Nov 15

glass panel
… sarei in grado di portare in un massimo di tre anni qualunque golfista (l’accento è sull’aggettivo) con handicap alto, o anche neofita, ad almeno 15, e fino a 4 chiunque abbia un minimo di talento – però deve fare come dico io.

Sì, perché i risultati nel golf sono “solo” applicazione e matematica: applicazione, ovvero volontà di provare, riprovare e provare ancora i colpi fino a che ci si avvicini alla propria soglia per quel gesto (o per la parte mentale o quella atletica, o comunque per qualunque aspetto che riguardi il golf); matematica, ovvero misurare perché “what gets measured gets done”.

Invece, troppe volte vedo che si pensa che comprare la soluzione (l’accento è sul verbo) – come per esempio l’ultimo modello di driver RocketballXYZ al titanio rinforzato da 500 euro – risolva il problema. No, non e ancora no: il tuo swing è nella polvere del campo pratica – Ben Hogan docet, e solo tu – solo tu, tu e nessun altro – puoi tirarlo fuori di lì.

Vediamo appunto che cosa dice Hogan al riguardo:

As I see it, there’s nothing difficult about golf, nothing. I see no reason, truly, why the average golfer, if he goes about it intelligently, shouldn’t play in the 70s – and I mean by playing the type of shots a fine golfer plays.

[Per come la vedo io, non c’è niente di difficile nel golf, proprio niente. Non vedo davvero alcuna ragione perché un giocatore medio, a patto che agisca in modo intelligente, non debba giocare nei 70 – e intendo giocando il tipo di colpi che gioca un ottimo golfista.]

Tolle et lege, insomma. O meglio ancora: smetti di leggere e vai a praticare (in modo intelligente, però!).


Taggato:
preload preload preload
© 2026 Gianni Davico  Licenza Creative Commons