Mercoledì sono ritornato alla Marghe dopo due settimane giuste di assenza, e i colpi partivano. Mancava il ritmo gara, e mancavano mille altre cose che forse torneranno e forse no. (Mi sovveniva una nota di tanti anni fa.)
Ieri ho giocato parte da solo e parte con amici, non ho completato il giro ma sarebbe stato qualcosa nei dintorni dell’85: niente di memorabile e niente che valga la pena di raccontare. Comunque è stato divertente, ho giocato senza pensare al risultato ma per la gioia del giocare.
Insomma il golf per me oggi è un po’ come Roma (o la Spagna, è lo stesso) per Marziale: nec tecum nec sine te. In più questa settimana è stata molto strana, per via di un fatto occorso domenica che non c’entra nulla col golf ma che mi ha lasciato molto scosso e di cui dirò ampiamente quando sarà il momento.
Poi ci sono le considerazioni relative alla mezza età. Insomma le motivazioni golfistiche non sono allo zenit, e il golf non può che essere gioia, libertà e divertimento: se diventa costrizione e fatica in sé finisce lo scopo. (Difatti una parola che lego al golf, in questo periodo, è […] continua a leggere »




