamento nel set up i numeri che cambiano immediatamente, la palla che vola più lunga, lo slice quasi un ricordo del passato.

Non è così semplice naturalmente, c’è tanto lavoro da fare; ma son soddisfazioni. Perché il golf è per me innanzitutto lavoro e sudore e impegno e risultati che arrivano col tempo. Questo è, è questo il succo […] continua a leggere »