Categoria: Uncategorized

David Owen, My Usual Game


David Owen non ha bisogno di grandi presentazioni: è un giornalista e scrittore di chiara fama, e scrive tra le altre cose da anni per “Golf Digest”.

Segnalo il suo blog di golf, che contiene i racconti di una storia d’amore senza fine per lo sport più bello del mondo.

Una citazione:

Teeing off by yourself as the sun is coming up is an intoxicating experience and a good way to settle your mind for whatever lies ahead. Nine holes alone on an uncrowded course in the early evening is as good as a martini at expunging the day’s accumulation of disappointment and regret.

Keep up the good work, David.

Corsica e golf

Da tempo avevo smarrito la voglia di giocare ma mi è tornata proprio qui, nella mia seconda patria, e nel più improbabile dei posti.

L’anno scorso ero partito con proclami e dichiarazioni di intenti; la realtà si è poi rivelata più prosaica. Ora quella cicatrice è digerita e somatizzata, il mio golf è quel che è e va bene così.

Così come si corre per correre, alla stessa maniera si gioca a golf per giocare a golf. Fine.

E quest’anno ho coronato un mio sogno mai nemmeno dichiarato e forse immaginato, ho giocato e rigiocato a golf in Corsica. Fantastico.

Che poi “giocare” per me non è tanto andare in campo – senza una competizione non lo trovo molto divertente –, è soprattutto stare in campo pratica a diventare il golfista migliore che io possa diventare. A passare del tempo tirando palline e pensando al movimento, analizzando gli errori e cercando di andare oltre. A migliorare, ad affinare il movimento. Il pro del circolo che mi chiede se voglio fare qualche buca con lui è allo stesso tempo una soddisfazione e una gioia.

E allora qui ho tirato sempre almeno […] continua a leggere »

Golf du Reginu


La Corsica, mia seconda patria da tanti anni ormai, è anche – appunto per questo fatto – l’unico luogo al mondo per il quale io possa rinunciare ai miei bastoni. Ma quest’anno una prenotazione delle vacanze tardiva, dovuta soprattutto alla tenacia delle mie figlie (a proposito: con Stefano Tomassini io posso dire che “il mal di Corsica è una malattia familiare: non so se l’hanno ereditata ma è certo che i miei figli non potranno mai fare finta che la Corsica sia per loro un posto qualsiasi” – e quindi le ho già fregate, tutte e due), mi ha portato nel cuore della Balagna (“Balagna” e non “Balagne”, perché when in Rome do as Romans do – e la lingua non ufficiale ma del luogo qui non è certamente il francese ma il corso), una regione la cui silenziosa e maestosa bellezza ti colpisce all’improvviso, come un diretto, e ti rendi conto che non potrai mai più prescindervi.

E nel cuore della Balagna c’è il Golf […] continua a leggere »

EGA Handicap System – Guida sintetica

Conoscere le regole nel golf, si sa, è sia un dovere per il giocatore che – soprattutto – un aiuto e un vantaggio durante il gioco.

Ora la Federgolf distribuisce presso i circoli l’edizione a stampa di questa guida (il PDF è scaricabile qui), che è un riepilogo efficace di tutto quello che è importante sapere in fatto di handicap, EGA, CBA e compagnia cantando.

Raccomando la lettura. Di seguito alcuni commenti.

Intanto, nei Principi fondamentali si ribadisce un concetto che non sempre è applicato correttamente:

Ciascun giocatore farà del proprio meglio per conseguire il miglior risultato possibile in ciascuna buca di un giro valido.

E questo è un monito, chiaro, forte e inequivocabile, ai ladri di handicap, ovvero a coloro che tengono il loro handicap artificialmente alto con lo scopo di vincere le gare a coppie, a squadre, i match play pareggiati e così via. Egregi signori, il vostro comportamento non è ammissibile da un punto di vista di sportsmanship – vedete di darvi una regolata.

Poi, per quanto riguarda l’a volte temuto CBA (Computer Buffer Adjustment, che sostituisce il vecchio CSA e misura il grado di difficoltà media di una […] continua a leggere »

Il bando è uscito

Un anno fa, di questi tempi, ero in piena fibrillazione per il bando per diventare assistente di golf, ovvero il primo passo verso il titolo di maestro. Ricordo il momento preciso in cui ho appreso la notizia che tanto aspettavo: ricordo benissimo e con vividezza dove mi trovavo e con chi, ricordo il clima e molti tra i particolari intorno a me.

Di fatto l’unico vero scoglio – e dici niente! – è la preselezione, che quest’anno si terrà dal 16 al 19 ottobre.

Sì, il bando è uscito (è uscito da oltre tre settimane in verità) ma la cosa mi tocca, ahimè!, solo tangenzialmente.

Ovvero: da un punto di vista sportivo quello è sempre il mio obiettivo, ma quest’anno le condizioni di gioco non mi permettono di pensare alla partecipazione.

Non importa: l’anno scorso è stato bellissimo, questo è un anno di transizione, domani si vedrà. Accetto quel che succede. Ho già dimostrato a me stesso di saper giocare come un professionista (per un mese circa, tra giugno e luglio dello scorso anno), tutto ciò che viene in più è grasso che cola. continua a leggere »

Thiene City Golf


Anni fa mi incuriosì il concetto di urban golf. Ora mi piace, e mi sembra anche un segno dei tempi – nei momenti di crisi tutte le cose diventano più vere -, ritrovare questo concetto in terre nostrane.

Il luogo è Thiene, le date sono il 13 e 14 ottobre 2012: si giocherà per la prima volta il Thiene City Golf, torneo dedicato ai golfisti dilettanti iscritti alla Federgolf. Dal comunicato stampa:

I fairways si snoderanno tra le piazze e le vie della città; i bersagli delle nove buche saranno le fontane, gli accessori di arredo urbano, elementi architettonici e altri oggetti curiosi. Il City Golf sarà un modo per riscoprire la città osservandola da una visuale nuova.

Il golf cambia – era ora! – pelle. Non più solo circoli riservati ed esclusivi (ciò che me ne ha tenuto lontano per decenni!), ma anche campi pratica (come questo), campi alla buona (come questo) […] continua a leggere »

Limiti e dintorni

Quest’anno le cose per il mio golf non sono andate come previsto. (Finora, almeno.) Nel golf è verissimo che you are your numbers, e nel 2012 – per la prima volta da quando ho preso un bastone in mano – il mio handicap a fine stagione potrebbe essere più alto rispetto a quant’era all’inizio. A me non pare di fare brutte prestazioni, ma alla fine i numeri non mentono.

Ho cercato allora di riflettere sulle ragioni di questo regresso – o almeno non-progresso – che è fastidioso e financo avvilente; anche se tutti siamo bravi a spiegare i fenomeni dopo che sono accaduti, come bene ha messo in luce Nassim Taleb nel suo Cigno nero.

Un primo motivo è sostanzialmente ovvio: è ben possibile che io mi sia avvicinato ai miei limiti. L’età è certamente un fattore da mettere in conto, per esempio: è una componente che non posso controllare e devo quindi accettare per quel che è.

Questo, a sua volta, fa leva sulle motivazioni: che cosa succede quando arrivi ai tuoi limiti e ti rendi conto che più in là non puoi andare? Quando capisci che anche uno sforzo titanico produce solo un miglioramento […] continua a leggere »

Golf Club Chieri


Iniziamo da una considerazione generale, che poco o nulla ha a che vedere con il golf: dare avvio ad una attività d’impresa in tempi come questi, dove il “si salvi chi può” è la parola d’ordine e nulla puoi pretendere o sperare dalle istituzioni, è lodevole di per sé. A prescindere da qualunque altra considerazione.

Io da un anno circa ho un campo pratica praticamente attaccato a casa mia, tant’è che potrei andarci a piedi – e oggi ne parlo.

Il Golf Club Chieri, fondato da Beppe Marrone, golfista di belle speranze che poi è passato alle cose serie (a differenza di quelli come me che sono ancora lì ad inseguire le proprio leopardiane fole), è una bella maniera per avvicinare i neofiti al golf. (La prima volta che ci sono stato mi colpirono un padre con suo figlio: non sapevano colpire una pallina ma si stavano divertendo un mondo, e il golf è anche questo: padre e figlio che passano del tempo insieme divertendosi ed essendo felici di essere in reciproca […] continua a leggere »

I putt da tre metri


Lo scorso fine settimana, al campionato piemontese al Colline del Gavi (ehi, per la prima volta sono sceso quest’anno, un “bravo!” a me! ROTFL), ho avuto l’ennesima prova dell’importanza di questo colpo nel complesso del gioco.

Se il putt da un metro è, in assoluto, il colpo più difficile al golf, quello di lunghezza un poco superiore è quel che fa la differenza tra un par e un birdie (o, ciò che è lo stesso, tra un par e un bogey). Acquisire sicurezza su queste distanze (diciamo oltre i due metri e fino ai tre e mezzo) dà una bella carica al morale.

E la fiducia in sé è tutto, nel golf. E poi è tutta una catena: la fiducia sul putt vuol dire maggior fiducia nel gioco corto e poi nel gioco lungo.

Occorre quindi allenare questo colpo. Ma sulla durata dell’allenamento concordo con quanto sostiene Bob Rotella nel suo libro più recente, The Unstoppable Golfer: non serve allenarsi […] continua a leggere »

Garde, golf e design


L’idea nasce da un amico, Pat Nalin, designer e golfista allo stesso tempo. Mettendo insieme passione e lavoro, ha creato una linea di prodotti eleganti e legati al golf: poltrone, tavolini, vasi e così via.

Ci siamo incontrati, mi ha parlato – con passione e un filo di commozione – dei prodotti che ha creato. Quando li ho visti mi è sembrata una sorta di uovo di Colombo: un’idea semplice, in fondo, ma bisogna prima averla per sostenerlo!

Il concetto mi piace, anche perché sconfina nell’idea del golf come metafora della vita, come attività complice nel nostro percorso.

La storia completa è qui.