
Parlavo qualche settimana fa delle opportunità per superare la noia che può a volte prendere in campo pratica. Là si parlava del putt; oggi la seconda puntata tratta del gioco corto, o più precisamente degli approccini intorno al green. (Nota laterale: questa parola, “approccini”, mi fa sempre e automaticamente tornare in mente le telecronache di Mario Camicia, che col suo “approccino delicato” ha segnato un’era.)
Ad ogni modo il “gioco” (adattato sempre a partire da questo libro) è questo: occorre segnare un raggio di tre metri intorno ad una buca degli approcci (io adopero un rotolo di nastro fatto da me, fermato con dei tee) e porre dei “tee di partenza” a 20, 30 e 40 metri. Poi si tirano dieci palle da ciascuno degli indicatori di partenza, ma mai consecutivamente: ovvero si parte dai 20, poi si va ai 30, infine ai 40 e si ripete il tutto per dieci volte.
Un buon obiettivo è di […] continua a leggere »





