Dic 26

Santa
Non ho mai fatto su questo blog gli auguri di Natale e buon anno ai miei lettori, perché credo che gli auguri abbiano senso solo se fatti ad personam: certo un generico augurio non si nega a nessuno, ma a che pro?

Eppure questa settimana l’ho dedicata a questo, sia su Brainfood che su GoPiedmont, e dunque la chiudo facendo la stessa cosa anche qui (il mio antico desiderio di simmetria colpisce ancora!). Perché col tempo sento che qui si è creata una comunità, per quanto piccola, di golfisti interessati a migliorare il proprio gioco, ad andare oltre la solita sfida con gli amici (non che non sia piacevole, per carità! solo che il golf è un’attività ben più larga e profonda), a scoprire temi nuovi, siti, libri eccetera. E io condivido volentieri quel che so.

“Fairways and greens” è il classico augurio americano che si fa a chi si appresta al proprio giro, e per estensione diventa il mio augurio ai miei venticinque lettori per il loro anno golfistico che è alle porte.

Anche se, va detto, il progresso tecnologico degli ultimi anni rende un poco obsoleto questo sintagma, che probabilmente dovrebbe essere accorciato in “Greens”: risulta ad esempio evidente dalla lettura di questo libro che i ferri sono di gran lunga il colpo più importante nel golf, ovvero che prendere i green è fondamentale per vincere.

Ma va bene, ciascuno declinerà l’augurio secondo il proprio gusto e dandogli la propria interpretazione. Un altro anno di gioie ci attende. Fairways and greens.


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