
Ho fatto il punto sul mio golf. Ogni tanto ci vuole, occorre fermarsi a pensare a quel che abbiamo fatto, a quel che stiamo facendo e a quel che vogliamo fare.
Negli ultimi mesi ho lavorato tanto sullo swing, a fare modifiche piccole e grandi. È un processo senza fine, perché lavorare sullo swing è come andare in cantina: c’è sempre qualcosa da fare.
Il mio diario è pieno di note. Ormai è un’abitudine, arrivato a casa, scrivere quel che ho pensato e scoperto nel giorno, gli errori e gli spunti, il fatto e il da fare (quando c’è da scrivere, chiaramente, non tutti i giorni). È un’idea suggerita tra gli altri da Ben Hogan nelle Five Lessons. Poi lo rileggo ogni tanto e lo trovo utile. Altrimenti non saprei dove mi trovo.
Credo di essere migliorato nel lag. Parlando di lag, nei mesi scorsi avevo cercato millanta drill, e trovato utile principalmente questo (e continua a leggere »





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