Prenderla alla larga

Mi sono preso una pausa dal golf. (Questo l’ho già detto, mi rendo conto.)

Questa settimana ho fatto altre cose. Sono contento di me stesso per aver fatto divertire ventidue bambini (non da solo), aver gestito una situazione di difficoltà nella casa dove abito; e nello stesso tempo aver mandato avanti l’attività. Tutto è proseguito senza troppi patemi, il mondo non è crollato.

Questo post, quindi, non parla propriamente di golf. O forse sì: nel senso che i segni del cambiamento sono difficili da cogliere all’inizio, quando si presentano insieme a tanti altri falsi segnali. Quindi quel che penso ora è che questa fase potrebbe essere di transizione: dalla trance agonistica, ovvero dalla ricerca dell’handicap più basso possibile giocato nel numero più ampio di campi possibili a… a che cosa non lo so esattamente ora. Potrebbe essere un posto onorevole nei senior, dove entrerò tra sei mesi esatti (domani, praticamente), combinato con l’attività di scrittura di golf, che è un luogo dove so di poter offrire il mio contributo e dove non temo la concorrenza di chicchessia (a volte mi sembra di essere nato con la penna in mano).

Comunque a dire il vero oggi, adesso, il […] continua a leggere »

Oggi la faccio breve

La faccio breve perché nelle settimane scorse ho fatto il pieno con il golf, e prima di rischiare la saturazione, prima di rovinare il mio rapporto con una tra le attività più belle che conosca, ho capito che è giunto il momento di staccare per un po’. (Più in generale, penso che una pausa ogni tanto sia di beneficio per chiunque, nel golf.)

Ci sarà ancora – forse – qualche gara (questa e questa sono nel programma), ma dopo un paio di settimane di pausa (cominciate ieri) e, soprattutto, dopo a tante cose belle tra le quali quelle di cui ho parlato qui. Poi più nulla fino a metà settembre.

Mercoledì, durante l’ultimo giro (un 79 discreto, in cui ho provato buone sensazioni), ho capito bene quel concetto di cui parla ogni tanto Silvio Grappasonni (non è che lo dica lui soltanto, naturalmente; è che le sue parole sono da ascoltare sempre con molta attenzione), ovvero che nei grandi giocatori vedi bene come i movimenti esistono cristallini fin da quando erano bambini. Insomma: se riuscissi effettivamente ad arrivare nei dintorni dello 0 nei prossimi sei anni sarebbe certo uno splendido risultato, ma non posso dimenticare […] continua a leggere »

Nel mulinello delle perplessità

A quei tempi non mi capacitavo che cosa fosse questo crescere, credevo fosse solamente fare delle cose difficili – come comprare una coppia di buoi, fare il prezzo dell’uva, manovrare la trebbiatrice. Non sapevo che crescere vuol dire andarsene, invecchiare, vedere morire, ritrovare la Mora com’era adesso.
Cesare Pavese, La luna e i falò

Oggi parto da una citazione:

When deciding whether to do something, if you feel anything less than “Wow! That would be amazing! Absolutely! Hell yeah!” then say no.

È tratta da questo libro (ma consiglierei di cominciare dal sito dell’autore).

Nel mio golf recente – diciamo dell’ultimo anno, grossomodo; anche se le radici sono da ricercare più indietro – si sono inseriti elementi che prima non esistevano. A questo punto della mia avventura golfistica, se qualcuno oggi mi chiedesse se il golf per me è assolutamente “wow” non sarei sicuro della risposta. Al di là dei motivi (e delle motivazioni), oggi non sarei più così convinto delle mie convinzioni.

Nei miei primi anni di golf tutto era assolutamente entusiasmante ed emozionante. Ricordo con assoluto piacere la prima volta che misi piede in un circolo di golf, la mia […] continua a leggere »

Feudo, gara nazionale, 11-12 giugno 2016

Il golf è fatto a onde, si sa; il gioco va e viene senza che ci sia un vero motivo. Ne ho avuta una prova lampante – non che ce ne fosse davvero bisogno – nella gara della settimana scorsa, dove ad un anonimo 78 (il campo è un par 70) ha fatto seguito un bel 71, rotondo e convincente.

Il primo giorno mi sentivo la testa pesante, nel senso di oppressa da tanti pensieri che col golf non c’entrano molto ma che se li porti in campo pesano, e come! Venerdì scorso, prima della gara, avevo parlato qui di questi argomenti, dicendo in sostanza che se non vai avanti anche a stare fermo significa che stai tornando indietro. E questo non va bene, tantomeno all’età mia.

Ad ogni modo ho archiviato sabato come un giro senza nulla da raccontare, e domenica sono arrivato al campo mezz’ora prima del tee time, con l’idea di non passare dal campo pratica (non da ultimo perché quelle palline meriterebbero di stare in un altro luogo, non certamente lì; ma soprattutto perché mi sembrava cosa inutile); ho dedicato invece tutto il tempo necessario al putt e soprattutto allo stretching.

Morale: […] continua a leggere »

Quasi fuori tempo massimo

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È venerdì sera (tardi) e io non ho ancora scritto il post con le mie elucubrazioni settimanali. Ma non è che oggi non abbia dedicato tempo al golf: ho fatto la prova campo per questa gara di domani e dopodomani, e ho anche consegnato l’articolo a Il Mondo del Golf Today con le recensioni per luglio/agosto.

Però il mio golf è stanco. Sostanzialmente credo che sia il fatto di non riuscire a superare i miei stessi limiti, ovvero il fatto di essere da anni tra il 3 e il 4 e non riuscire a schiodarmi di lì. Anche il tempo, si sa, non gioca a mio favore.

Da una parte sì, mi spingono parole come queste:

Once you have practiced for a while and can see the results, the skill itself become part of your motivation. You take pride in what you do, you get pleasure from your friends’ compliments, and your sense of identity changes.

Che sono estratte da questo libro che ho finito di leggere in questi giorni, e di cui parlerò […] continua a leggere »

The Dan Plan is over

Dan
Tramite questo articolo ho avuto in questi giorni la conferma che il Dan Plan è giunto al capolinea, e non con l’esito sperato. Dato che in questi anni ho considerato Dan McLaughlin come la mia “controparte” americana, e dato che ho preso tanti spunti da lui e dal suo progetto (ne ho parlato, per esempio qui, qui e qui), è questo il momento per proporre alcune mie considerazioni finali.

Per prima cosa, il massimo rispetto va a questa persona e al suo progetto. Certo, sarebbe facile dire adesso – il Cigno nero ce lo ricorda – che l’obiettivo era troppo al di sopra della sua portata, ma il fatto di averlo pensato, sognato, visualizzato e poi cercato è un grande merito di Dan.

Del resto anch’io qualche anno fa avevo l’idea di diventare un professionista (all’epoca ciò era consentito, poi il limite è stato riportato a quarant’anni di età: cosa che se da un punto di vista sportivo trovo corretta, non posso certamente dire lo stesso da un punto di vista per […] continua a leggere »

Duncan Lennard, Adventures in Extreme Golf

Adventures in Extreme Golf
Alcune citazioni tratte da questo bel libro – la mia recensione completa sarà pubblicata su “Il Mondo del Golf Today” di giugno.

If music is the space between the notes, then golf must be the walk between the shots (p. 28).
[Se la musica è lo spazio tra le note, allora il golf deve essere la camminata tra un colpo e l’altro.]

Coaching golf is, of course, one of the game’s more recognized occupations – and our perpetual ineptitude at the game suggests it will be for some time (p. 152).
[L’insegnamento del golf è, naturalmente, uno dei mestieri più riconosciuti nel campo: e la nostra inettitudine perenne al gioco suggerisce che sarà così per tanto tempo ancora.]

There is an old saying in golf: You can’t fire a cannon from a canoe. Foundations may not be fancy, but they are the key component (p. 155).
[C’è un vecchio detto nel golf: non puoi sparare con un cannone da una canoa. Le basi possono non essere attraenti, ma sono la componente chiave.]

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LXV Gran Premio Città di Milano

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Ho faticato tanto, e onestamente la gara era un po’ troppo per me, un po’ fuori della mia portata; ma è stata una bella esperienza.

Vi avevo già partecipato l’anno scorso, ma con risultati disastrosi (e anche litigando con un ragazzino compagno di gioco per un droppaggio – ogni tanto Gianni, di solito molto pacifico, diventa litigioso).

Quest’anno è stato diverso.

Nella prova campo, fatta con l’amico Edoardo che pratica otto ore al giorno tutti i giorni (la mia pratica, al confronto, impallidisce), drive, legni e anche ferri avevano la tendenza maldestra – che non riuscivo a correggere se non con la seconda palla – ad andare a destra.

Tant’era. La partenza del primo giro era fissata per le 7:52, ma già dalla sera prima era quasi scontato che non si sarebbe giocato per la pioggia. E, dopo una sospensione annunciata fino alle 11, così è stato: annullato il secondo giro (dei quattro), ci si sarebbero giocate le carte nel primo giro del venerdì. Allora giovedì è stato un giorno lento, di campo pratica e poi stretching in […] continua a leggere »

Una rotonda novità

Ieri pomeriggio arrivo in campo pratica alla Margherita per la consueta sessione di allenamento e una lieta sorpresa mi attendeva alla macchina distributrice di palline:

palle nuove

È una piccolezza, se vogliamo, ma si tratta di un cambiamento che non solo era necessario, ma che può portare benefici al golfista e, di riflesso, al circolo. Al golfista, che sente finalmente di poter praticare con delle “vere” palline di campo pratica e non solo con palle che provengono dalla notte dei tempi (teatralmente parlando, ma non siamo lontani dalla realtà); al circolo, che guadagnerà in immagine complessiva e in vendita di gettoni.

Ho subito preso un paio di gettoni, per sentire la differenza.

(Fatto che non c’entra niente col discorso ma c’entra, e come!, con la pratica e che mi ripromettevo da un po’ di scrivere qui – eventualmente lo approfondirò in futuro –: quando sono in campo pratica prendo sempre un gettone per volta, anche se piove, anche se sono lontano dalla gettoniera e così via: questo perché la camminata tra la postazione del momento e la gettoniera ogni venti […] continua a leggere »

Mmmmm

Per la prima parte di stagione mi ero dato quattro obiettivi:
– passare il taglio a questa gara;
– arrivare entro i primi otto a questa gara;
– riprendere l’ordine di merito;
– entrare a far parte della squadra della Margherita a questa gara.

Non ho centrato nessuno di questi.

All’Albenza mi sono cancellato la mattina del giorno prima, perché ero primo in lista di attesa (sarei poi entrato, ma non lo sapevo al momento) ed era il decimo compleanno di mia figlia: considerando che i dieci anni arrivano una volta sola per tua figlia piccola, ho preferito una gita al mare con lei e la famiglia intera a una gara di golf. Si parva licet, anni fa lessi non ricordo dove che Arnold Palmer un giorno stava per pattare quando un bambino si mise a parlare. La mamma lo zittì. Lui si rimise pazientemente sulla palla e il bambino, di nuovo, aprì la bocca. Alla terza volta la mamma era atterrita, pronta a ricevere una lavata di capo da Palmer e lui le disse: “Non si preoccupi, signora. Il mio putt non è così importante, dopotutto”. Che poi è […] continua a leggere »