
Di lui mi rimarranno i ricordi dei nostri pranzi, la sua eleganza d’altri tempi e le mail argute e intelligentissime.
Domenica sera do un’ultima occhiata alle mail, e trovo quella di Isabella Data che mi dà la ferale notizia. Io so bene come reagisco in questi casi, devo digerire la novità, devo farmene una ragione, devo elaborare.
Allora ho pensato di mettere qui un crogiuolo di mie impressioni e ricordi che mi legano a lui.
Le poche volte che ci siamo incontrati mi ha sempre portato a pranzo. Io andavo a prenderlo in auto e poi passavano due-tre ore in cui soprattutto io stavo zitto e mi riempivo cervello e cuore delle sue parole.
Maria Pia Gennaro che attendeva sempre con ansia il suo pezzo per chiudere la rivista.
I martini che abbiamo bevuto lentamente insieme.
La deferenza e il rispetto con cui lo trattavano i proprietari dei ristoranti in cui mi portò. E qui viene bene citare Dante, perché quel veglio era
degno di tanta reverenza in vista
che più non dee a padre alcun figliuolo.




