Ago 03

Ieri, dopo quasi settimane di astinenza golfistica (per scelta: soprattutto per ritornare caricato dopo le vacanze, e per evitare potenziali nausee da stress mentale) ho ripreso la preparazione.

L’obiettivo – ambizioso, me ne rendo conto; ma la candela brucia in fretta – a breve termine che mi sono dato è questo: scendere a 4,4 di handicap, per partecipare alla gara del 12-15 ottobre alle Querce (qui i dettagli) per intraprendere il cammino verso il professionismo. Non con l’intenzione di superare la selezione – i posti disponibili sono solo 8: un‘inezia, soprattutto se penso ai tanti ragazzi (vent’anni meno di me, almeno) che respirano pane e golf da quand’erano bambini –, ma di fare esperienza in vista di un tentativo più serio e strutturato nel 2011.

La finestra, per me, è (giustamente) molto stretta. Posso arrivare lì tramite poche gare, con tanto lavoro (mentale, certo, ma anche tecnico e fisico – in questa fase non so dire quale può essere l’ambito che dovrebbe essere prioritario, quindi per non sbagliarmi li curo tutti e tre) e – soprattutto – tanta fortuna.

L’idea è questa: quattro ore di golf giornaliere per sei giorni (via, almeno cinque) la settimana nelle prossime otto settimane, con un giorno di riposo – i Ciliegi sono ahimè chiusi al martedì, e non ho ancora le chiavi –, tempo sufficiente (a mio avviso) per curare i principali aspetti del gioco.

Qualcosa succederà. E in ogni caso sarà divertentissimo! 🙂


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