Tag: Giannipro

Campionato nazionale mid-amateur

Tolcinasco
Comincio dalla fine: domenica ne ho tirati 74 (tra cui 15 par di fila) ed è stato bellissimo.

Partecipavo per la prima volta al campionato nazionale mid-amateur, e già solo il fatto di poter far parte di questo evento era fonte di gioia per me.

Non ho fatto, per questioni sia lavorative che familiari, la prova campo. Il primo giorno, venerdì, ne ho tirati 85 [sic!], ma paradossalmente ho giocato molto bene (infatti non ho nemmeno preso la virgola): solo, ho cominciato con uno stupidissimo triplo bogey alla 1 (un par 5 senza grandi difficoltà) e poi, per non farmi mancare nulla, ho segnato un settuplo bogey alla 6 (un par 4 di 328 metri, dove ho tirato due palle in acqua, ho sbagliato un chip e un approccio – in questi casi gli errori vengono a cascata, si sa), ma per il resto ho fatto un dignitoso +3 in 16 buche.

Mi ricordo in particolare tre colpi:

– alla 5 (un par 4 lunghissimo), un legno 3 da 185 metri all’asta in fade che batte in green e si ferma a 3 metri […] continua a leggere »

Bergamo, L’Albenza, buca 14 – lezioni apprese

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Ho ripensato all’ufficiale di Bergamo della settimana scorsa, e c’è una buca che mi è rimasta impressa. Ne parlo oggi perché penso sia di utilità per chi legge.

È la buca 14, ovvero la 5 del percorso giallo. È un par 4 di 375 metri, dogleg a sinistra. Il primo colpo è verso un fairway abbastanza largo, che però ha sulla sinistra delle piante altissime a chiudere il colpo; il colpo al green è in salita ed è generalmente ancora abbastanza lungo (il primo giorno dopo un bel drive fu ad esempio un ferro 5).

Ebbene, la 14 del terzo giro è quella che ricorderò come emblematica di una gara intera, ovvero di tutte le 54 buche fatte in quei giorni. Il mio drive è decisamente sulla sinistra (solito problema dei fianchi che ogni tanto partono in ritardo), prende in pieno le piante e si ferma nel rough, a circa 200 metri dal green. Da quel punto il green non è visibile, non c’è maniera per me di raggiungerlo. Allora il ragionamento è: tiro un ferro 8 a uscire e piazzarmi in posizione favorevole […] continua a leggere »

Un mattoncino ufficiale

L'Albenza
Sono tornato ieri sera dal Mattone d’Oro, gara ufficiale FIG che si è tenuta al golf club Bergamo “l’Albenza” – ovvero il circolo di colui che, insieme a Mario Camicia, ha di fatto introdotto il golf in Italia.

È stato bellissimo; e, a beneficio dei miei venticinque lettori, racconterò ora l’esperienza.

Innanzitutto non ero sicuro di volerci andare, sia per una questione di costi che di tempo sottratto a lavoro e famiglia. Ma la notte precedente il mattino dell’ultimo giorno utile per l’iscrizione ha portato consiglio, e sono andato sul sito per verificare a quanto cadeva il taglio. Sorpresa! Le iscrizioni erano state chiuse con un giorno di anticipo. Chiamo il circolo, e mi dicono che non c’è più nulla da fare. Mi sembrava strano (la normativa tecnica è molto chiara sul punto), ma mi metto l’animo in pace e passo oltre. A fine mattinata guardo un’ultima volta il sito, per scrupolo e invidia, e con somma meraviglia mi accorgo che le […] continua a leggere »

La mia settimana di golf

VLUU L110 / Samsung L110
Mi chiede un lettore su Twitter, Enrico Esposti:

Complimenti per tutti i tuoi suggerimenti! Ci racconti la tua settimana tipo di golf?

Beh, volentieri! Inizio da osservazioni generali, e passerò poi a descrivere i vari giorni.

Io parto sempre con un obiettivo in mente, che tipicamente può essere la gara di circolo nel fine settimana oppure una gara della federazione (federale, patrocinata, ufficiale eccetera). Nel primo caso (che mi interessa sempre meno) il ciclo dura una settimana, nel secondo almeno due.

Una mia seduta di allenamento va dalle due alle quattro ore (la media è intorno alle due e mezzo). Questo perché mi sono reso conto che in un tempo limitato non riesco ad imparare: sia perché la mia natura è lenta e non posso farci nulla, sia perché tutti abbiamo bisogno di tempo per assimilare. Considero sempre le giornate in campo pratica come delle mini-clinic solitarie: mi sono divertito tantissimo alle varie clinic cui ho partecipato col mio maestro, ho preso tantissimi spunti e ora quando […] continua a leggere »

Il golf d’agosto

Il golf d’agosto è un po’ com’era il calcio d’agosto quand’ero ragazzo (il campionato cominciava a settembre e tutt’al più c’era qualche torneo amichevole tra squadre di cartello): molto rilassato e tranquillo.

Ecco, proprio in questa maniera io ho ripreso la mia preparazione tecnica in vista delle sfide di fine estate e dell’autunno (i campionati match play del mio circolo, qualche patrocinata e federale, qualche gara di circolo e sperabilmente qualche ufficiale). Un giorno sì e uno no (circa) passo il pomeriggio in qualche circolo a tirare palline, e mi sovviene una frase che avevo trovato in questo bel libro e che ora cito a memoria:

Allènati ragazzo, perché in un giorno qualunque, in un campo di grano dell’Alabama, c’è un altro ragazzo che sta tirando palline dall’alba al tramonto al solo scopo di batterti.

E mi piace pensare di essere entrambi i personaggi, ovvero io medesimo che cerco di battere me stesso. Il tutto nella sola maniera che conosco: rilassata e testarda, cocciuta e tranquilla.

Pausa

VLUU L110 / Samsung L110
Domenica sera, al termine dei campionati piemontesi individuali, ho sentito un senso di appagamento e di calma. Mi è sembrato di aver raggiunto un obiettivo, di aver messo come un punto fermo nel mio rapporto d’amore col golf, e di essere pronto quindi a prendermi una pausa dal continuo logorio – piacevole, per carità – dato dal pensare sempre a come migliorare quel dato colpo, alle linee dei putt, alle gare e tutti i sacrifici che comportano, insomma dal drenare tutte quelle energie mentali nel gioco.

Il risultato (settimo assoluto) è stato buono, ma soprattutto il primo giro è stato fantastico: ho giocato tutto il giorno con leggerezza, e anche quando mi è scappato un doppio bogey ero assolutamente calmo. Il risultato di giornata è stato un +1 (5 birdie, 4 bogey e un doppio) decisamente apprezzabile; ma al di là dei numeri, quel che mi ha dato vera soddisfazione è stato il constatare che tutti i settori di gioco hanno funzionato alla perfezione:

– 10 fairway presi […] continua a leggere »

Vincere una patrocinata (finalmente)

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Be’, era un sogno che inseguivo da tanto tempo: vincere una patrocinata. Questa domenica, alla fine, ce l’ho fatta. Certo, la Romanina non è un campo di punta e il field non era irresistibile, ma insomma i fatti dicono che è successo. Due anni fa a Valcurone ero arrivato secondo, e l’anno scorso di nuovo secondo proprio qui alla Romanina.

Questo sabato il primo giorno di gara non era andato male, fatti salvi – e dici poco – un doppio e un triplo per un +9 totale che non era certo da incorniciare. Domenica sono arrivato al campo senza aspettative, con la sola intenzione di tirare un colpo per volta e vedere quello che sarebbe successo.

Alla 15 – ero +2 in quel momento – un ferro 9 dal rough mi porta in un luogo poco desiderabile: a soli 10 metri dalla bandiera, ma in un rough alto oltre mezzo metro. Mmmm. Esamino le mie possibilità; a tutta […] continua a leggere »

C’è un nemico…

Storia di un corpo

C’è un nemico che si annida dentro di me da sempre. Che cresce, molto lentamente, dentro di me. Un nemico che mi sconfiggerà senza possibilità di appello. Mi è stato chiaro leggendo questo libro.

Ci ho messo nove anni esatti, ovvero da quando ho preso in mano un bastone per la prima volta ad ora, per avere la sensazione di aver capito un pochino il mio swing, le logiche del movimento e del mio corpo. E ora quel libro (che tra parentesi è un capolavoro assoluto, bellissimo, lancinante, che ti tocca l’anima e la scuote nel profondo) mi chiarisce senza tema di smentita che devo fare i conti con un corpo che si trasforma. Lentamente, ma si trasforma.

Ormai al risveglio la mattina è come un habitus mentale: faccio un controllo rapido del mio corpo, ascolto le mie sensazioni per sentire che cosa mi dicono. E, ahimè, troppo spesso mi capita di avvertire un dolorino nuovo, qualcosa che prima non c’era ma che dovrò portare con me; oppure una variazione sul […] continua a leggere »

Nec tecum nec sine te

Io ho un problema con le gare.

Il problema è che le gare di circolo mi danno ormai pochissimi stimoli: che gusto c’è a vincere una gara che potrebbero vincere in quattro o cinque? Sì, è bello l’applauso dei tuoi pari, ma tutto finisce lì. (La prima volta che vinsi una gara, in un giovedì qualunque di otto anni fa, quello sì fu un avvenimento!) Il vero premio è lo scendere di handicap, cosa che però ovviamente capita di rado.

Il problema è che i giocatori bravini come me non sono sufficientemente bravi per fare il salto di categoria, e si ritrovano dunque in un limbo da cui non sanno come uscire.

Il problema è comune, vedo, a tanti giocatori. Me ne accorgo per esempio leggendo una lettera pubblicata sull’ultimo Mondo del golf, dove un giocatore con hcp 3,2 si lamenta di non poter più entrare nel field delle gare ufficiali e simili.

Prendiamo ad esempio il trofeo Glauco Lolli-Ghetti a Margara: vi partecipai nel 2010 con un hcp di 5,5, che era sulla linea del taglio. Ma l’anno dopo il taglio scese a 3,9, e a 2,3 nel 2012, cosa che mi ha impedito di prendervi parte. E in […] continua a leggere »

Pirandello e Rapallo

Oggi parla la parte pirandelliana che è in me.

Alla penultima gara al mio circolo, lo scorso anno, registrai un +7 con un triplo bogey finale dovuto a presunzione: avevo tirato il drive sulla destra, avrei dovuto rimetterla in pista, fare un approccio e due putt, prendere il bogey che ne sarebbe risultato e veder scendere il mio handicap di 0,4. Invece io vedevo il green ma sbagliai il conseguente ferro 7 tra le piante: l’ego ebbe la meglio sulla ragione e il mio handicap restò immutato.

Il risultato lo vedo però oggi: domani inizia il trofeo del Tigullio e io mi trovo primo escluso, mentre anche solo un 0,2 in meno mi avrebbe fatto entrare. Uff. (Va detto anche che c’è una differenza abissale rispetto all’anno scorso, quando il taglio fu di 12,5, mentre quest’anno cade a 4,9.)

Si parva licet, penso ai rabbit, i giocatori di torneo di seconda fascia che un tempo correvano da un torneo del PGA all’altro nella speranza di ottenere un posto nel tabellone principale grazie alle qualificazioni del lunedì.

Insomma ho ancora una minima speranza che qualcuno questa mattina si ritiri: metterei veloce le scarpe e […] continua a leggere »