
Ben Hogan raccontò un giorno, ad una riunione dei venditori della Ben Hogan Company, di un sogno che lo tormentava: in un giro perfetto ad Augusta aveva fatto birdie a tutte le buche dalla 1 alla 17, e alla 18 aveva il putt per il birdie. Che però era sbordato, cosa che lo disturbava tremendamente.
Perfetto stile Hogan; anche se non sono convinto che il racconto non sia apocrifo. (Tra parentesi: proprio in questi giorni ricorreva il ventennale della dipartita del mio dolce mito. Ho pensato tanto a lui, lui che per me è l’essenza distillata della purezza del golf.)
Ieri, alla Margherita, c’era una tranquilla gara d’estate, e per iniziare dalla fine alla 18 mi è sbordato il putt che mi avrebbe dato il par del campo, risultato che non ho mai fatto in gara alla Marghe (solo ai Ciliegi, tanti anni fa). Mi è sembrato immediato il parallelismo tra il perfetto giro di Hogan, un teorico 54, e il mio perfetto giro nel par del campo. Ma vado con ordine.
Inizio lentamente, salvando il par alla […] continua a leggere »



