
È stata, per me, un’esperienza purtroppo anonima. Potrei citare a mia difesa uno stato influenzale, ma la verità è che sabato ho giocato malissimo, senza appello; domenica mi sono ripreso un poco, ma 79 colpi sono comunque tanti.
Qualche considerazione va in ogni caso fatta.
Durante il primo giro ero “disconnesso” da me stesso: la parte dolente era quella mentale. Il che era già iniziato da giorni: le sere prima – la sera prima, in particolare – non riuscivo a visualizzare me sul campo, non riuscivo ad andare to the movies, per dirla con Jack Nicklaus. Questo, ormai lo so, è un segno pressoché sicuro che la gara non sarà all’altezza (perché anche se il mio status è di dilettante, mentalmente quando mi preparo ad una gara considero di essere un pro – che ciò sia reale o no non fa molta differenza, nella visualizzazione della competizione).
A questo senso di inadeguatezza si sono accompagnate lacune tecniche: sono stato un disastro attorno ai green (sabato ho fatto 2 up and down su 12, e qui c’è già qualunque spiegazione […] continua a leggere »








