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La routine nel putt

Ben Hogan on putting
È un concorso di cause.

È un fatto che il putt è, tra tutti, il colpo che più mi piace, perché riesco a comprenderne bene le minime sfumature, riesco sempre (via, quasi) a vedere la linea che la palla percorrerà per entrare in buca, adoro studiare le pendenze, le traiettorie e così via.

Le cause, dicevo. Innanzitutto mi trovo qui, in un luogo tranquillo e che è per me carico di memorie di allenamento positive. E non importa se il putting green è largo quanto un fazzoletto e lento quant’era Massimo Mauro ad uscire dal campo, perché il beneficio dato dalle sensazioni postive che mi trasmette è di gran lunga superiore a questi inconvenienti.

Poi, ho appena terminato questo libro. E non importa che sia per la maggior parte fuffa, e che spalmi in un volume intero quello che potrebbe comodamente stare in un articolo nemmeno troppo lungo, l’idea generale – che deve esistere una routine nel putt, e […] continua a leggere »

Lezioni e gare

Mi scrive un lettore, Omar Baccini:

Che ne pensi di fare lezioni di tecnica durante il periodo delle gare? Io noto che anche un piccolo cambiamento (grip, piano dello swing, rotazione dei fianchi eccetera) provoca un’instabilità dei colpi in gara. Premesso che devo ancora imparare bene tecnicamente, e a questo mi dedico con lezioni settimanali da uno dei maestri considerati al top in Italia, penso però che qualcosa non va. O forse dovrei non fare gare e migliorare la tecnica… sono un po’ confuso su questo. Tu come la vedi?

La mail era privata, ma col suo permesso la pubblico qui perché l’argomento è di interesse generale.

Dobbiamo subito dire che fare cambiamenti importanti in piena stagione non è saggio: e questo perché un cambiamento richiede tempo e pratica per diventare gesto naturale (diecimila ripetizioni è un numero certamente vicino al vero, e si veda anche quel che ho scritto qui).

Invece, il periodo giusto per i grandi cambiamenti è quello lontano dalle gare: e per la stragrande maggioranza di noi ciò vuol dire nel periodo che va tra ottobre e marzo, quando l’ansia da risultato non ci prende perché le gare sono diradate […] continua a leggere »

Centouno anni fa

Ben Hogan
Chi segue anche solo distrattamente questo blog sa che c’è un golfista – Ben Hogan – che ha cambiato per sempre la mia visione del golf.

La sua testarda dedizione alla pratica, l’idea di entrare in campo sempre e solo per vincere, il golf come suprema via d’uscita dai tanti rovesci con cui ci flagella il destino (nel suo caso la morte del padre, per dirne una).

E poi la classe, lo stile, la conoscenza immensa dello swing. Eccetera (non servono tante parole; non occorrono nemmeno i verbi).

Ebbene, questo post è un “semplice” ricordo di un anniversario, la sua nascita: tredici agosto millenovecentododici. La storia è fatta anche di numeri: Happy birthday, Mr Hogan.

Il golf d’agosto

Il golf d’agosto è un po’ com’era il calcio d’agosto quand’ero ragazzo (il campionato cominciava a settembre e tutt’al più c’era qualche torneo amichevole tra squadre di cartello): molto rilassato e tranquillo.

Ecco, proprio in questa maniera io ho ripreso la mia preparazione tecnica in vista delle sfide di fine estate e dell’autunno (i campionati match play del mio circolo, qualche patrocinata e federale, qualche gara di circolo e sperabilmente qualche ufficiale). Un giorno sì e uno no (circa) passo il pomeriggio in qualche circolo a tirare palline, e mi sovviene una frase che avevo trovato in questo bel libro e che ora cito a memoria:

Allènati ragazzo, perché in un giorno qualunque, in un campo di grano dell’Alabama, c’è un altro ragazzo che sta tirando palline dall’alba al tramonto al solo scopo di batterti.

E mi piace pensare di essere entrambi i personaggi, ovvero io medesimo che cerco di battere me stesso. Il tutto nella sola maniera che conosco: rilassata e testarda, cocciuta e tranquilla.

La preparazione atletica nel golf

running
Questo è un post che parla solo tangenzialmente di golf. O meglio, in realtà ne parla; il fatto è però che la forma fisica è troppo spesso sottovalutata nel campo del golf. Se ciò ha un fondamento medico-scientifico (il certificato di idoneità agonistica vale per esempio due anni nel golf, ma solo uno nella corsa e in tantissime altre discipline), è un fatto altrettanto incontestabile che la forma fisica ha un vantaggio immediato e diretto sulle prestazioni golfistiche.

Nei miei primi anni di golf la pratica sportiva al di fuori del golf medesimo mi era sostanzialmente sconosciuta; sono diventato bravino senza poter considerare il mio sport adorato un vero sport. Ero preciso, certo; ma quanto resistente allo sforzo?

Poi, anni dopo, in maniera molto casuale, mi sono avvicinato al pilates, alla palestra e infine alla corsa. Oggi queste attività fanno parte integrante della mia routine settimanale, al punto che mi sentirei stranito e fuori posto se saltassi la corsa per più di due-tre giorni di fila, tanto per dire. (Corri ragazzo, corri.)

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Lettera aperta ai segretari di circolo

Io mi ritengo un giocatore corretto – mi presento sempre in campo con l’abbigliamento adeguato, riparo tutti i miei pitch mark e sempre qualcuno di più, saluto tutti coloro che incontro (conosciuti e non) e così via. Lunedì scorso, però, mi è capitato l’ennesimo episodio per cui evidentemente un mio dato comportamento dà fastidio.

Ero a Torre dei Ronchi, il campo era pressoché deserto, e io – dato che questo campo non presentava nessuna sfida per me, nessun ostacolo, nulla di nulla – ho giocato in diverse buche due o tre palle, ho fatto diversi putt e soprattutto tantissimi approccini dai 10-15-20 metri.

Questo ha però dato fastidio, perché ad un certo punto un socio, incaricato dalla segretaria, mi ha detto – in maniera molto garbata e gentile – di giocare una palla sola.

Appena me lo ha detto io, che non volevo fare polemica con nessuno, mi sono trasferito in campo pratica. Però un paio di considerazioni vorrei farle.

La prima è questa: il problema non è tanto che io faccia danni al campo (perché effettivamente non ne facevo), ma è piuttosto una questione di invidia, ovvero ma perché quello può fare […] continua a leggere »

Pausa

VLUU L110 / Samsung L110
Domenica sera, al termine dei campionati piemontesi individuali, ho sentito un senso di appagamento e di calma. Mi è sembrato di aver raggiunto un obiettivo, di aver messo come un punto fermo nel mio rapporto d’amore col golf, e di essere pronto quindi a prendermi una pausa dal continuo logorio – piacevole, per carità – dato dal pensare sempre a come migliorare quel dato colpo, alle linee dei putt, alle gare e tutti i sacrifici che comportano, insomma dal drenare tutte quelle energie mentali nel gioco.

Il risultato (settimo assoluto) è stato buono, ma soprattutto il primo giro è stato fantastico: ho giocato tutto il giorno con leggerezza, e anche quando mi è scappato un doppio bogey ero assolutamente calmo. Il risultato di giornata è stato un +1 (5 birdie, 4 bogey e un doppio) decisamente apprezzabile; ma al di là dei numeri, quel che mi ha dato vera soddisfazione è stato il constatare che tutti i settori di gioco hanno funzionato alla perfezione:

– 10 fairway presi […] continua a leggere »

Perfect Golf Swing

Lo swing perfetto non esiste. O forse è più corretto dire che esiste, ma declinato tramite quella meravigliosa macchina imperfetta che è il nostro corpo non potrà che essere sempre e comunque imperfetto. Cionondimeno la ricerca del miglior swing di cui si è capaci, quell’infinitamente tendere alla metà dove si sa che, comunque, non si arriverà è il compito non scritto di qualunque golfista seriamente intenzionato a lavorare sul proprio swing (e dunque ad approfondire la conoscenza di se stesso).

Era la dolce ossessione del mio mito, ad esempio. Oggi voglio segnalare questo sito, che se fosse stampato corrisponderebbe ad un libro di 1.000-1.500 pagine. Ma non è il volume che impressiona, è la conoscenza che vi sta dietro, il fatto che dia da pensare, che stimoli a provare e riprovare.

Sono d’accordo con l’autore quando scrive:

I previously recommended a number of golf instructional books for beginner golfers. I have now decided to no longer recommend books for beginner golfers, because I now believe that they are far too simplistic and I think that they do not provide enough detail regarding golf swing mechanics/biomechanics.

I now sincerely believe that a […] continua a leggere »

Vincere una patrocinata (finalmente)

022
Be’, era un sogno che inseguivo da tanto tempo: vincere una patrocinata. Questa domenica, alla fine, ce l’ho fatta. Certo, la Romanina non è un campo di punta e il field non era irresistibile, ma insomma i fatti dicono che è successo. Due anni fa a Valcurone ero arrivato secondo, e l’anno scorso di nuovo secondo proprio qui alla Romanina.

Questo sabato il primo giorno di gara non era andato male, fatti salvi – e dici poco – un doppio e un triplo per un +9 totale che non era certo da incorniciare. Domenica sono arrivato al campo senza aspettative, con la sola intenzione di tirare un colpo per volta e vedere quello che sarebbe successo.

Alla 15 – ero +2 in quel momento – un ferro 9 dal rough mi porta in un luogo poco desiderabile: a soli 10 metri dalla bandiera, ma in un rough alto oltre mezzo metro. Mmmm. Esamino le mie possibilità; a tutta […] continua a leggere »

Mi è arrivato il BreakMaster…

BreakMaster
… ieri. Non l’ho ancora provato, quindi non posso dire nel dettaglio (lo farò a breve). Per ora ho solo qualche impressione da raccontare.

L’ho comprato tramite Amazon, la cui eccellenza nel servizio mi fa quasi paura (nel senso che distrugge il mercato).

La nota negativa è che arrivando dagli Stati Uniti occorre aggiungere al costo le tasse doganali: non ho mai capito come vengano calcolate, ma di fatto corrispondono grossomodo all’IVA.

Ieri ho parlato dello strumento con un maestro, io tutto emozionato e lui che faceva di tutto per sminuirne l’efficacia. (E io pensavo: ma possibile che, essendo per te il golf un lavoro, non ti venga almeno la curiosità di capire se potrebbe essere utile prima di dire che è una sciocchezza?)

L’uso è semplice e immediato, non vedo l’ora di passare del tempo – hint: molto tempo – sui green del mio circolo a preparare le mappe e vederne poi gli effetti. Obiettivi, due:

– togliermi un colpo ogni due giri completi (ossia limare l’handicap di mezzo punto, che può sembrare un’inezia ma a me pare parecchio);

– condividere la conoscenza che acquisirò, qui e […] continua a leggere »