Reverse-K set up

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I miei post, naturalmente, non sono articoli di tecnica. Sono spunti, racconti di tribolazioni e conquiste, descrizioni di sensazioni che possono permettere al lettore di ricavare – elaborando le mie parole – dei suggerimenti validi per sé.

Oggi parlo del reverse-K, ovvero la K rovesciata. Questo articolo e questo video, tra i tanti, possono spiegare di che cosa si tratta (uno dei grossi problemi delle istruzioni di golf essendo che la maggior parte di ciò che si trova in rete, diciamolo, è costituito da sciocchezze senza importanza quando non palesemente sbagliate).

In due parole, comunque, la K rovesciata consiste nel leggero spostamento in avanti (verso l’obiettivo) del bacino. Io ci sono arrivato per caso – ultimamente penso che le mie sperimentazioni in campo pratica e in campo mi servono come delle lezioni, per il fatto che un maestro ovviamente la sa molto più lunga di me ma non conosce il mio swing così bene come lo conosco io –, e questa “conquista” mi ha aiutato molto.

Da qualche settimana ho incluso questo spostamento […] continua a leggere »

Perfect practice makes perfect

Scrive un lettore, Fabio:

Ti chiederei con questo mio post di scavare nella tua esperienza golfistica, ritornando ai tuoi inizi, per dare un piccolo conforto a quei golfisti che, come me, hanno iniziato da poco e sono alle prese con uno swing da costruire. Mi piacerebbe in particolare sapere se anche a te capitava in determinati giorni di trovare uno swing fantastico, che ti consentiva di tirare qualunque bastone con grande confidenza, ed in altri misteriosamente questa capacità svaniva facendo una fatica mostruosa. […] Hai presente quando fai un puzzle? Sei verso la fine, ormai trovi velocemente i pezzi da attaccare, poi succede che lo lasci lì per un paio di settimane e quando lo riprendi non sai più da dove cominciare, e allora tanto vale che lo smonti tutto e ricominci da capo.

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Partiamo dalla fine: questa esperienza è comune a tutti o quasi tutti i golfisti che iniziano, e la soluzione esiste e si chiama pratica, o più in particolare spaced practice e deliberate practice. Questa è la versione corta.

Ora la versione […] continua a leggere »

Storie di ordinari litigi

Golf-Etiquette
Io sono una persona mite, i miei venticinque lettori lo sanno. Mercoledì pomeriggio ero da solo in campo al mio circolo. Quando sono solo ne approfitto per provare i vari colpi, pensare, studiare eccetera. Da sempre (ovvero sin da quando ero un neofita e non volevo giocare all’army golf né far ridere per la mia incapacità) faccio in maniera di non avere nessuno dietro. Ovvero, se ho qualcuno accelero oppure mi fermo e lo faccio passare.

Mercoledì comincio dalla 10, e quando arrivo nei pressi del primo green mi accorgo che dietro di me c’è una signora. Uff. Accelero un pochino, ma la cosa mi mette ansia appunto perché non mi permette di studiare i colpi con il tempo che ritengo necessario. La signora sul tee della 14 (non prima) aspetta perché ho riprovato il secondo colpo al green. Mi guarda, le mani ai fianchi; la guardo di rimando. Sul tee della 15 tiro tre tee shot (il primo agganciato, il secondo agganciato, il terzo agganciato – e d’accordo, ciò è questionabile da un punto di […] continua a leggere »

Trofeo Sanremo – c’è il sette senza l’otto

Comincia oggi un appuntamento cui avrei tenuto molto a partecipare, il Trofeo Sanremo. Una gara cui ho preso parte ininterrottamente negli ultimi sette anni almeno (degli anni precedenti non ricordo). Quindi è una sorta di epitome della competizione golfistica, per me: potrei quasi dire che Sanremo esiste da che io ho contezza del golf.

Purtroppo un lutto familiare recentissimo e il fatto di essere in lista d’attesa mi impediscono di partecipare. Il lutto in sé mette tante cose in prospettiva. Il golf non è poi così importante, dopotutto.

Oggi mi fa comunque piacere scrivere due righe su questo evento, che è pieno per me di ricordi magnifici, di gioie e colori e profumi e atmosfere che sono proprie solo di quel luogo. Sanremo contiene della magia per me, per tanti motivi che ho descritto negli anni e per altre cose che non so nemmeno mettere in parole.

Volevo ricordarlo, ecco.

L’imbeccata dal più improbabile dei posti

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È proprio vero che spesso le soluzioni vengono da dove meno te lo aspetti. Martedì avevo lasciato il campo pratica con un’idea centrale, che era quella di tenere le mani più unite nel grip (ovvero di avvicinare più verso il centro sia la destra che la sinistra), in maniera da avere un grip più solido. Che infatti è la nota che verso sera ho scritto nel mio diario di bordo. Insomma stavo pensando (anche in maniera inconscia, sicuramente anche di notte – what’s wrong with me? :-D), cosa che mi accade spesso quando lascio il campo pratica: cerco di fare in maniera di avere un punto soltanto su cui riflettere, per elaborare e, come dire?, espandere il pensiero e la riflessione su quel punto specifico. E questo perché golf is a game of circles, come dice Mark Guadagnoli.

Poi la sera, prima di andare a dormire, stanco di una giornata impegnativa come tante altre, mi sono messo a leggere un libro vecchissimo pagato 2,70 sterline su questo sito. Che di […] continua a leggere »

Portable launch monitor

Ho intenzione di acquistare, nei prossimi mesi, un “portable launch monitor”, ovvero uno strumento che mi permetta di analizzare per conto mio lo swing. Ho fatto qualche ricerca preliminare, e questa è l’esposizione di quanto so ad ora.

Prima premessa: sto imparando, sto esplorando, non sono certamente un esperto. Quindi è possibile che alcune considerazioni qui espresse non siano del tutto corrette. Sarò grato ai lettori che vorranno segnalarmele.

Seconda premessa: mi pare di capire che strumenti del genere stiano creandosi un mercato in sé, qualcosa che prima non esisteva. In questo specifico settore la tecnologia ha fatto passi da gigante, un po’ come accaduto con i bastoni negli anni passati (e a differenza di oggi, dove il modello di quest’anno non ha – non può avere – differenze significative rispetto a uno, per dire, di un paio di anni fa), e la conseguente discesa dei prezzi ha creato appunto questo spazio.

Ho subito scartato i due “top di gamma”, TrackMan e FlightScope, che pure sono indiscutibilmente il meglio presente sul mercato, sia per questioni di prezzo sia perché non possono essere usati indoor (e uno dei miei progetti golfistici è appunto quello di attrezzare uno […] continua a leggere »

Edoardo Molinari, 18 buche

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Questo è un libro del 2011, che dunque il suo ciclo di vita l’ha già più o meno passato; ma io l’ho letto solo in questo periodo. Per questo ne parlo oggi.

L’ho trovata una lettura gradevole, utile per far conoscere al grande pubblico (anche, e forse soprattutto, extragolfistico) la storia sportiva e personale di Edoardo Molinari. Si legge in fretta, è piacevole e scorrevole.

Io, però, mi sarei aspettato qualcosa di più: se un appunto si può muovere al volume è infatti proprio quello di non andare troppo in profondità negli argomenti, ovvero nel dire cose che mediamente un golfista appassionato conosce già. Certo, è simpatico e “comodo” trovarle organizzate in un racconto, ma da una autobiografia del genere io mi aspetterei di conoscere dettagli sportivi più precisi e completi. Non dico di ricavare delle lezioni da applicare al proprio gioco, ma quantomeno di andare oltre alla superficie delle cose.

Vi ho trovato un solo errore di battitura (nulla di che), e una sola imprecisione (si parla di McIlroy e McDowell “entrambi ventenni” nel 2009). Ma insomma sono […] continua a leggere »

Massimo Scarpa, golf e scrittura

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L’anno inizia nei migliore dei modi per Campo pratica: ho avuto infatti nei giorni scorsi una piacevole conversazione telefonica con Massimo Scarpa. Di lui, oltre alla carriera da giocatore, conoscevo già l’ottima preparazione tecnica (senza voler togliere nulla agli altri commentatori, per me il massimo nelle telecronache di Sky è dato dalla coppia Grappasonni – Scarpa). In questa chiacchierata ho scoperto due cose nuove: la sua grande disponibilità e le sue risposte meditate.

A seguire quanto ci siamo detti; con un grazie a Massimo per essersi prestato a questo “gioco”.

E il seguito, ovviamente, è tutto nel suo libro, che consiglio caldamente di leggere.

Com’è nata l’idea del libro?

Lorenzo Dallari, all’epoca vicedirettore e responsabile per il golf per Sky, mi vedeva scrivere spesso – io scrivo molte relazioni tecniche relative al gioco dei ragazzi della Nazionale, perché mi aiutano nelle analisi di gioco – e mi chiese di fargli leggere quel che scrivevo. Lette le mie note tecniche (che ovviamente gli avevo passato depurate dai dati personali) mi disse: “Tu hai già pronto […] continua a leggere »

Un grazie chiude l’anno

Sono andato a verificare: in sette anni completi di blog e 345 articoli, non ho mai scritto qui il giorno di Natale. In parte è questo il motivo per cui oggi utilizzerò questo spazio solo per prendere commiato per quest’anno dai miei venticinque lettori.

Diciamo che da una parte mi sovviene Vittorini:

Ci vorrebbe silenzio, silenzio per parecchie generazioni.

E dall’altra William Stafford:

On those days I just lower my standards.
[In quei giorni, semplicemente, abbasso i miei standard.]

Che è la risposta del poeta agli amici che gli chiedevano, visto il suo personale impegno a scrivere poesie tutti i giorni, come facesse nei giorni in cui non era particolarmente ispirato. Mi rendo conto che aver preso l’impegno con me stesso di scrivere di golf qui tutti i venerdì del mondo può dare come risultato pezzi meno che memorabili. Ma fa parte del gioco (come tirarne 85, per dire: capita) e in fondo non importa: essere arrivato fino a qui è un bel traguardo di per sé.

E poiché adoro le citazioni ricorderò ancora le parole di Cesare Pavese (Il mestiere di vivere, 16 agosto 1950):

La mia parte pubblica l’ho fatta – ciò che potevo. Ho lavorato, ho […] continua a leggere »

Intervista a Baldovino Dassù – a cura di Roberto Guarnieri

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Oggi, grazie all’amico Roberto Guarnieri, sono lieto di offrire una chicca ai miei (ma è più opportuno dire “nostri”) venticinque lettori: una lunga intervista a Baldovino Dassù, vincitore tra le a ltre cose dell’Open d’Italia del 1976 a Is Molas. In poche parole un monumento del nostro golf.

Grazie quindi a Roberto per aver avuto l’idea e averla realizzata e a “Baldo” per essersi prestato di buon grado a questa conversazione a tutto tondo sul golf di ieri e di oggi. (Qui si trova l’audio dell’intervista.)

Rob: Che cosa ti ha spinto ad avvicinarti al golf da bambino?

Baldo: Mi hanno spinto i miei genitori. All’epoca era un gioco molto poco diffuso e conosciuto, per cui la maggior parte di coloro che iniziavano a giocare non lo facevano perché l’avevano visto in televisione o ne avevano sentito parlare, ma quasi solo esclusivamente se erano figli di golfisti.

Rob: Chi è il golfista che nei tuoi anni di formazione ti ha ispirato di più? Perché?

Baldo: Io sono del ’52, ho iniziato a giocare […] continua a leggere »