
Due cose, oggi. (E finalmente sono sensazioni positive.)
La prima mi è occorsa ieri, in campo alla Margherita, verso la fine di nove buche in solitaria. Ho capito che per evitare il mio classico fade molto pronunciato, che è parente stretto dello slice, con i legni e con i ferri lunghi non devo mirare a sinistra e poi aspettare che la palla curvi a destra, perché questo la fa curvare ancora di più; ma devo mirare leggermente a destra dell’obiettivo, tenendo la faccia del bastone leggermente chiusa, ricordarmi della K rovesciata, tenere la spalla destra bene all’indietro e decisamente più in basso della sinistra e avere la mano destra ben ruotata verso il centro: in questa maniera la palla parte non troppo alta (io alte le palle non le so tirare, o quantomeno è un obiettivo che mi costa una fatica nera e con risultati molto incerti – un po’ come con il draw) ma dritta all’obiettivo.
Allora poi sono andato in campo pratica – c’ero solo io, le ombre erano lunghe, si stava benissimo – a fissare quella sensazione. […] continua a leggere »



