Un anno fa scrivevo:
ora mi è chiaro che i putt lunghi richiedono un movimento in parte diverso rispetto ai putt di corta e media distanza. Anche se non sono ancora conscio delle differenze (ma continuo a studiare!), so per certo che è così.
Bene, provando e riprovando credo di essere arrivato alla soluzione. Che è questa:
La differenza di movimento nei putt lunghi (da un minimo di 10 metri in su) sta nel fianco e nella spalla destri che scendono all’impatto, quasi a simulare uno swing.
Questo significa guardare la palla partire da sotto, ed è un riflesso del fatto del tenere giù la spalla destra nei putt di media e corta distanza (un trick su cui sto lavorando e di cui dirò più avanti).
Chiaramente, aver scoperto questo fatto – che non pretendo abbia valenza universale, ma vedo che per me funziona – non significa aver cristallizzato un movimento; e questo perché il movimento del putt, come del resto lo swing, è una cosa viva, assolutamente viva. Però vuol dire aver messo un punto fermo importante, sia pure ad un meccanismo che sarà certamente da mettere a punto e oliare nel corso del tempo.
La sostanza per me, in due parole, è questa.








Il segreto nei putt punghi: http://t.co/iPp1fp1JAo [la sostanza per me, in due parole, è questa]