Tag: Giannipro

Tirarne poche

Margherita
Ieri, gara alla Margherita.

Poiché nel golf you are your numbers, inizio dal numero: 74 (+2: 2 birdie e 4 bogey).

Ma il punto fondamentale non è tanto il numero (rispettabile), quanto che in the heat of the action i par mi sembravano cosa assolutamente normale, anzi a volte un poco stretta: come alla 2, alle 7 e alla 15 dove la differenza tra il par e il birdie è stata questione di un paio di centimetri, non di più.

E anche i quattro bogey sono stati sostanzialmente sciocchi e, tranne un caso, evitabili. Alla 3 ero in fairway a 95 metri dall’asta e non sono riuscito a prendere il green (cosa che forse è più difficile del suo contrario). Alla 9 ero in green col primo a cinque metri, in discesa non drammatica, e intimorito dalla discesa ho fatto tre putt. Alla 11 dal fairway col ferro 7 non ho preso il green. Alla 16 mi è venuto un po’ di braccino e il bogey era quasi scritto (sebbene il putt per il par sia sbordato di un centimetro forse).

Il punto […] continua a leggere »

Trofeo Glauco Lolli Ghetti

Margara
Ieri sono stato a Margara per la prova campo di questa bella gara che inizia oggi e cui avrei tenuto a partecipare. Ma sapevo che ero troppo indietro nella lista di attesa e che non avrei avuto possibilità reali per entrare nel field (se non forse presentarmi questa mattina e sperare in un ritiro, e contemporaneamente sperare che qualcuno più in alto di me non avesse avuto la medesima idea – ma sono un po’ troppo vecchio per queste cose).

Allora ho preso la prova come una gara con me stesso. Incidentalmente sono stato il primo della giornata – una sorta di dewsweeper -, e l’obiettivo per tutta la mattina è stato quello di rimanere concentrato sulla gara con me stesso, nel giocare un colpo dopo l’altro in scioltezza e fluidità.

Sono partito senza pratica (appunto perché non volevo stare dietro ai ragazzi che avrebbero provato il campo, e che giustamente ne avrebbero tirate mille da tutte le posizioni possibili), e […] continua a leggere »

Verso la foce

Talent Is Overrated
Ho fatto qualche conto.

Undici stagioni di golf, circa 500 giri completi, soprattutto circa 4mila ore di pratica concentrata e focalizzata.

Ci ho messo sei anni e qualcosa per girare in par nel mio campo; da allora ho fatto diversi +1 in campi diversi, ma non sono più arrivato a quel punto (per meglio dire: non ci sono ancora arrivato, perché so che lo rifarò e so anche che andrò sotto par).

Ho pensato soprattutto al concetto di pratica, del diventare il golfista migliore che io possa diventare, alla teoria delle 10mila ore (attenzione, al proposito! Sul Web si trova di tutto sul punto, ma prima di giudicare occorre documentarsi, non fermarsi agli articoli giornalistici ma andare direttamente alla fonte, che è il professor K. Anders Ericsson).

Ora, questo punto – la deliberate practice – è fondamentale, e un po’ per caso un po’ per scelta io mi trovo in una posizione ottima per valutare l’efficacia della teoria. Certo, mi piacerebbe preparare un progetto più “scientifico”, con tutti i crismi delle misurazioni […] continua a leggere »

Di nuovo in campo pratica

deliberate-practice
L’ultimo giorno in cui sono andato in campo, a tutt’oggi, è stato il 3 agosto (avevo vinto, by the way), mentre l’ultimo giorno di pratica prima della pausa estiva è stato il 16 agosto. Da lì sono seguiti 22 giorni interi senza che prendessi in mano un bastone. L’ho fatto per scelta, perché volevo fare altre cose interessanti (le vacanze, ovviamente; ma anche la corsa, le lunghe camminate, la canoa, lo yoga) e soprattutto perché ormai so che un paio di pause lunghe l’anno sono beneficiali per il mio golf.

Anche questa volta è stato così. Lunedì scorso sono tornato in campo pratica e, al di là del fatto che ho imbucato i primi due putt (da 7 metri, ma può essere stata una combinazione) le sensazioni sono subito state positive.

Anche perché il segreto dello staccare non sta nel mettere il soffitta il golf, ma nel guardarlo da una prospettiva diversa: io per i primi giorni l’ho semplicemente lasciato a se stesso, perché sentivo la necessità di “depurarmi” dalle scorie che la ricerca del […] continua a leggere »

Mi prendo una pausa

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Domenica sono tornato sul “luogo del delitto”, con un risultato discreto: 77 colpi (13 par e 5 bogey) e nuovo handicap 3,7. È stato bello, intenso, interessante – ma non “magico”. Ovvero, ho avuto la sensazione che fosse quasi un lavoro. Il che mi pare una cosa pericolosa.

Allora ho pensato di anticipare ciò che già avevo intenzione di fare: staccarmi, anche complici le vacanze, per qualche settimana dal golf giocato. Non dalle letture, non dal blog e non dall’idea di golf che ho: ma semplicemente togliermi per un po’ dal “circolo vizioso” delle gare, dell’ansia del risultato, di essere costretto (di costringermi, più precisamente) a fare bene.

Ora viene l’estate (si suppone e si spera, almeno), ci sono tante altre attività che attirano la mia attenzione: le lunghe scarpinate (e nel mio rifugio tra i monti e nella mia patria seconda), la corsa, la bici e la canoa. Il tutto senza particolari “doveri”, ma fatto per la pura gioia del […] continua a leggere »

Ho giocato a golf

Ho giocato a golf
Domenica 27 luglio, secondo giro dei campionati piemontesi individuali. Il primo giro era stato un anonimo 81, sia pure con sensazioni positive (ma con tee shot erranti e troppi pochi green presi, e di conseguenza il gioco corto sempre sollecitato: anche se alla fine i putt sono solo stati 28 a giocare sempre in recupero prima o poi sbagli, è matematico).

Domenica parto bene – 4 par –, mi sento bene, ho voglia di giocare nonostante tutto. Non penso a nulla, solo a fare dei bei colpi. Alla 5 imbuco un bel putt da 6 metri per il birdie che mi dà la carica. Bogey alla 7 e birdie alla 9 per finire le prime in -1.

Seguono 3 par (con un disturbo a volte più che leggero per il litigio a voce bassa ma lunghissimo tra uno dei miei compagni di gioco e la fidanzata che lo seguiva – mai mescolare gioco e amore, direi –, ma scelgo di non farmi influenzare e non dico nulla) e un bogey […] continua a leggere »

Dove vado da qui?

Ho preso parte, lo scorso fine settimana, ad una gara presso il mio circolo. Era una cosa che non mi succedeva da tantissimo tempo, perché quest’anno mi sono dedicato soprattutto alla gare presenti nel calendario della Federazione; e ciò a sua volta accade perché desidero competere con golfisti che abbiano abilità grossomodo simile alla mia. Ovvero preferisco essere l’ultimo o tra gli ultimi in una gara che non essere tra i primi e quindi di fatto non avere competizione; e questo perché per me il golf è prima di tutto sfida con me stesso e con il campo.

Il risultato è stato, sostanzialmente, pessimo: un +10 con quattro [sic] doppi bogey. Ho riflettuto a lungo su quanto accaduto, e ho tratto due considerazioni fondamentali: una che spiega questo risultato, e l’altra che parla del futuro di questo mio golf.

La prima considerazione, a spiegazione del risultato di sabato scorso, riguarda la mente. Prima di una gara io mi rendo conto benissimo, tramite il mio feeling, di quanto sono allineato (o meno) rispetto alla gara stessa, ovvero quanto la concentrazione, gli obiettivi sono verso la gara che sto per cominciare e quanto invece la mente […] continua a leggere »

Bogogno, campionato nazionale mid-amateur

La settimana scorsa ho raccontato della prima parte di questa gara, oggi dico del resto.

Iniziamo dal fondo, il risultato: 82 – 82 – 81 e T40 finale (un po’ peggio dell’anno scorso, dove con 240 colpi finii T30).

Ma se i primi due giri sono stati molto anonimi, il terzo è stato di tutt’altra pasta. L’errore grosso, alas!, è stato di spedire due palle in acqua di fila alla 17 per un quadruplo finale. Tolta quella buca (che comunque non è punto poco!) fa un discreto +5; ma al di là del risultato il mio gioco è stato consistente, mi sono divertito molto perché riuscivo a fare quel che volevo.

Della 17, un par 4 dogleg a sinistra con acqua davanti per i primi 180 metri, il che obbliga a rischiare un drive diritto oppure tenersi prudentemente sulla destra, ricordo il tee più basso del solito nel primo colpo; la cosa grave è stata però rifare lo stesso, medesimo errore col colpo seguente. Non accettabile. Non mi sono arrabbiato però: that’s golf, and that’s life.

Tra le note positive un campo assolutamente fantastico e un’accoglienza degna dell’occasione (di entrambi ho già […] continua a leggere »

Notizie da Bogogno

Bogogno
È in corso, fino a domenica, il campionato nazionale mid-amateur. Della gara dirò la settimana prossima tirando le somme, ma oggi desidero fare qualche commento.

Prima cosa: ho apprezzato tantissimo il fatto che la nostra Federazione abbia dedicato questo campionato a Mario Camicia per il maschile e a Maria Pia Gennaro per il femminile. (Di lui parlai qui, di lei tante volte ma in particolare qui; la “mia” rivista ricorda la gara qui.)

Stanotte sono stato in un tristissimo albergo della zona, e mi chiedevo: vale davvero la pena lasciare la famiglia, spendere dei soldi, del tempo e della fatica, rimanere da soli per una gara, sia pure relativamente importante? È un problema che mi si ripresenta ogni tanto, acuito dal fatto che il mio handicap non è basso come vorrei. (Anche Dan McLaughlin ha i miei stessi problemi, in fondo.) Ne riparlerò.

La notte è stata lunga: non […] continua a leggere »

Le mie prime 72 buche

hotel 5 vie
Dopo dieci anni di golf, la settimana scorsa sono riuscito a raggiungere un mio obiettivo: prendere parte ad una gara di 72 buche passandone il taglio dopo 36. Sono stati dei giorni molto intensi e interessanti, con dei chiaroscuri di cui ora dirò.

La cosa più bella è stato aver passato il taglio: venerdì eravamo in parecchi in clubhouse ad aspettare la pubblicazione dei risultati. Io avevo fatto due belle prove (78 – 81) ed ero abbastanza sicuro di passare alla fase successiva, ovvero le 36 buche del giorno dopo; ma fino a che non ne hai la conferma ufficiale rimani sempre un po’ sospeso, si sa. Ricordo con piacere la visione del tabellone che mi dava al 24° posto pari merito e dunque ampiamente nel taglio (40 più i pari merito).

Le ultime 36 buche sono state difficili, soprattutto da un punto di vista mentale: ero esausto, svuotato e non riuscivo più a fare quel che volevo, a dare direzione ai miei colpi, a fare quel […] continua a leggere »