
Ieri, gara alla Margherita.
Poiché nel golf you are your numbers, inizio dal numero: 74 (+2: 2 birdie e 4 bogey).
Ma il punto fondamentale non è tanto il numero (rispettabile), quanto che in the heat of the action i par mi sembravano cosa assolutamente normale, anzi a volte un poco stretta: come alla 2, alle 7 e alla 15 dove la differenza tra il par e il birdie è stata questione di un paio di centimetri, non di più.
E anche i quattro bogey sono stati sostanzialmente sciocchi e, tranne un caso, evitabili. Alla 3 ero in fairway a 95 metri dall’asta e non sono riuscito a prendere il green (cosa che forse è più difficile del suo contrario). Alla 9 ero in green col primo a cinque metri, in discesa non drammatica, e intimorito dalla discesa ho fatto tre putt. Alla 11 dal fairway col ferro 7 non ho preso il green. Alla 16 mi è venuto un po’ di braccino e il bogey era quasi scritto (sebbene il putt per il par sia sbordato di un centimetro forse).
Il punto […] continua a leggere »







