Nel nostro golf non va sempre tutto per il meglio, e la strada non è per forza sempre lineare. Oggi desidero parlare di un argomento che per me è un pochino controverso; mi viene facile fare un parallelismo con la classica crisi matrimoniale del settimo anno, pensando al mio ventesimo anno di golf che si avvicina alla conclusione e alle mie sensazioni contrastanti riguardo al golf medesimo.
Nell’ultimo mese e mezzo sono stato in campo una volta sola, e un paio di volte ho praticato. Il che, se lo guardo da una prospettiva storica, sta tra l’aberrante e il sensazionale: proprio io, Gianni Davico, colui che della pratica ha fatto una sorta di religione, ora si allontana così tanto dal golf?
Eppure non voglio giudicare, ma solo analizzare i miei pensieri relativi alla questione. Perché il golf è sempre stato, ed è tuttora, assolutamente magico per me; tuttavia sono arrivato in una fase del mio percorso in cui non trovo più gioia piena nel praticare o nel giocare, o quantomeno non così tanta. Per dire, per il Gianni di adesso non c’è partita tra il giocare a golf e il camminare.
Una facile causa da individuare per questa situazione è […] continua a leggere »