Nov 08

VLUU L110  / Samsung L110
Come fatto per gli ultimi quattro anni, è ora il momento per me di riassumere la mia stagione golfistica (qui il 2012, che contiene anche i link per gli anni precedenti).

Complessivamente, le sensazioni per il 2013 sono ottime. È stato l’anno in cui per la prima volta da che ho preso un bastone in mano (a febbraio saranno dieci anni) ho avuto la sensazione di capire un pochino il mio swing. Ora mi sento molto più sicuro, molto più preciso nel capire e analizzare gli errori, e per lo stesso motivo sento anche meno forte l’esigenza di prendere lezioni (non che non siano utili, per carità; ma ormai conosco bene il mio swing e riesco fino a una certa misura a correggermi da solo).

I numeri

L’handicap è sceso da 5,1 a 3,5, che è anche il mio minimo assoluto. Ed è pure un handicap che in questo momento sento di poter giocare in tanti campi, ovvero il è mio handicap reale. Per il 2014 non rimane che abbassarlo (more on this later).

Ho registrato 32 giri completi, di cui undici nei 70 in sette campi diversi. Più in dettaglio (tra parentesi i dati per il 2012 e, a seguire, per il 2011, 2010 e 2009):
– colpi: 81,2 (81,9 – 82,2 – 82,8 – 87)
– fairway: 63,9% (61,4% – 54% – 53% – 48%)
– green: 39,8% (40,3% – 37% – 38% – 32%)
– putt: 30,88 (31,84 – 31,1 – 30,9 – 32)
– di cui 3-putt: 0,9 (1,5 – 1,3 – 1,1 – 1,9)

Un paio di volte – ehm – ne ho tirati 90: a Valcurone (che qualche volta pare essere la nemesi del golf su di me) e a Ferrara (pioveva, c’era vento forte, il campo era pesante ma ho giocato male e basta). Ho fatto comunque diversi giri di assoluto flow: 71 ai campionati piemontesi individuali, 74 al campionato nazionale mid-amateur e 73 al mio circolo un paio di settimane fa, nell’ultima gara della stagione.

L’anno che verrà

Riguardo agli obiettivi, relativamente a quest’anno dicevo un anno fa:

In generale ora preferisco pensare in termini di sogni che non di obiettivi (per farlo devi prima sognarlo, è questo uno degli insegnamenti fondamentali di Bob Rotella). In ogni caso, l’obiettivo a medio termine è quello di entrare nello European Senior Tour (ruit hora, e nel 2017 avrò cinquant’anni…). I traguardi – i sogni – per l’anno veniente non sono tanto nei numeri (è evidente che devo migliorare nel putt, tanto per dire) quanto piuttosto nelle sensazioni: voglio uno swing fluido, libero, pieno, voglio passare un’infinità di ore in campo pratica a studiare il mio swing (e sui libri e sulle riviste e sui siti a studiare lo swing in generale) e fare un bel numero di gare senza pensare a nulla, semplicemente facendo quel che so già di saper fare per catturare il gioco, the game, che è già dentro di me.

Che è, in pieno e semplicemente, quel che ho fatto quest’anno. Sono molto soddisfatto, e per il 2014 mi dico questo: voglio consolidare un gioco già solido, ovvero fare un passo in più verso la strada che mi porta a diventare il golfista migliore che io possa diventare.


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