
Il post di oggi è quasi impalpabile. È un semplice racconto di sensazioni.
Negli ultimi cinque giorni mi è successo per tre volte di andare in campo solo per la gioia di giocare.
Domenica pomeriggio alla Margherita è stata la prima delle tre, e anche la più lieve. Ero lì per il solito allenamento, ma mi sentivo leggero, pronto anche a perdere tempo (quando per me, hoganianamente, golf is serious business). Ho incontrato una golfista che conosco da qualche tempo. Abbiamo fatto cinque buche insieme. Ho giocato soltanto per la gioia del giocare. Voglio dire, c’era il sole, si chiacchierava dei figli, di tante cose, e io non pensavo. Ovvero per una volta non era importante dove un tiro andasse a finire, se un putt entrasse o meno. È stata una passeggiata. Sensazioni estranee ma piacevoli.
Poi di nuovo mercoledì. E di nuovo ieri. Ieri verso il tramonto ho provato un’incantagione dei sensi: il campo deserto, solo io e l’amico a giocarci una birra e sfotterci per i brutti colpi, a dirci quanto è bello giocare a golf quando vien la […] continua a leggere »





