Dopo le ultime lezioni di questi mesi sono arrivato a una conclusione (provvisoria, come tutte le cose che riguardano lo swing): un maestro non può insegnarmi veramente quello che desidero. (Nel mio caso era “imparare a fare draw col driver”, mentre oggi è diventato “ridurre di qualche grado la traiettoria dall’esterno del driver per produrre un fade più controllato”.) Per un semplice fatto: lui conosce lo swing mille volte più di me, ma io conosco il mio swing mille volte più di lui.
Quello che io desidero sarebbe possibile solo se avessi a disposizione un maestro per un tempo lunghissimo – diciamo un’ora per tre volte la settimana per sei mesi, qualcosa del genere –, in maniera che lui potesse conoscere in profondità le sottigliezze del mio swing, e io riuscissi davvero ad apprendere da lui i concetti che desidera trasmettermi. Ma dovrei investire molto denaro, molto di più rispetto a quanto posso permettermi.
Non che le lezioni non siano necessarie, ma in un ciclo di lezioni un maestro può solo scalfire la superficie, ovvero andare a correggere i macroerrori, lasciando di fatto la situazione invariata.
Allora ho deciso di diventare il maestro di me stesso. Non che non lo […] continua a leggere »



