Non so da dove mi arrivi l’idea, ma funziona e desidero condividerla.
Per la pratica non tengo statistiche, ma ho una sorta di “diario di bordo” dove mi annoto i pensieri che ritengo utili per correggere degli errori, cercando di legarli a delle sensazioni (es. una particolare luce che poteva esserci in quel momento, qualcosa che mi permetta di ancorare il pensiero).
È un semplice file di Word fatto a mo’ di blog, ovvero con i pensieri più recenti in cima (e dunque visibili più facilmente, secondo l’idea che le “scoperte” recenti sono più importanti rispetto alle passate).
Il sottinteso è questo: facendo tanta pratica capita di verificare che un particolare movimento fatto in una certa specifica maniera dà un determinato risultato.
(E normalmente ciò accade verso la fine delle sessioni, perché è proprio vero quel che dice Anthony Kim:
Even when you don’t want to hit that last bucket or two of range balls, physically you can, and then maybe you find something in that last part of the session. After a while, those somethings add up.
[Anche quando non vuoi tirare l’ultimo secchio o paio di secchi di palle, […] continua a leggere »







